Martedì 1 Maggio, 2012 - 1:06 da redazione
Allarme della Cgia Mestre: cresce il costo del denaro, il credit crunch strozza, aumentano le segnalazioni di operazioni sospette. Fra il 2008 e il 2011, sono aumentate del 243, 6%
Firenze -
Che conseguenze avrà sulle imprese italiane l'aumento delllo 0,76% del tasso d'interesse medio registrato negli ultimi mesi? A questa domanda risponde la puntuale analisi della Cgia di Mestre, che, facendo un rapido calcolo sull'aumento verificatosi fra giungo 2011 e gennaio 2012, denuncia il rischio che il sistema delle imprese italiane debba frugarsi per circa 7miliardi in più all'anno.
Infatti, analizzando l’indebitamento medio delle aziende italiane, che corrisponde a 916,7 miliardi di euro, e i maggiori costi che il mondo imprenditoriale dovrà farsi carico a seguito dell’aumento del costo del denaro registrato in questi ultimi mesi, il tasso d'interesse aplicato alle aziende si colloca, tra giugno dell’anno scorso e gennaio di quest’anno intorno al 6,5%. Una crescita che ha fatto lievitare il costo degli interessi: ben 59 miliardi su base annua, vale a dire 7 miliardi in più rispetto a giugno 2011.
Ma l'allarme che Giuseppe Bortolussi, segretario della Cgia di Mestre, lancia, non si ferma qui. Infatti, fra costo del denaro che sale e credito elargito col contagocce agli imprenditori dalle banche, cresce sempre più il rischio che della situazione insostenibile per le imprese approfittino le organizzazioni criminali per inserirsi nel tessuto ancora sano delle nostre aziende.
“Auspicando che nei prossimi mesi i tassi d'interesse scendano – dichiara Bortolussi – rimane preoccupante il calo dei prestiti erogati alle imprese. Tra giugno dell’anno scorso e la fine di gennaio di quest’anno la contrazione è stata dell’1,4%. Mentre il costo del denaro sale e le banche continuano ad erogare il credito con il contagocce – prosegue Bortolussi – sono esplose le segnalazioni di operazioni di riciclaggio sospette eseguite da intermediari finanziari: +243,6% dall’inizio della crisi alla fine del 2011. Questo dato è molto allarmante perché ci segnala che, probabilmente, le organizzazioni criminali stanno approfittando di questa situazione per infiltrarsi nell’economia reale del Paese. Infatti, mai come in questo momento le imprese manifestano una preoccupante vulnerabilità dovuta alle conseguenze negative della crisi”.
Un pericolo reale e immediato, come dimostrano i risultati emersi dall'analisi compiuta dalla Cgia Mestre su dati dell'Unità di Informazione Finanziaria: fra il 2008 e il 2011, le segnalazioni di operazioni sospette da parte degli intermediari finanziari sono passate da 14.069 a 48.344 (+243,6%).
Foto: http://www.mediterraneonline.it
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