Venerdì 11 Maggio, 2012 - 10:29 da redazione
Approvata dalla Commissione Ambiente del Consiglio regionale la proposta di legge che modifica le misure urgenti per la difesa idraulica ed idrogeologica, emanate dopo l'alluvione del Magra in Lunigiana. Pdl astenuto.
Firenze -
La proposta di legge regionale, di modifica (vedi relazione illustrativa) delle "Disposizioni in materia di governo del territorio e difesa dal rischio idraulico" introdotte, in seguito al disastro dell'alluvione della Lunigiana, nella legge finanziaria regionale per il 2012 (agli articoli 141 e 142), è stata licenziata ieri dalla Commissione Ambiente e territorio del Consiglio regionale presieduta da Vincenzo Ceccarelli (Pd). Il Pdl, pur dichiarandosi favorevole alla modifiche delle misure introdotte a fine 2011 che hanno ''ingessato il sistema, bloccando tutto'', si è astenuto dal voto per ragioni di metodo e timori sugli interventi di modifica. Il Pdl punta l'attenzione sull'effetto "sblocco" dell'ampliamento dell'inceneritore di Selvapiana (nella foto) sulla sponda della Sieve.
Sul fronte del metodo, mentre ancora una volta si tratta di un intervento in emergenza, sostiene il Pdl, la grande variabilità territoriale dei fenomeni idrogeologici ed idraulici necessita piuttosto di una mappatura del teritorio regionale, da farsi attraverso una cabina di regia che coinvolge i soggetti che pianificano e operano nella difesa idraulica ed idrogeologica. ''Il nostro territorio è tutt'altro che omogeneo'' - ha osservato il vicepresidente Andrea Agresti -. E' necessario essere realisti. Capire cosa deve essere fatto adesso, individuare le priorità in una condizione non emergenziale e valutare attentamente le conseguenze delle normative varate''.
Sul fronte dei timori, il Pdl teme che la proposta di legge sia un "blitz per realizzare interventi dubbi proprio dal punto di vista della sicurezza" idraulica ed idorgeologica. Il Pdl, per il quale è intervenuto il consigliere Paolo Marcheschi, si riferisce all'impianto di
termovalorizzazione di Rsu di Selvapiana, nel Comune di Rufina (Fi), sulla sponda della Sieve (nella foto) che la legge post-lunigiana (66/2011) aveva bloccato, ed ora al centro di numerosi dibattiti per l'annunciato ampliamento. Riccardo Baracco della direzione generale Politiche territoriali, ambientali e per la mobilità della Regione ha spiegato che con le modifiche alla legge 66/2011 le nuove costruzioni per "servizi pubblici già previsti" potranno essere realizzate in aree di elevato rischio idrogeologico (mentre le misure urgenti post-Lunigiana le bloccavano). O meglio il divieto decade se ulteriori indagini o interventi di messa in sicurezza fanno passare l'area ad una pericolosità idraulica inferiore, recepita dal Piano di assetto idorgeologico, prima della presentazione della richiesta di permesso a costruire.
Le dichiarazioni.
''Siamo favorevoli alla modifica di articoli di una legge fatta in emergenza - ha dichiarato il vicepresidente Andrea Agresti -, all'indomani della tragica alluvione in Lunigiana e inserita, in modo del tutto anomalo, nella legge finanziaria regionale, ma continuiamo a lavorare in emergenza''. ''La vera risposta - ha spiegato Agresti - sarebbe stata quella di costituire una cabina di regia con tutti i soggetti che a vario titolo sono impegnati sul fronte sicurezza dal rischio idraulico''.
''Non vorrei - ha detto il consigliere Pdl Paolo Marcheschi: - che questa proposta di legge fosse in realtà un blitz per realizzare interventi dubbi proprio dal punto di vista della sicurezza''.
"Le modifiche alla legge 66/2011 - ha detto Riccardo Baracco della Direzione generale politiche territoriali, ambientali e per la mobilità della Regione Toscana - vietano le nuove costruzioni fatta eccezione per interventi su impianti per servizi pubblici già
previsti''. Ci sono però situazioni ''laddove il divieto può non trovare applicazione per una serie di fattispecie indicate". In particolare "il divieto non si applica agli interventi in aree già classificate in pericolosità idraulica molto elevata nel caso in cui, a seguito di ulteriori indagini o di interventi di messa in sicurezza, risultino classificate dai Pai (il Piano per l'assetto idrogeologico), al momento della presentazione della pratica edilizia per il permesso a costruire, in pericolosità idraulica inferiore''.
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