Dylan Thomas, l’ultimo dei poeti maledetti | StampToscana
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Il blog di Francesco Colonna
America

Dylan Thomas, l’ultimo dei poeti maledetti

Dylan

Amatissimo poeta gallese Dylan Thomas è stato il motore ispiratore di qualche generazione europea e statunitense. Bob Dylan, il cui cognome Zimmerman, fu dallo stesso cambiato in Dylan per omaggiare il poeta è forse un indicatore della presa emozionale che il poeta ebbe sia negli anni 40, sia negli anni 50 e la cui fama si spinge fino ad oggi. Soli 39 anni di vita ma separati a manetta senza compromessi.

Un vero poeta, l’ultimo dei poeti maledetti, che grazie al suo carisma e ad una incredibile capacità creativa, determinò un tale mito mediatico, capace in breve di amplificare e ripagare il suo talento enigmatico, umbratile, profondo fin dentro i più reconditi anfratti dell’animo umano. Una straordinaria potenza nelle immagini, una particolare capacità di dominare la mitologia greca o nordeuropea: druida e celtica, che insieme a fatti e personaggi biblici costituisce il meta linguaggio straordinariamente efficace di Thomas.

1930 – L’ARIA CHE RESPIRI (trad. D. Tammaro)

l’aria che respiri un’intrusa

la tua gola è mia conosco il collo

vento il mio rivale i tuoi capelli non si strufferanno

sotto il suo potente e impetuoso bacio

il piede dell’arcobaleno non è più adatto

a prendere l’amante del centauro

dunque non rapirla oh vento dalla zampa di capra

ma lasciala ma adorala ancora

ché se gli dei amassero

vedrebbero con occhi come i miei

ma non dovrebbero toccare come faccio io

le tue dolci seducenti cosce

e i capelli corvini.

 

 

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