Cultura ed economia: Shanghai e Firenze insieme nel nome di Confucio | StampToscana
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Cultura ed economia: Shanghai e Firenze insieme nel nome di Confucio Cultura

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E’ una data da ricordare non solo perché il dialogo interculturale a Firenze si arricchisce con la presenza di un’agenzia culturale così importante nel mondo globalizzato. Oggi Firenze colma una lacuna: l’attenzione e l’approfondimento verso una civiltà che in questo territorio è rappresentata  dalla più nutrita comunità di immigrati presenti in Italia diventa una relazione organica di studenti, di studiosi, di esponenti di attività economiche che dallo scambio di idee e progetti danno un contributo allo sviluppo. Al di là della cerimonia alla quale ha preso parte anche l’ambasciatore cinese in Italia Li Ruiyu, infatti, questo primo scorcio di primavera registra soprattutto l’avvio delle attività dell’Overseas Campus dell’Università Tongji di Shanghai, l’unico creato all’estero di questa università.

Trenta laureandi e trenta docenti in programmi di aggiornamento cominciano in questi giorni a Villa Strozzi il loro primo semestre primaverile organizzato da tre dipartimenti dell’Università di Firenze: Architettura, Sagas (Storia, Archeologia, Geografia, Arte, Spettacolo) e Lisli (Lingue, Letterature e Studi Interculturali). Si tratta di corsi  in moda, design, arte e cultura, progettati insieme con il Polimoda che mettono in evidenza l’obiettivo del sistema di formazione dell’ex Impero celeste: si punta alla creatività e all’innovazione che la ricchezza culturale del territorio fiorentino può nutrire. Un obiettivo che si incrocia perfettamente con quello del sistema Firenze alla ricerca di sbocchi di mercato per i suoi prodotti di alto artigianato e di raffinato design.

“La collaborazione che abbiamo avviato – spiega Wang Ruiguang, direttore del Campus Sino – italiano dell’Università di Tongji, che ha collaborato insieme alla task force dell’Università di Firenze coordinata dal prorettore Marco Bellandi –  non riguarda solo docenti e studenti, ma anche le imprese. Si tratta di sviluppare rapporti culturali e industriali”.  Per il momento l’università di Shanghai ha messo in moto una trentina di consulenze con imprese italiane e punta a rendere più stretti i contatti con quelle fiorentine. L’aspetto che più racconta del modo di operare dei responsabili cinesi è il fatto che presto il Campus fiorentino verrà aperto a tutte le altre università cinesi (circa 300) nell’ambito dell’Arts Abroad Program: “Ci sarà una sorta di costante pellegrinaggio artistico a Firenze che favorirà uno scambio di idee e creatività di grande portata per i due Paesi”, conclude Wang.
Accanto alla cerimonia inaugurale  dell’Istituto Confucio, il via ufficiale alle attività culturali è stato dato oggi alle Murate dove è stata inaugurata una mostra sull’”Architettura contemporanea in Cina” che resterà aperta fino al 12 aprile.

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