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Delfini spiaggiati? Tutta colpa del morbillo Ambiente

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Ebbene sì, anche i cetacei possono prendere il morbillo. Almeno secondo quanto riportato dall'Osservatorio toscano dei cetacei, che ha preso in analisi le carcasse dei 29 esemplari di delfini e balenottere spiaggiatesi sui litorali toscani dall'inizio del 2013. In totale in Italia sono stati ritrovati privi di vita sulle spiagge 131 cetacei, dei quali 29 (appunto) in Toscana, 31 nel Lazio, 20 in Sicilia, 20 in Calabria, 13 in Campania, 14 in Sardegna ed altri in Puglia, Basilicata, Marche e Molise. In Toscana i maggiori ritrovamenti sono stati effettuati nel Livornese e nel Grossetano, ma anche a largo delle isole di Pianosa e dell'Elba. Il Giglio, almeno in questo, è stato risparmiato e spesso sono stati avvistati delfini nuotare nei pressi del relitto della Costa Concordia. Inizialmente si è pensato che sulla morìa di delfini e balenottere potesse aver influito i fusti tossici persi a largo dell'isola della Gorgona dall'Eurocargo Venezia di Grimaldi Lines a fine 2011. Le analisi effettuate sugli esemplari trovati spiaggiati in Toscana e nelle altre regioni, però, avrebbero fatto emergere che i cetacei starebbero morendo di morbillo. Il morbillivirus già dagli anni Novanta ha iniziato a mietere vittime nel Mediterraneo, soprattutto in Spagna. Nonostante non sia il solo responsabile della morìa dei cetacei italiani (dato che il quadro preso in analisi dall'Osservatorio comprende anche altri patogeni), il morbillivirus sarebbe la causa principale dei loro decessi. Non va dimenticato, in ogni caso, che alcuni esemplari trovati privi di vita presentavano ferite riconducibili ad eliche di imbarcazioni. In molti casi, tuttavia, il morbillo potrebbe aver indebolito i cetacei, che sarebbero deceduti a largo e, poi, stati sospinti dalle correnti nelle acque livornesi. Le analisi sono state condotte da Arpat in collaborazione con l'Istituto zooprofilattico di Pisa e con le Università di Siena e Padova.

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