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Alessandro Pieroni celebrato all’Impruneta Cultura

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Alessandro Pieroni, pittore e architetto di qualità, lavorò assiduamente nella Toscana dei Medici, in particolare per la decorazione a grottesche della Loggia degli Uffiz (nella foto)i, e con lui collaborarono ottimi maestri del pennello come Allori, Bizzell, Butteri e il giovane Cigoli. La mostra che lo ricorda è allestita nel basamento della basilica di Santa Maria all’Impruneta. Sono esposte 23 opere tra cui significativi dipinti del Pieroni, quale il pensoso ritratto di Cosimo I. Maggiore interesse destano i progetti disegnati del Pieroni architetto, con il modello della facciata di Santa Maria del Fiore, i progetti per la Cappella dei Principi in San Lorenzo, la Cappella Corsini al Carmine ed altri. Pieroni ebbe modo di esprime il suo ingegno e la sua passione per l’architettura anche a Livorno (dove si spense nel 1607). Lì proseguì la sua collaborazione con Buontalenti, partecipando alla ricostruzione medicea della città: la Fortezza nuova, la Piazza d’armi (oggi piazza Grande) con la imponente cattedrale, e diverse chiese. La curatrice ha ricordato l’aneddoto secondo cui il Granduca Ferdinando pare gli rimproverasse l’eccessivo volume della cattedrale, apostrofandolo così: “O che credevi di fare, il duomo di Firenze?”. Pieroni non si scompose e replicò al suo signore: “Altezza, le opere pubbliche non sono mai troppo grandi”. L’artista imprunetino, figlio di abili legnaioli, che a Firenze frequentò Bronzino, Buontalenti e Allori, con quest’ultimo si distinse – come già detto – come pittore per il suo contributo, nel 1581, all’esecuzione  delle grottesche della Loggia di levante agli Uffizi. Nella mostra all’interno della basilica, si possono ammirare, di mano dell’Allori, alcune di queste grottesche, e tre Madonne deliziose dipinte tra il 1582 e il 1603, data della dolcissima Annunciazione. Nel cortile esterno è stata installata, accanto a orci d’epoca, una serie di interessanti pannelli che illustrano le imprese di altri componenti la famiglia Pieroni, per feste e cerimonie: Benedetto che costruì la cassa da morto per Cosimo I; Raffaello che realizzò le macchine teatrali e le scenografie animate, su progetto del Buontalenti, per l’opera La pellegrina; e sempre della stessa bottega, un esempio ammirevole di arredo urbano: archi trionfali lignei, dipinti con scene mitologiche e storiche che venivano usati per nascondere le imperfezioni degli edifici e le architetture deteriorate. Una capatina a questa bella mostra ce la dovrebbero fare proprio gli addetti all’arredo (chiamiamolo ottimisticamente così) della nostra città.

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