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Il blog di Francesco Colonna
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Poesia e arte nella Rodi di Stefano Cammelli

stefano cammelli

Firenze - C’è chi scrive saggi ma non poesia; romanzi ma non cose d’arte. Stefano Cammelli, temperamento versatile come pochi altri, fa tutto questo insieme. L’ultima sua pubblicazione, un libro fotografico “Rodi inspection tour”, Bologna 2017, è poesia e arte.

L’isola di Rodi è vista nella sua stagione più bella, a inizio primavera, ma senza insistere su fioriture romantiche: appena un accenno di pesco in fiore fra le rovine. Semmai quello che ci parla dello splendore della stagione è il mare di Kritinia, in una luce insolita, grigia ma luminosa, quasi autunnale; o quella trasparente della spiaggia dedicata ad Anthony Quin (che vi girò il film “I cannoni di Novarone” )

Per il resto il fotografo lascia parlare il Castello dei Cavalieri con le mura trecentesche e ottomane, l’Acropoli con la nave scolpita sulla parete rocciosa, il teatro di Lindos e il tempio dedicato ad Atena Lindia, grandioso nei resti del superbo colonnato, dove fu inserita, successivamente, una chiesa bizantina dall’inconfondibile architettura e i fregi paleocristiani. Ma è nella chiesa dell’Assunzione del V secolo, ancora officiata, che si nascondono alcune pitture bizantine di notevole suggestione. Cammelli fa il giro della costa  dell’isola ma non indulge ad immagini di maniera, se non il necessario, tipo piccoli scorci pittoreschi dei vicoli bianchissimi di Lindos. Prevalgono i siti archeologici o medievali a Yalisos, Filerimou e soprattutto a Kameiros. Nella Rodi città vecchia, non si dimenticano le tracce del passato italiano con edifici e fortezza. Si passa poi al museo archeologico di Rodi, senza una parola.-.evidentemente con la consegna di lasciar parlare solo le immagini!.-.che fanno pensare ad una collezione importantissima di vasi e pittura vascolare.

 Che vogliamo di più da un libro senza parole ?

Ma alcune parole ci sono, ma sono quelle, a mo’ d’introduzione, di un poeta giapponese del X-XI sec. dedicate ai viaggiatori che hanno seguito (e seguiranno) Cammelli nei suoi itinerari:

sebbene l’acqua non scorra più

Nel ruscello dove giocammo un tempo

Ancora ne sento il suono argentino

Rimbalzare di pietra in pietra

Ecco che si riaffaccia il Giappone, mai dimenticato da Stefano Cammelli, che ha lasciato le sue tracce dovunque nella sua memoria e sensibilità anche visiva.

Annamaria Manetti Piccinini

 

foto: Stefano Cammelli

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