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Quei diari che vivono nel museo Cultura

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Fa impressione vedere il lenzuolo su cui Clelia Marchi, contadina mantovana di Poggio Rusco, ha ricapitolato con un pennarello, dopo la scomparsa del marito, la sua vita. La teca in cui è esposto lo rende una specie di sindone laica dell’eroismo quotidiano. E’ uno dei documenti del Piccolo Museo del Diario che affianca ora a Pieve Santo Sfefano il più celebre Archivio dei Diari.

Autobiografie, epistolari, diari raccolti, a partire dal 1984, da Saverio Tutino (1923 -.2011). L’impresa continua oggi, in modo quasi miracoloso per i tempi che corrono, a dare ascolto a chi non l’ha mai avuto. “Non è Tutino che ha scelto Pieve, ma è Pieve che ha scelto Tutino”, dicono Natalia Cangi e Loretta Veri che insieme a Grazia Cappelli e Camillo Brezzi, direttore scientifico, formano un gruppo compatto che fa respirare, in mille modi, più di seimila diari.

Tutino ha fatto così di questa Guernica della Toscana – nell’agosto del 1944 fu raso al suolo al 90% dai tedeschi per ostacolare l’avanzata degli alleati – la capitale dell’autobiografia nel secolo che ha visto l’esplosione dell’io. Storie in cui si esibisce tutto il campionario dei sentimenti umani e che alla fine ci fanno toccare quello che ci aveva già detto Walter Benjamin: “Non c’è nulla di più misterioso della vita di un uomo”.

Il museo ha la leggerezza delle cose essenziali. E’allestito nelle sale del cinquecentesco Palazzo Pretorio. Chi lo visita viene subito immerso in un ambiente di raccoglimento. Si aprono i cassetti, escono parole, voci narranti, immagini di scritture. Dal giovane che scrive alla mamma prima di venire ucciso alle fosse ardeatine al bracciante siciliano semianalfabeta che per sette anni sta chiuso in casa a combattere con una vecchia Olivetti e scrivere la sua autobiografia. Il progetto è di dotdotdot.

Il museo è stato selezionato ora dall’Associazione nazionale dei musei istituzionali e di ente locale tra i sei musei più innovativi e creativi d’Italia. E’ l’unico museo toscano che sarà presentato a Torino il prossimo 10 e 11 aprile al convegno dell’associazione.

Per le visite telefonare allo 0575 797731 o scrivere a info@archiviodiari.it

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