I Marlene Kuntz al 56/mo Festival dei Popoli | StampToscana
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I Marlene Kuntz al 56/mo Festival dei Popoli Cinema

Complimenti per la festa - (c) Simone Cargnoni 2

Firenze - Saranno i Marlene Kuntz, la band di Cuneo che ha segnato la storia del rock italiano, gli ospiti d’eccezione della quinta giornata del 56/mo Festival dei Popoli, martedì 1 dicembre. La formazione capitanata da Cristiano Godano sarà al Cinema Odeon alle 21.30 per presentare, insieme al regista Sebastiano Luca Insinga, la prima italiana di Complimenti per la festa, il documentario girato durante il tour di Catartica 994/014, tributo allo storico album uscito nel 1994, che ricostruisce i venticinque anni di carriera del gruppo. Dai primi momenti di preparazione alle oltre 30 date in giro per i club della penisola italiana, dalle giornate in sala prove ai ricordi e i racconti del tempo in cui furono scritti brani come Festa Mesta, Sonica e Nuotando nell’Aria. Insinga mostra i protagonisti sotto una veste inedita e molto intima: nelle pause tra una data e l’altra sullo schermo compaiono momenti domestici e quotidiani, oltre al ritorno in quella Cuneo dove tutto ebbe inizio e dove oggi ancora tutto scorre.

Tra gli eventi speciali della giornata, la proiezione, sempre in prima italiana, di Bakur (Spazio Alfieri ore 22.30), l’opera di Çayan Demirel e Ertuğrul Mavioğlu che segue le vite dei guerriglieri del PKK in tre diversi campi del territorio curdo al confine con la Turchia. Bakur ci fa incontrare uomini e donne che hanno scelto la resistenza armata per costruirsi un nuovo futuro, sfidando lo spettatore a sviluppare un punto di vista diverso da quello offerto quotidianamente dai media. È infatti la prima volta che un regista entra negli accampamenti dei guerriglieri, e proprio per questo il documentario ha subito la censura in Turchia: l’Istanbul Film Festival è stato costretto a rimuoverlo dal proprio programma.

Al Cinema Odeon alle 16.30 il regista Guido Hendrikx presenterà Onder ons (Paesi Bassi, 2015, 24’), che affronta un argomento oscuro e disturbante nell’orizzonte contemporaneo: la pedofilia. Il racconto e affidato alle voci di tre “malati responsabili” che, con lucidità espongono all’evidenza della parola i loro tormenti ma anche le loro emozioni indicibili (in concorso internazionale). Il documentario sarà anticipato, alla presenza dell’autore, da Las Letras (Messico, 2015, 72’) di Pablo Chavarría Gutiérrez, basato su un fatto di cronaca: nel giugno 2000, nel municipio di Simojovel in Chapas, alcuni poliziotti vengono uccisi in un’imboscata. Alberto Patishtan, indigeno dell’etnia tzotzil, è accusato della strage e condannato a 60 anni di carcere (in concorso internazionale). Alle 18.30 il concorso internazionale continua con Waiting Room (Repubblica Slovacca, 2015, 73’) di Palo Korec, film chescardina il luogo comune che ritiene l’attesa come un momento vuoto, noioso e fondamentalmente inutile, preceduto da Razgovor (Russia, 2015, 21’) di Anastasia Novikova, storia di Valentin Stepanovich, solo ed unico abitante di un paese remoto (entrambi gli autori saranno presenti al festival) Alle 21.30 sarà il momento del corto Inside Foxconn (Paesi Bassi, 2015, 15’) di Tu Qiao, uno scorcio sulla vita di coloro che assemblano i nostri iPhone in Cina. A seguire Complimenti per la festa (Italia, 70’, 2015) di Sebastiano Luca Insinga,

Allo Spazio Alfieri si parte alle 15.00 con The Rabbit and the Teasel (Belgio, Irlanda, 2015, 53’) di Els Dietvorst, ritratto dalla dura routine dei pastori e dei contadini in un villaggio nella sperduta Irlanda rurale. Alle 16.00 torna la retrospettiva dedicata alla regista Mary Jiménez (presente al festival), questa volta in veste di montatrice, con D’arbres et de charbon (Belgio, 2013, 58’) di Bénédicte Liénard (Belgio, 2013, 58’), immagini di famiglia girate in super 8 che il regista rielabora per liberarle dalla malinconia del passato, mentre alle 17.00 sarà la volta di La Mort du dieu serpent (Francia, 2014, 91’) di Damien Froidevaux, la vicenda di Koumba, vent’anni e arrivata a Parigi a due, che avendo ignorato la domanda di cittadinanza francese al raggiungimento della maggiore età, a seguito di una zuffa viene espulsa e rimandata in Senegal. Alle 19.15 continua l’omaggio al regista Wojciech Staroń (presente al festival) con la proiezione di Argentinean Lesson (Polonia, 2011, 56’), il racconto di un’amicizia tra giovani emigranti polacchi, e alle 21.00 di Su Campi Avversi (Italia, 2015, 63’), in cui Andrea Fenoglio e Matteo Tortone seguono un gruppo di migranti di origine subsahariana in cerca di lavoro, ospiti di un campo di accoglienza del Nord Italia, e un agricoltore autoctono, espropriato dei propri terreni (sezione Panorama, gli autori saranno presenti al festival). Si termina alle 22.30 con Bakur (Turchia, 2015, 92’) di Çayan Demirel, Ertuğrul Mavioğlu. 

All’Istituto Francese alle 18.00 sarà proiettato Fix Me (Francia, Palestina, Svizzera, 2009, 98’) di Raed Andoni, sorta di cugino palestinese di Woody Allen che a rischio di sconcertare la famiglia e i vecchi amici decide di farsi curare con la psicoterapia e di farci un film.Alle 20.00 Georges Rouault (Francia, 1968, 56’) di Pierre Courthion e Isabelle Rouault, sul pittore francese Georges Henri Rouault, uno dei maggiori autori di arte sacra del Novecento(ingresso libero).

All’Auditorium Sant’Apollonia alle ore 11.00 continua How I did it: una serie di incontri aperti al pubblico con i registi del festival.

Repliche: al Cinema Odeon alle 10.00 saranno proiettati i corti in concorso internazionale Vita Brevis (Belgio, 2015, 39’) di Thierry Knauff(in concorso internazionale), un inno alla vita in tutta la sua effimera bellezza; Ozoners (USA, 2015, 19’) in cui i registi Jean-Jacques Martinod e Kyle Bell tracciano un ritratto dell’America che non esiste più attraverso il racconto dell’ultima estate di un drive-in; e Territory (UK, 2015, 17’) di Eleanor Mortimer, la partita a guardie e ladri tra i macachi che hanno preso possesso di Gibilterra e il corpo d’ordine assoldato per contenerle. Alle 15.00, sempre in concorso, O Futebol (Spagna, 2015, 68’) di Sergio Oksman: il calcio come passione e ossessione, ma anche come filo che ricuce una relazione, quella tra il regista e suo padre. Tutti gli autori saranno presenti al festival.

Foto: Complimenti per la festa – (c) Simone Cargnoni

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