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Il blog di Francesco Colonna
Europa

Al Dragon Film Festival una satira sui paradossi della burocrazia cinese Cinema

the way we dance

Firenze – Sarà “I am not Madame Bovary”, satira graffiante sui paradossi della burocrazia cinesepresentata a Toronto e vincitrice del 64/mo San Sebastian Film Festival il film al centro della quinta giornata del Dragon Film Festival, sabato 22 aprile alle 20.00 al cinema La Compagnia di Firenze (via Cavour, 50r). Ultimo lavoro del regista campione di incassi Feng Xiaogang, anche conosciuto come “lo Spielberg cinese”, e con la superstar Fan Bingbing nei panni della protagonista, questa originalissima commedia racconta una storia di rivalsa tutta al femminile: quella di Li, una donna accusata di adulterio dal marito truffaldino, che pur di avere la sua rivalsa affronterà dieci anni di scontri legali, ingaggiando battaglia prima con la giustizia provinciale e poi con quella nazionale, arrivando a causare sconquassi politici persino a Pechino, tra dialoghi arguti e comicità surreale.

Al cinema La Compagnia le proiezioni partiranno alle 15.00 con la replica di “City of life and death”, spaccato su uno dei capitoli più oscuri della storia cinese, quello del Massacro di Nanchino, realizzato dal pluripremiato regista Lu Chuan. Alle 17.30 si continua con “The way we dance” di Adam Wong, ambientato nel sottobosco underground delle sfide di danza. Da sempre appassionata ballerina, Fa decide di lasciare il negozio di tofu dei genitori ed entra all’università, dove si aggrega a un club di hip hop. La ragazza viene catapultata nel mondo delle sfide di danza, ritrovandosi al centro di una battaglia tra due gruppi rivali. Fa, inoltre, è coinvolta in un triangolo amoroso fra un ex amore e un aspirante maestro di tai chi. Chi sceglierà?

Alle 22.40 chiude la giornata “The assassin”, sontuosa opera in costume del maestro Hou Hsiao-hsien. La giovane Nie Yinniang è stata addestrata a divenire una spietata assassina dalla suora che l’ha allevata fin da quando era piccola, con il compito di eliminare i molti funzionari corrotti che fomentano la ribellione nelle province dell’Impero. Quando si rifiuta di portare a termine uno dei suoi incarichi per pietà della vittima, come estrema prova della sua formazione viene incaricata di uccidere un governante militare di nome Tian Ji’an, suo cugino e promesso sposo di gioventù.

Al Museo del Tessuto di Prato (via Puccetti, 3) si parte alle 17.30 con “Office”, commedia musicale firmata dal guru dell’azione Johnnie To. Vincitrice di vari premi all’edizione 2016 degli Hong Kong Film Award, la pellicola trasporta un tema caldissimo come la crisi dei mercati finanziari nel mondo delle commedie musicali in puro stile hollywoodiano. La società miliardaria Jones & Sunn sta per diventare pubblica, e il presidente ha promesso a Winnie Cheung, sua amante da più di venti anni, di trasformarla in uno dei principali azionisti della società. Non tutto però andrà come previsto, e all’interno del gigantesco ufficio della ditta si tesserà una ragnatela di intrighi e giochi di potere.

Alle 20.00 “City of life and death”, per concludere poi alle 22.40 con l’horror “Keeper of darkness” di Nick Cheung, una sinistra vicenda di esorcismi e spiriti vendicativi. A causa di un trauma subito durante l’infanzia, Fatt riesce a vedere intorno a sé i fantasmi che, invisibili ai più, si aggirano per la città. Grazie a questo dono porta avanti la bizzarra professione di esorcista e consulente per anime senza pace, utilizzando il metodo della negoziazione per consegnarle all’aldilà, liberandole dai loro rancori. A causa di alcuni video virali che lo ritraggono in azione, però, finisce per attirare le attenzioni di uno spirito omicida e vendicativo. Per liberarsene, Fatt non dovrà solo affrontarlo, ma anche combattere altri spettri ben più pericolosi radicati da anni dentro di lui.

 

Foto: The way we dance

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