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Mostra di Giuseppe Venturini alla Galleria Via Larga di Firenze 25 agosto ore 19 Cultura

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Firenz – Giuseppe Venturini esporrà le sue opere presso la Galleria Via Larga in Via Camillo Benso Conte Di Cavour 7r, dal 28 agosto (giorno dell’inaugurazione) al 21 settembre.

Artista da sempre, forte dei valori morali della famiglia, Giuseppe Venturini coltiva un rapporto profondo con la tradizione, ricercando anche nella professione  ciò che il presente conserva delle sue radici culturali, trasmesse attraverso il mito e la sua raffigurazione artistica. Il valore umano nella tradizione emerge anche nelle sue opere.

E’ grazie agli incoraggiamenti della madre che Giuseppe Venturini  inizia la sua carriera di pittore, proseguendo fino al perfezionamento.

La sua produzione artistica subisce quindici  anni di rallentamento quando nel ’72 inizia a lavorare come restauratore e conservatore presso la Soprintendenza per i Beni Archeologici della Toscana, ma anche in questo lasso di tempo la sua mano continua, inarrestabile, a prendere appunti “dal vero”, con particolare attenzione alla relazione tra luce e ombra,  che caratterizza la sua produzione artistica ” … “Niente avviene a caso, sicuramente il silenzio artistico di 15 anni é stato necessario e funzionale alla mia crescita e maturazione artistica …” precisa Venturini.

” … i miei interessi principali sono la musica, il teatro, l’arte e la mia professione” afferma Venturini “… è proprio nella professione che posso materialmente porre le mani sulle radici più lontane dell’operato umano, sulle pagine già scritte, perché per me la vita è proprio come un libro già scritto, del quale ogni giorno si gira una pagina. Giorno dopo giorno tutto avviene come deve avvenire …”

“… per quanto riguarda la mia produzione artistica ciò che voglio mettere in evidenza é la relazione tra l’archetipo (il modello) e il modello reale, in carne e ossa e il rapporto tra artista e modello stesso” aggiunge.

Dell’arte figurativa Venturini ama in modo particolare il Rinascimento e  i Macchiaioli a cui si sente culturalmente vicino e affine, mentre confessa di non provare emozione per l’arte moderna e concettuale.

Docente di Restauro Archeologico presso la Scuola di Alta Formazione dell’Opificio delle Pietre Dure (OPD,  Giuseppe Venturini ha insegnato a volontari, possibili futuri restauratori  “…  molti dei quali sono ancora privi di occupazione,  nonostante ce ne sia una reale grande necessità, a causa dei tagli al budget e alle politiche di accesso al lavoro” precisa Venturini e aggiunge “inoltre anche le gare al ribasso a ditte esterne sono state una piaga, poiché impongono tempi più stretti, prodotti di peggior qualità, tecnici preparati teoricamente, ma privi di esperienza pratica e tutto ciò con ricadute negative su qualità ed efficacia dell’operato”.

L’ultimo corso l’ha tenuto all’Università di Siena, inoltre ha lavorato a lungo all’estero durante i mesi estivi: per dieci anni in Islanda, dodici a Creta e due in Siria. “All’estero la professionalità italiana è ritenuta un’eccellenza mentre in Italia, dove si assumono direttori e custodi, ma non tecnici specializzati, siamo assolutamente marginali. I giovani non trovano lavoro, lo stato non assume più e anche cooperative e ditte non vengono più chiamate per via della mancanza di risorse economiche. A mio avviso è necessario formare un nuovo staff di specialisti formati in “bottega” dove, come da tradizione, si andava ad imparare” conclude con rammarico Venturini.

Firenze, 25 luglio 2014

Contatti: +39 3335763383

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