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Il blog di Francesco Colonna
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Festival dei Popoli: protagonista il Medio Oriente contemporaneo Cinema

Boli Bana

Firenze – Saranno i conflitti e le lacerazioni del Medio Oriente contemporaneo la tematica al centro della seconda giornata del 58/mo Festival dei Popoli domani, mercoledì 11 ottobre al cinema La Compagnia di Firenze (via Cavour 50/r), declinati attraverso tre film in concorso internazionale.

Si parte alle 18.30 con “Also known as jihadi” (Francia, 2017, 102’), il documentario di Eric Baudelaire (ospite al festival) che indaga le ragioni per cui giovani uomini e donne europei scelgono di arruolarsi nelle fila della Jihad attraverso gli atti del processo a uno di loro, nato e cresciuto a Parigi e poi partito verso Turchia, Egitto e infine Aleppo. Alle 21.00 riflettori puntati su Israele e Palestina con “Ghost hunting” (Palestina/Francia/svizzera/Qatar, 2017, 93’)vincitore del premio per il miglior doc al Festival di Berlino: l’esperienza della prigionia messa in scena da un gruppo di ex detenuti politici palestinesi, che insieme al regista Raed Andoni decidono di esorcizzare i propri demoni ricostruendo la sala degli interrogatori di Al-Moskobiya. Il film, che sarà proiettato alla presenza dell’autore, verrà anticipato da “Find Fix Finish” (Germania, 2017, 19’), cortometraggio di Sylvain Cruiziat e Mila Zhluktenko che racconta l’inquietante programma militare attivo in paesi come Yemen e Iraq che prevede l’uso di droni per trovare, mirare e terminare obiettivi umani.

Al cinema La Compagnia le proiezioni partiranno alle 15.00 con “Yvonnes” (Italia/Francia, 2017, 60’), opera in concorso internazionale con cui Tommaso Perfetti, ospite al festival, segue la storia di Vincenzo: un uomo che ha conosciuto la vita, la strada, la droga e la prigione, sempre accompagnato dal pensiero di una figlia distante, forse impossibile da rincontrare. Alle 16.30 ancora spazio al concorso internazionale con “Boli Bana” di Simon Coulibaly Gillard (Belgio, 2017, 60’), spaccato sui riti di passaggio e sulle credenze di un gruppo etnico senza frontiere, i Fulani, diffuso in tutta l’Africa occidentale, in un’immersione sensoriale scandita dai ritmi della natura e da rituali secolari; in apertura “Oh brother octopus” di Florian Kunert(Germania, 2017, 27’), un’incursione nelle tradizioni e nelle leggende dell’Indonesia. Entrambi i registi saranno presenti in sala.

Allo Spazio Alfieri (via dell’Ulivo 6) la giornata si aprirà con Meridiano Zero, la sezione del festival dedicata ai temi e ai paesi della cooperazione italiana: alle 15.00 al via con “Thank you for the rain” (Norvegia/Kenya, 2017, 90’), in collaborazione con Publiacqua e Water Right Foundation, con cui Julia Dahr e Kisilu Musya raccontano il drammatico impatto del cambiamento climatico sui contadini kenyoti, e alle 17.00 si continua con “Pieds nus”(Francia, 2015 52’), la cronaca riportata da Christian Carmosino delle sollevazioni del 2014 in Burkina Faso, contro il tentativo dell’allora presidente Blaise Compaoré di modificare la costituzione per assicurarsi altri 15 anni di mandato. Alle 18.15 continua l’omaggio al maestro Kazuhiro Soda con “Mental” (Giappone, 2008, 135’), lavoro che osserva la complessità del mondo contenuto in un ambulatorio psichiatrico tra pazienti, medici, dipendenti, volontari e collaboratori famigliari, alla presenza del regista. Alle 21.30 spazio al concorso italiano con“The Remnants” (Italia/Svizzera, 2017, 75’), il doc di Paolo Barbieri e Riccardo Russo (ospiti del festival) che esplora le contraddizioni delle guerre di oggi partendo dal paese più bombardato della storia, con più di 2 milioni di tonnellate di esplosivi riversati sul territorio, pur non essendo mai entrato formalmente in guerra: il Laos. Alle 22.30 conclusione con“Adventures on the new frontier” del team registico Robert Drew & Associates (USA, 1961, 51’), uno sguardo raro all’interno dello studio ovale durante i primi giorni di insediamento di John Fitzgerald Kennedy alla Casa Bianca, oltre che uno dei primi esempi di costruzione mediatica dell’immagine presidenziale.

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