Dietro le quinte del Cinema Ritrovato | StampToscana
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Dietro le quinte del Cinema Ritrovato Cinema

cinema ritrovato

Firenze – In collaborazione con la Cineteca di Bologna, torna al Teatro- Cinema “ La Compagnia”, in via Cavour, 50/r,  l’attesa edizione  de “Il Cinema Ritrovato”. dal 30 novembre al 3 dicembre.

Ma chi c’è dietro le quinte del Cinema Trovato? Tra i tanti anche Mariann Lewinsky, una studiosa e archivista di grande valore che lavora spesso dietro il sipario. Qualche volta esce anche sulla scena delle più importanti manifestazioni dedicate al cinema riscoperto in archivi, cineteche e in ogni altro possibile giacimento inesplorato. È nella direzione e nell’anima del festival bolognese “Il Cinema ritrovato”. La sua attitudine resta, però, quella di una freelance libera da regole e limiti che segue il suo istinto di cercatrice d’oro. Spesso individua filoni importantissimi capaci di aprire nuove strade alla ricerca. Così è avvenuto per i film realizzati da donne prima del 1914 o per i film a colori degli anni ’20 in Unione Sovietica. A Praga ha riscoperto opere date per perdute di Olga Preobrazhenskaja, la mitica autrice del film “Le donne” di Ryazan, in Svizzera le immagini del viaggio in Oriente di Ella Maillart e Annemarie Schwarzenbach.

Ricostruisce i contesti, culturali, politici e soprattutto cinematografici delle opere di cui cura il restauro affascinando pubblico e critica. Poi torna, si tuffa di nuovo “ nel profondo oceano” del cinema passato- come scrive- per tornare alla superficie del presente, portando con sé vecchi-nuovissimi e straordinari film.

 

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“Il lavoro di un curatore di film è invisibile- spiega Mariann Lewinsky- un lavoro dietro le quinte comparabile all’organizzazione di una mostra. Come curatrice io decido il tema principale di una retrospettiva, cerco le copie, faccio la selezione e metto i film di ogni programma in un ordine drammaturgico, in modo da aiutare gli spettatori ad apprezzarne le speciali qualità. Un materiale antico, remoto e frammentario necessita dell’aiuto di un curatore che creda nella sua bellezza e nella sua importanza, lo inserisca nel contesto di un evento audiovisivo e faccia sì che risplenda di nuovo”.

“Le mie retrospettive- continua la ricercatrice- e i mei progetti di ricerca non sono basati sulla storia ufficiale che si legge nei libri di cinema. Ho lavorato sempre sulle fonti primarie, sulla grande quantità di film conservati dagli Archivi, visionando, ogni inverno, centinaia di titoli sconosciuti nelle grandi collezioni di Londra, Parigi, Amsterdam, in quelle italiane e di altri paesi ancora. Un progetto comincia con qualcosa di inaspettato che mi spinge a cercare ancora. C’è chi non esce mai dai limiti segnati dalla storia del cinema canonica, altri realizzano, a un certo punto, che c’è uno sconfinato universo di immagini in movimento che aspettano di essere scoperte e che il lavoro di programmazione può schiudere realtà che i film del passato racchiudono. Sono documenti unici. È possibile fare storia sociale e storia politica, mostrare l’agricoltura preindustriale, le città senza il traffico delle macchine e l’impatto del colonialismo”.

Ospite a “Segnare il Tempo”, il 39° Festival Internazionale di Cinema e Donne a Mariann Lewinsky è stato conferito il “Sigillo della pace” del Comune di Firenze alla Carriera.

 

Foto: Mariann Lewinski

 

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