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Il mistero di Teodora, cortigiana e imperatrice Cultura

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Firenze – Nei mosaici della Basilica ravennate di S.Vitale  l’imperatrice Teodora  occupa il centro della scena: più ancora dello stesso Giustiniano, la sua figura emana autorevolezza e prestigio. Questa immagine è divenuta emblematica della  solennità ieratica  della corte di Bisanzio.

Ma come poté una disinibita attrice di mimo, probabilmente una ex prostituta, divenire  l’austera  sovrana  che  ebbe un ruolo di primo piano negli affari di Stato?

Infatti, per sposarla, Giustiniano che era allora erede al trono, ottenne dallo zio l’imperatore Giustino di cambiare la legge che impediva il matrimonio di un nobile con un’attrice (che all’epoca era assimilate a una cortigiana). Poi, quando salì sul trono, Giustiniano la incoronò imperatrice dandole un ruolo  pubblico che altre consorti di imperatori non avevano avuto.

Il “mistero Teodora” affascina da secoli gli storici.  A  “svelarlo” riconducendolo alle sue reali  dimensioni storiche, contribuisce in modo significativo un recente saggio di Giorgio Ravegnani (Teodora, Roma, Salerno Editrice  2016) ordinario di  Storia bizantina  nell’Università di Venezia.

Le notizie sulla vita dissoluta della giovane Teodora  provengono principalmente dalla Storia segreta di Procopio di Cesarea, autore di un libello (destinato a  circolare solo in ristretti ambienti)  profondamente ostile a Giustiano. Rielaborando alcune voci popolari riportò episodi  che presentavano Teodora non solo come una cortigiana ma come una prostituta-ninfomane: la moglie ideale per Giustiniano, definito il “principe dei demoni”.

Sulla veridicità  e sulla tendenziosità della Storia segreta ci si è interrogati a lungo. Ma il Prof. Ravegnani osserva che questa discussione rischia di essere un mero esercizio letterario perché  la sua vita precedente  non influì sul  ruolo di sovrana.

D’altronde, attorno al 588 Giovanni da Efeso, storico e Vescovo monofisita la definì l’Imperatrice che veniva dal bordello ma per esaltare il prodigio della sua conversione  che mutò radicalmente la sua vita

Giorgio  Ravegnani ricorda che nel 1904 Charles Dhiel dette inizio al filone revisionista con una posizione di compromesso che parlava di una duplice Teodora (una sorta di sdoppiamento di personalità?) e ricorda anche un’interessante osservazione fatta da Angelo Pernice nel 1937: Teodora fu donna scandalosamente nota ma Giustiniano non avrebbe rischiato di compromettere la sua posizione di erede e al trono. Quindi, deve  aver saputo salvare le apparenze di fronte all’ opinione pubblica.

 

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Un aspetto particolarmente significativo del  saggio del Prof. Ravegnani è che non si limita  ad analizzare le varie fasi dell’ascesa al trono di Teodora che è appunto l’aspetto più dibattuto dalla storiografia ma si sofferma soprattutto sulla sua attività di sovrana, su come seppe influenzare le scelte di Giustiniano e gestire alcune scelte cruciali come la destituzione di potenti ministri e del famoso condottiero Belisario, sottolineando quali conseguenze politiche ebbero queste decisioni.  Per approfondire questi argomenti abbiamo rivolto alcune domande   al prof. Ravegnani

Procopio di Cesarea  era ostile a  Giustiniano e  Teodora. Il ritratto che fede di quest’ultima è  dunque privo di fondamento?

Privo di fondamento probabilmente no, anche se vi sono evidenti esagerazioni.

Paradossalmente  il libello  diffamatorio  di  Procopio  ha contribuito  alla fama di  Teodora 

Certamente, la “Storia Segreta” ha contribuito alla conoscenza di Teodora. In caso contrario sarebbe passata relativamente inosservata, come altre imperatrici di Bisanzio. Emblematico in proposito è il caso di Anastaso-Teofano, moglie di Romano II (959-963), un personaggio terribile che però quasi nessuno conosce per non aver avuto un biografo della portata di Procopio.

