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Rio, Duran Duran (1982)

rio duran

La musica pop ha contribuito a rendere le nostre società più democratiche e libertarie? C’è una parte di vero in ciò che ha scritto John Harris sul Guardian del 30 giugno (How pop music built liberal Britain) analizzando il voto britannico che ha visto un sostanziale arretramento dei Tory, i conservatori.

Certo in quel risultato ha contato molto il trauma della Brexit, i problemi della sicurezza nelle città, gli squilibri economici. Ma un fatto è evidente: che nella fascia di età compresa fra i 45 e i 55 anni, solo il 29% è favorevole ai conservatori ed è quella generazione cresciuta con la “cultura pop post-Elvis”: è indiscutibile che negli ultimi 50 anni si è verificata una “rivoluzione silenziosa” grazie ai più potenti mezzi di comunicazione con cui gli esseri umani hanno avuto a che fare. Una generazione internazionalista, aperta, permissiva, implicitamente antirazzista molto più portata alla socievolezza, anticamera della solidarietà,  che all’individualismo.

Un ragionamento che si potrebbe tranquillamente trasferire, seppure con tradizioni e caratteristiche diverse, anche all’Italia. Basta pensare al concertone di Vasco Rossi a Modena con 220mila persone, quattro volte di più del super concerto dei Beatles allo Shea Stadium di New York.

Qualcuno potrebbe obiettare che molto della cultura pop degli anni ottanta era piuttosto inneggiante al materialismo edonistico che a valori progressisti. Ma la corrente principale della cultura pop è stata improntata ai secondi e questi hanno formato il cuore e la testa delle diverse generazioni post belliche: quella dei Beatles che hanno spazzato via i muri classisti e di D avid Bowie che ha sfidato tutti i pregiudizi di genere.

Per esemplificare il ragionamento, Harris propone Rio dei Duran Duran del 1982, secondo album del gruppo, perla preziosa della corrente materialista che però era solo un aspetto di una proposta culturale complessiva che ha cambiato le teste di tanti. Non a caso l’album è stato etichettato “new romantics”, romanticismo che va al sodo.

 

 

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