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La magia della “Casa Rosa” di Cavoli

casarosa cavoli

Sulla bellissima e famosa spiaggia di Cavoli, proprio all’estremità del Golfo, un po’ appartata, ma sempre sul mare, si intravede una “Casa Rosa”, circondata da una rigogliosa bouganville, ulivi e fichi d’india.

Questa casa, oggi, soggiorno privilegiato per turisti che arrivano da tutto il mondo, ha un fascino e una magia tutta particolare.

La “Casa Rosa” ci racconta una lunga e bella storia…

Nei primi anni del ‘900 questo immobile venne costruito per seguire la riapertura delle antiche cave romane per l’estrazione del granito che veniva caricato su velieri che attraccavano sulla punta di Cavoli, come scrive nei suoi libri lo storico Richard Colt Hoare.

La tenuta apparteneva ad una società austriaca di estrazione di terre. Fu anche adibita a centrale elettrica con generatori a bagno d’olio per la prima volta all’Elba, per elettrificare le ferrovie che trasportavano nei carrelli il granito e le terre estratte. C’era anche un piano inclinato che collegava le due ferrovie. Una sulla scogliera che arrivava fino alla punta dove veniva caricata con il pick sulle navi per portarlo in continente.

La tenuta venne acquistata nel 1938 da Guglielmo Federici e comprendeva i terreni che vanno dalla grotta di mare fin quasi a Fetovaia. Nella tenuta venivano anche prodotti olio e vino. Il dottor Federici avanzò la proposta di far soggiornare una decina di detenuti dell’isola di Pianosa, per aumentare la coltivazione dei prodotti agricoli nella tenuta ma l’inizio della seconda guerra mondiale interruppe qualsiasi proposta migliorativa, compresa anche l’escavazione del granito.

 

spiaggetta

Gli austriaci estraevano il caolino e poi ripresero le cave di granito.

Prima della seconda guerra mondiale le cave di granito ripresero a funzionare perché il dott. Federici costruiva urbanizzazioni e quindi strade a Roma tra le quali “Via dei Fori Imperiali”, utilizzando il granito di Cavoli per i cigli stradali.

Dopo la guerra, Federici dette in affitto le cave di granito a ditte locali che, a causa di una cattiva estrazione, ne inficiarono la produzione, usando esplosivo senza criterio.

Successivamente Federici pensò che le bellezze naturali potessero essere sfruttate diversamente ed in modo migliore destinandole al turismo in grande sviluppo all’epoca.

Fece realizzare quindi un progetto d’insediamento turistico dall’architetto Eduard Walter Gellner.

 

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