Al Museo Marini di Pistoia i colori gentili di Enrico Visani | StampToscana
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Al Museo Marini di Pistoia i colori gentili di Enrico Visani Cultura

PAOPOTTO-PARIS-VISANI

Pistoia – Curriculum assolutamente interessante quello di Enrico Visani, il Maestro pasticciere che – per assecondare un’intuizione creativa – ad un certo punto della sua vita ha più o meno casualmente preso in mano il pennello, scoprendo una vena di geniale maestria anche con tele e colori. Ha coltivato questa sua dote come autodidatta, esprimendo liberamente il proprio talento con una collezione di opere di grande valore, emotivo ed artistico.

Nato nel 1938, Visani è stato profondamente segnato dalla drammaticità del periodo bellico: un dolore che ha germogliato in lui una sensibilità particolarmente reattiva al dolore delle miserie umane, che ha poi trovato l’ispirazione a denunciare con forza, come si percepisce in tutte le sue opere. Una forza che – come per i colori sulla tela – si mescola divenendo un tutt’uno con la gentilezza d’animo di questo autore. Autore, appunto, non artista, come lui preferisce definirsi: al pari di ogni altra persona di grande spessore, schermisce la propria autorevolezza dietro la “piccolezza” dell’essere “umano”, anche se le sue opere lo tradiscono, perché da loro trasuda una grande dimensione interiore.

Con cordialità e gentilezza accoglie i visitatori alla sua mostra: si presenta porgendo la mano e dicendo “Benvenuti, sono l’autore”. Ma se gli chiedi di accompagnarti per capire meglio i suoi quadri, ti risponde che… devi vederli da solo, perché ognuno ha bisogno di vivere l’opera confrontandosi con le emozioni che accende: e magari aggiunge, con comprensibile orgoglio, che questo l’ha imparato dal suo amico Umberto Eco!

Visani

Eco è soltanto uno dei tanti personaggi che hanno arricchito la vita, e l’arte, di Visani: come ha affermato lo scultore Luigi Russo Papotto, Visani è probabilmente uno dei più prestigiosi artisti del secolo scorso, avendo avuto l’opportunità di conoscere personalmente alcuni dei più grandi artisti del Novecento (grazie all’incarico avuto al Museo di Arte Moderna di Bologna, per il quale curava gli allestimenti); e si tratta di personaggi del calibro di De Chirico, Manzù, Guttuso, Annigoni, Conti, dai quali ha assimilato tecniche e tendenze culturali, che a partire dagli anni Settanta l’hanno portato a perfezionare il proprio stile, pur rimanendo fedele all’astrattismo che lo contraddistingue sin dagli esordi.

Nato in Toscana (esattamente a Marradi, nel Mugello), Visani è più propriamente un cittadino del mondo: entrato in contatto con varie culture, ne ha fatto proprie le emozioni più pure, riproducendole poi sulla tela, con la forza dei colori. Allo stesso modo in cui ha fatto propria la musica (o forse è più appropriato dire la filosofia della musica) che ha ritmato l’incontro – tanto casuale quanto potente – con John Cage: come avrebbe potuto restarne indifferente!

Una personale di Enrico Visani, “Nuovi appunti per una pace tradita”, è esposta al Museo Marino Marini di Pistoia: già il titolo rafforza quanto affermato finora sulla sensibilità dell’autore, e sulla sua instancabile denuncia delle miserie umane. Una sofferenza non soffocata dal grigiore della tristezza, bensì gridata con l’esplosione cromatica che caratterizza tutta la sua produzione pittorica: una libera espressione di colore che allo stesso tempo appaga l’espressività di chi crea, e la sensibilità di chi, osservandola, ne percepisce una personale interpretazione.

La mostra, curata dal giornalista Marcello Paris (da anni amico di Visani) sarà aperta fino a domenica 26 giugno (orario 10,00-18,00 da martedì a sabato, 14,30-19,30 la domenica, chiuso il lunedì). Per informazioni: www.fondazionemarinomarini.it

Foto:  Da sinistra: lo scultore Luigi Russo Papotto, membro della Commissione Mostre del museo Marini, Marcello Paris, curatore della mostra, e l’artista Enrico Visani, durante il vernissage.

FOTO 2 ISRAELE

L’opera dal titolo “Israele”

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