Ora tutti possono vedere il Sacro Cingolo di Maria | StampToscana
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Ora tutti possono vedere il Sacro Cingolo di Maria Cultura, Foto del giorno

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Prato – Ecco com’è il Sacro Cingolo. Una fedele riproduzione è stata presentata a Palazzo Pretorio nell’ambito di una conferenza sull’arte tessile: una sottilissima striscia di stoffa di color verde e fili d’oro.

Un incontro aperto al pubblico per parlare nella città del tessile, “Di tessitura e di storia, viaggio nelle trame di una cintura” promosso dall’associazione ex allievi Buzzi in collaborazione con il Museo e la Diocesi di Prato.

Insieme a Luigi Della Rovere esperto di tessitura, l’assessore alla cultura Simone Mangani, Don Nedo Mannucci, vicario generale della Diocesi, che ha firmato l’introduzione del Codice Nerucci che narra in latino la storia della Cintola, tradotto dal canonico Marco Pratesi e Guido  Biancalani, presidente dell’associazione ex Allievi del Buzxi.

E’ merito di questa associazione l’aver contribuito alla nascita di una cintura di stoffa, che ha per i credenti pratesi un grande valore. “Quando si parla di tessuto e di Prato – ha spiegato il presidente Guido Biancalani – siamo sempre pronti a prestare il nostro aiuto. E’ un capolavoro che deve essere valorizzato”. 

Si tratta della riproduzione della copia originale della reliquia della Sacra Cintola ad opera del professore Della Rovere, che esperto di tessitura (ha insegnato nell’Istituto Tecnico Tullio Buzzi) ha “clonato”l’originale cintura della Vergine Maria, custodita da secoli nel Duomo di Prato.

Un lavoro di estrema precisione, con la costruzione dapprima di un piccolo telaio a martelletti uguale in tutto e per tutto a quelli usati in Palestina nel Primo secolo con cui ha realizzato poi  un piccolo quadrato di stoffa senza invecchiamento.

La cintola riproduzione fedelissima dell’originale è lunga 613 millimetri con 1500 trame inserite  a mano e appare usurata negli stessi punti. -“Questi passaggi – conclude Della Rovere – sono stati particolarmente impegnativi, ma con pazienza sono riuscito ad ottenere un buon risultato”.

Un lavoro di ricerca quello del professore nato dieci anni fa, come testimoniano le foto e le diapositive in sala arricchite dai video, che hanno come denominatore comune la sua passione per la storia delle origini e  di cui ne fa dono alla Diocesi di Prato. Il sogno di  Della Rovere : “Mi piacerebbe che la cintola potesse essere esposta nel Museo dell’Opera del duomo, in modo che tutti possano vederla. Credo che in pochi abbiano avuto questa fortuna, con l’esposizione della copia si preserva l’originale e al tempo stesso la si mostra a tutti i pratesi ogni giorno e da vicino”.

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