Giorno della Memoria: testimoni, storici e il canto struggente di Terezin | StampToscana
energee3
logo stamptoscana
thedotcompany

Giorno della Memoria: testimoni, storici e il canto struggente di Terezin Cultura

giorno memoria2

Firenze – “Un richiamo del vaccino contro la malattia del razzismo e le sue terribili conseguenze”  l’ha chiamato Ugo Caffaz che da anni è l’animatore di tante iniziative. Un richiamo di cui in questi mesi appare ci sia molto bisogno considerate le numerose recenti manifestazioni di intolleranza e le nostalgia per le dittature che hanno scatenato la malvagità e l’assassinio.

Mostrano dunque una particolare partecipazione le iniziative messe in campo dalla Ragione Toscana per celebrare il Giorno della Memoria che cade sabato 27 gennaio, in continuità con “le politiche sistemiche sulla memoria”, che come ha detto la vicepresidente Monica Barni caratterizzano l’impegno culturale della Toscana rivolto in primo luogo ai giovani.

La data ricorda la liberazione del campo di sterminio di Auschwitz, ma quest’anno ricorre un altro luttuoso anniversario.  La Toscana riparte dalle leggi razziali coloniali del 1937, che precedettero di un anno le leggi antisemite del 1938, per raccontare le deportazioni e gli orrori dei campi di sterminio nazisti.

L’ottantesimo anniversario di quelle leggi, che punivano con la “reclusione da uno a cinque anni i cittadini italiani che tenessero relazione d’indole coniugale con persona suddita dell’Africa orientale italiana” – un anniversario dimenticato un po’ in tutta Italia – sarà uno dei fili rossi del Giorno della Memoria che sarà vissuto con quasi ottomila studenti delle scuole superiori di tutta la regione il 26 gennaio 2018 al Mandela Forum di Firenze.

Sul palco si alterneranno nove testimoni e sopravvissuti, intervistati dal conduttore e giornalista Massimo Bernardini. Al suo fianco ci saranno due storici, Giovanni Gozzini e Nicola Labanca, e Caffaz. Nove storie, in sei fisicamente presenti, e quattro diversi temi e prospettive: la persecuzione di chi non è stato deportato ma ha subito le leggi antiebraiche, la deportazione politica di chi ha scelto la Resistenza e la lotta al nazifascismo, quella dei soldati italiani che dopo l’8 settembre 1943 scelsero di non arruolarsi con la Repubblica di Salò – i primi ad essere arrestati – e infine la deportazione ‘razziale’, degli ebrei ma non solo loro.

Durante la mattinata, fino alle 13, ci sarà spazio per la musica, con una ninna nanna composta nel ghetto di Terezinsuonata con gli strumenti dell’epoca. Sempre in musica e col canto sarà raccontata la resistenza etiope contro l’occupazione fascista, frutto della ricerca condotta dalla scrittrice Gabriella Ghermandi, che nel paese africano è nata nel 1965, mamma etiope e padre bolognese.

Accanto all’evento clou del Mandela il Giorno della Memoria sarà celebrato in tutta la Toscana con oltre 150 eventi, alcuni dei quali anche nel mese di febbraio. Previsti incontri con i sopravvissuti , teatro, film, letture. Si parlerà degli ebrei e della Shoah, ma anche delle persecuzioni patite da tutti coloro che i nazifascismo considerava diversi e pericolosi: gli omosessuali, gli oppositori politici, i Rom e i Sinti, i disabili.

L’iniziativa del Mandela si ripete dal 2006, tutti gli anni pari (mentre i dispari parte un treno con cinquecento ragazzi per Auschwitz) e si accompagna ai tanti eventi che animano in questi giorni città e paesi di tutta la Toscana. Organizza la Regione, con la collaborazione della Fondazione Museo della Deportazione e Resistenza di Prato, che nei mesi scorsi, come spesso accade, hanno organizzato insieme all’Istituto storico della Resistenza in Toscana corsi rivolti agli insegnanti. Il motivo è semplice: la memoria non si improvvisa, nasce dallo studio e va allenata. E si è parlato giustappunto delle legislazioni razziste e antisemite dell’Italia fascista del 1937 e 1938.

Il Presidente della Repubblica ha concesso al meeting degli studenti toscani del Giorno della Memoria la medaglia di rappresentanza del presidente della Repubblica italiana.

 

Print Friendly

Lascia un commento


Translate »