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Coreografi italiani e arabi all’Anghiari Hub Dance

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Anghiari – Sarà un momento di confronto importante quello che si terrà, dal 12 al 19 settembre, ad Anghiari per i tre giovani coreografi selezionati da Anghiari Dance Hub, Centro di Promozione della Danza.

Saranno Tommaso Monza, Salvatore Insana ed Elisa Turco Liveri – ai quali si aggiungerà successivamente Monica Gentile -  a sperimentare un periodo di residenza condivisa con i giovani coreografi arabi selezionati per il progetto ­ Focus Young Arab Choreographers, promosso da Anghiari Dance Hub e sostenuto dal Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo in collaborazione con ACS – Abruzzo Circuito Spettacolo, Armunia, Associazione Basilicata 1799,  Danza Urbana, Mosaico Danza, Triangolo Scaleno, C.L.A.PSpettacolo dal vivo, Fondazione Fabbrica Europa, Inteatro Festival, LaMamaUmbria International.

Nato con l’obiettivo di facilitare la mobilità, il dialogo interculturale e lo scambio di pratiche performative tra gli artisti arabi e le realtà del territorio italiano, realizzando momenti di incontro, sessioni di lavoro e serate di spettacolo il progetto Focus Young Arab Choreographers sta attraversando l’Italia da maggio a ottobre, coinvolgendo 11 strutture da anni impegnate nel dare pensiero e visibilità alle molteplici pratiche e poetiche della danza contemporanea.

I coreografi presenteranno i loro lavori dalle ore 21 di mercoledì 13 settembre, presso il Teatro di Anghiari. Mounir Saeed (Egitto) in “What about Dante” rappresenta un lavoro ispirato all’Inferno dantesco, miscelato con lo spiritualismo del Sufismo e la musicalità nata dall’incrocio con inni cristiani e canti orientali, alla ricerca di una una fusione tra la spiritualità delle culture; Hamdi Lakhdher (Tunisia) in “Tu Meur(S) De Terre” ricostruisce la figura del padre imbianchino nel suo luogo di lavoro, un duetto sinfonico in cui il dolore della malattia si trasforma in una poesia incantata; Bassam Abou Diab (Libano) in “Under the flesh” lavora sulla relazione tra le culture, il corpo, la morte e i rituali, ispirato dall’aver vissuto la guerra ed essere stato obbligato ad utilizzare un enorme numero di strategie per sopravvivere.Sharaf Dar Zaid (Palestina) sarà in scena con “To be…” una performance basata sul conflitto tra l’essere ciecamente legati alle tradizioni e l’essere liberamente isolato dalla società, nella quale non si propone una soluzione ma una ricerca tra i due estremi, nel tentativo di trovare un equilibrio per essere nel luogo nel quale si deve e si ama essere.

Il giorno successivo, giovedì 14 alle ore 17,30, il critico e giornalista Gianfranco Capitta modererà l’incontro con il pubblico e i coreografi.

Il programma completo è consultabile sul sito www.anghiaridance.eu

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