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Fiesole: Robert Guédiguian Maestro del Cinema 2018 Cinema

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Fiesole – Da anni la settima arte trova a Fiesole una vetrina d’autore nell’ambito dell’Estate Fiesolana, sotto forma di Premio ai Maestri del Cinema.

Un riconoscimento importante conferito dal Comune con la consulenza artistica del Sindacato nazionale critici cinematografici italiani che quest’anno inquadra la figura e l’opera di Robert Guédiguian, regista, sceneggiatore e produttore transalpino, marsigliese classe 1953, venti film all’attivo, un autore singolare, fuori dagli schemi, che si è ritagliato un posto di primo piano nel panorama di celluloide, confermato dal successo di pubblico e critica del suo ultimo lavoro, “La casa sul mare”, passato in concorso alla Mostra di Venezia dello scorso anno.

E sarà proprio la proiezione di “La villa” (titolo originale del film), al termine della cerimonia di premiazione, a chiudere venerdì 27 luglio al teatro romano di Fiesole la manifestazione.

La serata si aprirà alle 18.30 con il tradizionale incontro con l’autore aperto al pubblico, al quale sarà presente anche Ariane Ascaride (moglie, attrice, musa) nel corso del quale sarà presentato il volume monografico redatto dal Sindacato critici per i tipi della Ets di Pisa.

“Nelle politiche culturali della Regione Toscana – ha dichiarato il vicepresidente Monica Barni – il cinema occupa uno spazio fondamentale, e iniziative come questa ne denotano un’importante continuità sul territorio. Lavoriamo sul tema della produzione e della qualità e la scelta di premiare un regista come Guédiguian, che ci propone un cinema fortemente impegnato, che si nutre dell’esperienza della vita reinterpretandola nella nostra contemporaneità, ne rappresenta un’ottima dimostrazione”.

Da più di 30 anni Guédiguian evoca la cronaca sociale del mondo operaio della sua infanzia ma al tempo stesso racconta una avventura artistica e umana ricca di riflessioni. Cineasta popolare, spirito militante, attivista politico vicino agli ambienti di sinistra, per Guédiguian fare film significa intraprendere un percorso ogni volta a suo modo iniziatico, a fianco di amici e collaboratori che sono divenuti compagni di vita. Il cinema di Guédiaguian è (neo)realismo poetico e partecipazione emotiva, antropologia urbana e rapporti di classe, memoria personale e identificazione emozionale.

Un viaggio disarmonico, privo di retorica o demagogia, fra le contraddizioni e le paure della società contemporanea, partendo dal suo osservatorio, il quartiere dell’Estaque, periferia marsigliese. Guédiguian rappresenta un caso davvero unico dell’edificio cinematografico internazionale. Dove a fare la differenza è un principio di fedeltà e continuità, un meccanismo tecnico e artistico che lavora sulle proprie forze, si muove sulle stesse tematiche, si snoda sullo stesso territorio e si avvale degli stessi volti. A partire da Ariane Ascaride (sua moglie dal 1975) e proseguendo con Jean-Pierre Darroussin, Gérard Meylan, Jacques Boudet, Pascale Roberts.

Una vera famiglia più che una “factory”, fondata sull’amicizia e la condivisione, che regge l’urto del tempo e conferma il suo stato di grazia. Film dopo film, con poche eccezioni, il cinema di Guédiguian registra, come fosse un sismografo, gli smarrimenti e le esperienze acquisite di un gruppo di persone e ciò che esse generano. Attraverso i malintesi, i conflitti, i silenzi, la rabbia, i rimproveri, assistiamo a una rinascita, con perdite e profitti. L’omaggio a Guédiguian prevede anche una sintetica quanto esemplare retrospettiva della sua opera, in programma a Firenze, nell’arena del Piazzale degli Uffizi all’interno della rassegna Apriti Cinema, e a Fiesole nella cavea del teatro romano. Della prima fanno parte “Marius et Jeannette” (5/7), “A l’attaque” (12/7), Marie-Jo et ses deux amours” (19/7) e il documentario “Dans Marseille” di Cristiana Donghi e Giuseppe Bilotti (ospiti della serata) mentre nel calendario della seconda trovano posto “Le nevi del Kilimangiaro” (10/8) e “La ville est tranquille” (17/8).

 

Foto: Robert Guédiguian

 

 

 

 

 

 

 

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