Ma come fu possibile che una ex prostituta divenisse  sovrana di uno dei più potenti  Imperi della storia  dove la figura  del sovrano era  solenne,  addirittura  ieratica

Niente di strano. Al di là delle apparenze, il mondo bizantino aveva una forte elasticità sociale. La moglie del predecessore di Giustiniano, Lupicina-Eufemia, era una ex schiava affrancata e sposata da Giustino I.

Quando salì sul trono svolse un ruolo politico importante che di solito le mogli degli imperatori non avevano.. come fu possibile? 

Fu possibile perché Giustiniano la lasciò fare, per lo meno nelle questioni che le stavano a cuore, come la religione. Anche altre imperatrici ebbero un ruolo politico, ma di norma restavano nell’ombra. Teodora al contrario ambiva a comparire.

E’ sorprendente che  una donna cresciuta negli ambienti più infimi  della Capitale  riuscisse a imporsi a una Corte fastosa, con un rigido cerimoniale 

Certo è sorprendente. Però tutto il cerimoniale era volto a esaltare la figura del sovrano. Una volta divenuta imperatrice, Teodora fu oggetto della venerazione che di norma si accordava a qualsiasi imperatore e alla sua consorte.

Giustiniano non era certo un debole ; eppure   Teodora riuscì  a fargli destituire potenti ministri e famosi condottieri..

Si può dire che l’amore è cieco….In realtà la questione è controversa: difficile dire se i due agivano di tacita intesa, come sostiene anche Procopio, o se Teodora si muoveva di propria iniziativa. In alcuni casi comunque Giustiniano non la ascoltò. Emblematica in proposito è la vicenda del prefetto del pretorio Giovanni di Cappadocia,  mantenuto al potere dall’imperatore per un decennio nonostante l’odio che Teodora nutriva nei suoi confronti. Riuscì a deporlo soltanto con un intrigo, da cui emerse l’intenzione del prefetto (vera o presunta?) di sostituirsi all’imperatore.

Come valuta l’ipotesi di Dhiel  di  una duplice  Teodora?  

Non credo sia esistita una duplice Teodora. Il Diehl, nella sua ansia di riscattarla, si spinge troppo avanti. Esiste un’unica Teodora, anche al di là delle esagerazioni di Procopio, che da imperatrice segue una linea politica non sempre coerente, si lascia spesso trasportare da simpatie e antipatie e dalla passione per l’intrigo. Le sue intromissioni nella vita pubblica, come nota Ernest Stein, sono per lo più disastrose. Il sostegno intransigente accordato ai monofisiti rovina ad esempio i tentativi di conciliazione fatti da Giustiniano.

Il tentativo di trasformare Teodora in una santa o una sorta di regina Vittoria in conclusione ha poco senso. Teodora era  una popolana, probabilmente anche analfabeta quindi assai lontana da ogni forma di cultura, facile agli eccessi come donna e come imperatrice  bizantina, ma dotata di un’intelligenza superiore e soprattutto del buon senso che spesso mancava al suo augusto consorte, un inguaribile sognatore.

Il Prof. Ravegnani fornisce, dunque,  significative argomentazioni contro le tentazioni di un facile revisionismo  che porterebbe ad un eccesso opposto rispetto alle esagerazioni di Procopio.  

Confermo comunque quanto ebbi occasione di scrivere alcuni anni fa: la vicenda di Teodora non era la favola di Cenerentola che ha per traguardo il matrimonio con il principe azzurro.  Nel  conquistare Giustiniano, Teodora conquistò se stessa; il suo cambiamento di stile di vita  su cui insiste anche Edward Gibbon  le permise  di esprimere il suo carattere autoritario, la capacità di  leadership che possedeva. Il potere era il suo traguardo.

 

 

 

 

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