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56° Festival dei Popoli: i drammi e le inquietudini del presente Cinema

56° Festival dei Popoli - ph Ilaria Costanzo

Firenze – Al cinema Odeon è stata presentata oggi la 56/esima edizione del Festival dei Popoli, diretto da Alberto Lastrucci e presieduto da Marco Pratellesi. Il festival è un’occasione di dibattito e di riflessione internazionale e interdisciplinare che, come ha detto Tommaso Sacchi del Comune di Firenze, intervenuto con Stefania Ippoliti (responsabile area Cinema fondazione sistema Toscana) alla conferenza stampa, connette alcune delle opere più significative del documentario sociale con gli eventi e i temi più rilevanti del mondo contemporaneo. Il festival realizza inoltre un’articolata sinergia con alcune istituzioni culturali della città, come il museo del Novecento, Le Murate caffè letterario e il teatro Puccini, dove saranno proiettati alcuni film.

Il programma di questa edizione 2015 è molto ricco di proposte e di percorsi tematici. Il film d’inaugurazione (venerdì 27 novembre, ore 21.00) è “Mr. Gaga” di Tomer Heymann, documentario sulla vita artistica di Ohad Naharin, coreografo israeliano di fama internazionale. Fra gli eventi speciali, “Listen to me Marlon”, costruito intorno alle registrazioni audio del grande attore.

La musica contemporanea, come sempre al festival dei popoli, è il tema di molti documentari, come: “Mr. Dynamite” di Alex Gibney, sulla straordinaria vita del Re del soul James Brown (sabato 28 novembre, Odeon, 21.30); “Complimenti per la festa”, film concerto che vede protagonisti i Marlene Kuntz (martedì 1 dicembre, Odeon, ore 21:30) e “Daft Punk Unchained” di Hervé Martin-Delpierre sulla musica elettronica dei Daft Punk (giovedì 3 dicembre, Odeon, 22.30).

Il tema attualissimo della immigrazione attraversa tutte le sezioni del festival; ad esso è dedicato uno specifico focus intitolato “Alì nella città. Derive e approdi dei migranti contemporanei”. Questa sezione trasversale propone alcuni titoli da non perdere, come quelli presentati nel corso dell’evento speciale “Matinée Senegal” (domenica 29 novembre, cinema Odeon, ore 11.00, ingresso gratuito), con la proiezione dei documentari inediti “Piazza Senegal (Firenze 1990)” di Malik Nejmi e Roberto Bianchi e “I morti non sono morti”, documentario diretto sempre da Malik Nejmi, che ricorda Samb Modou e Mor Diop, uccisi a Firenze in un agguato razzista il 13 dicembre 2011. Ancora, di Malik Nejmi e Omar Ba sarà mostrato al festival “La mer ne nous accroche pas” (mercoledì 2 dicembre, Spazio Alfieri, ore 15.00). Girato con degli smartphone, il film racconta l’organizzazione del viaggio in mare da parte di alcuni migranti a Tangeri.

Da segnalare, nella sezione concorso internazionale, “Des hommes debout” di Maya Abdoul-Malak, reportage su alcuni momenti della vita di un immigrato nordafricano in un Internet Point nel quartiere di Belleville a Parigi. Il documento permette di riflettere sulla vita degli immigrati in Francia, dove si costruiscono le reti terroristiche dell’Isis che approfitta del disagio sociale. “Sponde nel sicuro sole del Nord”, di Irene Dioniso, narra invece la storia di Vincenzo e Mohsen che, l’uno a Lampedusa e l’altro a Tunisi, salvaguardano la memoria dei corpi migranti: Vincenzo con la sepoltura in un cimitero, Mohsen con un museo dove raccoglie gli indumenti indossati dagli annegati.

Nella sezione panorama: “Loro di Napoli” di Pierfrancesco Lidonni, “Su campi avversi” di Andrea Fenoglio e Matteo Tortone e “If only I were that warrior” di Valerio Ciriaci. I primi due affrontano la questione dell’immigrazione nel contesto sociale italiano, mentre il film di Ciriaci racconta la persistenza del fascismo in Italia.

Le questioni internazionali sono affrontate da alcune opere significative della sezione Eventi Speciali, come “Black Flag” di Majed Neisi, sull’Isis, e “Bakur” di Cayan Demirel e Ertugrul Mavioglu, sui guerriglieri del PKK seguiti in tre campi diversi del territorio curdo ai confini della Turchia. “Pepe Mujica- Lessons from the flowerbed”, di Heidi Specogna, ritrae invece il Presidente uruguaiano considerato, a livello internazionale, uno dei politici più carismatici dell’America Latina.

In evidenza le due retrospettive su due importanti documentaristi: la regista peruviana Mary Jiménez e il direttore della fotografia e regista polacco Wojciech Staron. Mercoledì 2 dicembre allo Spazio Alfieri, incontro pubblico alle 16.00 dal titolo “Luoghi poco comuni, per un altro racconto delle immigrazioni”: introduce Vittorio Iervese (Festival dei Popoli), interventi, tra gli altri, di Fabrizio Gatti (L’Espresso) e Malik Nejmi.

Doc at Work, il mercato per la coproduzione internazionale di documentari, organizza lezioni e workshop. Infine, in collaborazione con Il cinema ritrovato e l’Università di Firenze, un omaggio al grande cineasta portoghese Manoel de Oliveira, con l’anteprima del festival, giovedì 26 novembre 20.30, e una giornata internazionale di studi sul maestro (venerdì 27 novembre).

Foto: da sinistra  Alberto Lastrucci, Stefania Ippoliti, Tommaso Sacchi e Marco Pratellesi (ph. Ilaria Costanzo)

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