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Il blog di Francesco Colonna
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Cortona: i pezzi suggestivi del puzzle della lingua etrusca Cultura

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Firenze – La storia antica conserva ancora dei segreti sui quali studiosi, archeologi e storici da secoli cercano spiegazioni.  Una mostra internazionale affronta uno dei più appassionanti, la lingua etrusca. Per la prima volta nelle sale del Museo dell’Accademia etrusca di Cortona esperti e curiosi potranno osservare da vicino i più famosi  reperti archeologici che hanno cominciato a dare alcune risposte, seppure ancora molto parziali. Fra di essi non c’è purtroppo qualcosa di analogo alla stele di Rosetta che permise a Champolion di decifrare i geroglifici, ma le scoperte degli ultimi anni hanno incoraggiato le ricerche degli etruscologi.

Si va dall’ultimo grande reperto, la Tabula Cortonensis in bronzo, alla Tavola di Marsilialiana, alle lamine di Pyrgi, al più lungo e importante testo scritto in lingua etrusca quel è il Lino di Zagabria (13 metri per 40 cm), che avvolgeva la mummia di una giovane egiziana, fino al Fegato  di Piacenza, con le istruzioni per i sacerdoti impegnati nei sacrifici. Il problema che rende la lingua etrusca così misteriosa è che tutte queste iscrizioni sono riferite a particolari e ristretti settori: il rito, il funerale, il giuridico. Per cui siamo perfettamente in grado di raccontare genealogie familiari o spiegare le tecniche dei rituali, ma non sappiamo raccontare niente della loro storia o della loro società, se non attraverso arredi funerari, terrecotte e pietre. Conosciamo  abbastanza la grammatica e un po’ la sintassi, ma solo 8 o 900 parole.

Intanto però vale la pena andare a Cortona alla mostra “Gli etruschi, maestri di scrittura – Società e cultura nell’Italia antica”  che verrà inaugurata il 19 marzo e resterà aperta fino al 31 luglio 2016 anche perché il percorso attraverso la scrittura si accompagna a pezzi d’arte fascinosi che non sono facilmente fruibili. L’esposizione, infatti, è il frutto della collaborazione fra il Museo di Cortona, il Louvre e il Museo Henri Prades di Montpellier e molti sono i prestiti da altri musei etruschi toscani coordinati dalla Soprintendenza Archeologica della Toscana nonché dal Museo di Zagabria per il lino.

Fra i 100 pezzi esposti, ci sono i reperti provenienti dal complesso archeologico di Lattes aprono nuovi squarci sull’attività degli Etruschi nel porto gallico di Lattara, risultato di studi recenti documentati in una mostra in corso a Montpellier.

Per il Comune di Cortona, il sindaco Francesca Basanieri e la settecentesca Accademia Etrusca, la mostra curata da Paolo Bruschetti e Paolo Giulierini insieme ai colleghi francesi, è la conferma di un grande prestigio internazionale documentato in sede di presentazione dal Lucumone (presidente) dell’Accademia Giovannangelo Camporeale che con orgoglio ha ricordato che il fondatore della storia dell’arte antica, Johann Joachim Winckelmann considerava l’appartenenza all’Accademia come il suo titolo di merito più importante.

Al lancio della esposizione erano presenti due istituzioni che hanno contribuito alla sua realizzazione: la Regione Toscana con l’assessore alla Cultura Monica Barni e il Consolato francese con la console Isabelle Mallez.

 

foto: www.visitarecortona.com

 

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