Sacro Cingolo e identità di Prato: grande mostra a settembre | StampToscana
energee3
logo stamptoscana
thedotcompany
blog words
Il blog di Francesco Colonna
Europa

Sacro Cingolo e identità di Prato: grande mostra a settembre Cultura

cingolo3

Prato – Presentata anche a Milano al Museo Poldi Pezzoli alla presenza del Sindaco di Prato Matteo Biffoni, dell’assessore alla cultura Simone Mangani, della conservatrice del Museo di Palazzo Pretorio Rita Iacopino, con il direttore dei Musei Diocesani Claudio Cerretelli e Cristina Gnoni Mavarelli, l’evento iconografico  “Legati da una Cintola. L’Assunta di Bernardo Daddi e l’identità di una città” la cui inaugurazione è prevista il 7 settembre 2017 nell’ala di Palazzo Pretorio di Monte dei Pegni,ancora in fase di restauro.

Una mostra che si sviluppa, per la prima volta, intorno al simbolo religioso e civile di Prato, “il Sacro Cingolo”, inaugurando per la città un percorso storico culturale e artistico anche attraverso una serie di reperti documentari in parte inediti. L’allestimento è promosso dal Comune di Prato in collaborazione con la Diocesi, curato da Cristina Gnoni Mavarelli della Soprintendenza archeologica delle belle arti e del paesaggio di Firenze, Prato e Pistoia e dal professor Andrea De Marchi, insegnante di Storia dell’arte medievale presso l’Università di Firenze,e affiancato da un Comitato Scientifico con i nomi illustri del mondo della cultura e dell’arte italiana.

All’interno della mostra sarà visibile per intero, dopo aver subito diversi smembramenti, anche la pala di Bernardo Daddi, una delle opere più interessanti  di tutto il Trecento dedicate all’Assunta e al dono miracoloso della cintola a un incredulo  San Tommaso, che in origine comprendeva una doppia predella con la storia del viaggio della cintola,del suo arrivo a Prato e la parallela migrazione del corpo di Santo Stefano da Gerusalemme a Roma, oltre a una terminazione con la Madonna assunta che cede la cintola a San Tommaso, conservata al Metropolitan Museum di New York.

Inoltre ci saranno ben sessanta pezzi  distribuiti in sei sezioni, con un’attenzione particolare all’iconografia dei territori fiorentini, pratesi  e senesi , con la parte finale dedicata alla storia sulla cintola, per offrire un pezzo di storia antica tutta pratese o meglio il punto di partenza per un viaggio nella storia dell’arte del Trecento, il magnifico secolo che esportò Prato come bellezza riconoscibile al di fuori delle mura cittadine.

La pala di Daddi sarà affiancata da alcune cintole due-trecentesche e da altre opere firmate dal pittore cresciuto alla bottega di Giotto, dal tema comune dell’Assunta che dona la Cintola e una scultura del Maestro di Cabestany, datata 1180, che segna in assoluto  la prima riproduzione del tema della cintola.

“La cintola non verrà mai esposta” – così Marco Pratesi bibliotecario della antica Biblioteca Roncioniana e componente del Comitato Scientifico – “perchè reliquia dalla forte connotazione religiosa e come tale conservata nel suo altare presso la Cappella della Cintola, all’interno del Duomo di Prato, la cui struttura risale al XII secolo. Sicuramente  sarà predisposta una maggiore facilitazione all’accesso al pubblico anche per consentire  la visione degli affreschi di Agnolo Gaddi.”

“Il titolo della mostra  - continua Marco Pratesi – poi mi fa pensare alla cintola come palladio alla città, perché mai come oggi abbiamo a Prato, in Italia e in Europa una crisi d’identità e mi auguro che la mostra del Sacro Cingolo possa far conoscere al mondo intero i valori spirituali di Prato;  quello che in generale osservo è che  l’uomo moderno tende a tagliare i ponti con la cultura delle origini,mentre gli oggetti del passato ci ricordano che non siamo nati dal nulla.

La mostra sul Sacro Cingolo è importante – così conclude il Bibliotecario Marco Pratesi  -  “perché si rivolge, come in un abbraccio a tutti,religiosi e laici, perché,ricordo che il passaggio della cintola a San Tommaso avviene durante l’ascensione della Vergine Maria,in Cielo e dunque nello spazio infinito non rinchiuso e delimitato dall’orizzonte.”

Print Friendly


Translate »