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Vendemmia di qualità per il Brunello di Montalcino STAMP - Azienda

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Il 250 produttori, di cui 208 imbottigliatori, aderenti Consorzio del Brunello di Montalcino sono al lavoro. La raccolta delle uve, svolta rigorosamente a mano selezionando i grappoli migliori, ha avuto inizio ieri e già da alcuni giorni nei vigneti sono in atto le necessarie analisi chimico-fisiche per verificare le condizioni delle uve e stabilirne il grado di maturazione grazie alla percentuale zuccherina presente negli acini. 
Un’attività che coinvolge complessivamente 3500 ettari a vigneto, ripartiti in 2100 i coltivati a Brunello di Montalcino, 510 a Rosso di Montalcino, 50 a Moscadello di Montalcino, 480 a Sant’Antimo Doc e altri coltivati a Igt. Il tutto per una produzione che, mediamente e complessivamente, si aggira intorno alle 8.500.000 bottiglie, il 65% delle quali viene esportato, principalmente  negli Stati Uniti (25%), in Germania (7,5%) e negli altri paesi europei.
I dati raccolti fino ad ora sono incoraggianti e “presentano un quadro complessivamente molto buono, in linea con quanto avvenuto negli ultimi anni, con uve che possono dare prodotti di qualità elevata. – ha dichiarato Fabrizio Bindocci, presidente del Consorzio del Brunello di Montalcino – La produzione potrebbe essere più bassa rispetto allo scorso anno, valutabile al momento del 10%. Quantità e qualità andranno valutate comunque a fine vendemmia, con dati certi alla mano”.
Sicuramente sulla scarsità del raccolto hanno inciso le condizioni atmosferiche “avverse” di questo 2012, e soprattutto il rischio siccità estiva che ha causato ingenti danni all’agricoltura regionale, ma per il territorio di Montalcino, stando alle previsioni, meno di quanto si temesse. Dopo un inverno piuttosto rigido e diverse abbondanti nevicate – eventi positivi che favoriscono l’equilibrio sia degli accumuli di acque sia di una serie di parametri utili per la vite – la primavera è stata infatti relativamente calda e in linea con i normali andamenti.
Nonostante poi un’estate molta calda e secca, che in alcuni casi ha portato i vigneti ai limiti dell’equilibrio per il corretto sviluppo della fase vegetativa, le piogge di fine estate e inizio settembre hanno ristabilito un giusto equilibrio, fanno sapere dal Consorzio, e creato le migliori condizioni per la fase più importante di maturazione dell’uva sangiovese. 
Secondo le stime di Ismea, grazie alla ridotta presenza di patogene, la qualità delle uve del Brunello si prospetta dal buono all’ottimo, con un grado zuccherino superiore alla media.

crediti fotografici: SXC

Giovanna Focardi Nicita

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