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Firenze – 9 agosto 2018In occasione della “Festa di San Lorenzo”, il Santorsolaproject ha provveduto ad analizzare il grado di attuazione del “Programma di mandato” del Sindaco Dario Nardella, di seguito il comunicato con illustrati i risultati del monitoraggio condotto in questi anni. 

Oltre ai 4 milioni di Euro stanziati dalla Città Metropolitana nell’atto di variazione al bilancio di previsione per il 2018-2020 (variazione 12/C/2018: 2,8 mln per la riqualificazione delle facciate degradate; 1,6 mln per il tetto pericolante) approvato lo scorso 18 luglio, Nardella ha recentemente dichiarato in un intervista a Lady Radio (19 luglio) di voler destinare altri fondi per arrivare a investire complessivamente 20 milioni di Euro per la rigenerazione dell’ex Convento di Sant’Orsola.

 «È un’ottima notizia – dichiara l’architetto Anna Grande che collabora da anni con il gruppo di lavoro Santorsolaproject – che dimostra come la ‘cittadinanza attiva’ sia un attore fondamentale per avviare percorsi di rigenerazione urbana e di valorizzazione degli spazi pubblici dismessi, convincendo con le proprie iniziative gli amministratori a programmare investimenti pubblici per i beni pubblici e comuni e a impegnare in questi processi il loro ‘capitale politico’».

«È dal 2013 – continua l’arch. Grande – che col Santorsolaproject lavoriamo affinché la questione della riqualificazione del Sant’Orsola entri nell’agenda pubblica della città e poi in quella politica dell’Amministrazione. Ma ancora l’anno scorso un finanziamento pubblico di questa entità era considerato dall’Amministrazione impraticabile, mentre il Santorsolaproject ha sempre e in ogni sede riaffermato la strategicità e la redditività dell’investimento, nonché promosso l’integrazione del necessario flusso finanziario con i fondi disponibili a livello europeo. Tutta Firenze deve sapere che se oggi lo scenario è totalmente cambiato è merito delle tante persone che vivono e lavorano nel rione San Lorenzo che generosamente si sono attivate e coordinate per orientare le decisioni degli amministratori fino a determinare l’attuale cambiamento di prospettiva».

 «Tuttavia – puntualizza il professor Vincenzo Bentivegna, economista urbano, coinvolto da sempre nel gruppo di lavoro per la valorizzazione del rione San Lorenzo – a fronte del riconoscimento dell’interesse strategico per la città che l’annuncio di questi investimenti pubblici attesta, è necessario che da oggi Nardella si impegni ad adottare tutti i provvedimenti utili a promuovere la trasparenza e l’efficacia del governo del processo di rigenerazione, e a garantire l’interesse pubblico. In altre parole, è necessario costruire un ‘processo di decisione collaborativo’ finalizzato al recupero del Sant’Orsola e al rilancio del rione San Lorenzo, non si tratta, infatti, solo di assicurare una forte ed efficace partecipazione dei cittadini, ma piuttosto di concepire il recupero dell’ex Convento come un vero e proprio processo  strutturale  di trasformazione di questa parte della città. Qui non si tratta solo di recuperare alla collettività un grande e importante luogo monumentale, ma di rilanciare l’intero rione. Il recupero del Sant’Orsola dovrà diventare l’innesco di un processo più ampio e più lungo, capace di mobilitare energie e risorse, anche nuove e diverse, piccole e grandi. L’esperienza col Santorsolaproject mi permette di assicurare l’Amministrazione che, se interpreta il recupero del Sant’Orsola come l’inizio di un percorso comune costruito sulla base di un programma chiaro, comprensibile e, soprattutto, costruito insieme, la questione della valorizzazione del rione San Lorenzo cambierà di scala e di qualità».

 «Quindi e in primo luogo – continua il prof. Bentivegna – è necessario migliorare le pratiche adottate per la comunicazione istituzionale e la partecipazione dei cittadini e dei soggetti economici interessati, con l’istituzione di ‘un’unità di lavoro’ dedicata, stabile, coesa e finalizzata al successo dell’investimento, una ‘cabina di regia’ dotata di capacità decisionale per predisporre i necessari ‘adattamenti’ del processo-progetto alle diverse fasi della riqualificazione, in pratica si tratta di organizzare gli strumenti idonei a garantire la governabilità, senza soluzione di continuità, di un progetto complesso, di medio-lunga durata, e con un significativo impatto sulla rete economico-sociale del territorio. E poi, di organizzare un concorso di progettazione capace di attrarre idee, contributi e risorse, affinché si integrino in forma sinergica i progetti di rigenerazione della struttura con i sistemi della mobilità, della gestione dei rifiuti e dell’energia».

Nel giugno del 2017, per il gruppo di lavoro Santorsolaproject, Goffredo Serrini, docente di rigenerazione urbana presso il Dipartimento di Architettura dell’Ateneo fiorentino, ha redatto un ‘foglio di istruzioni per aprire la scatola’, da allegare agli eventuali progetti di recupero, affinché si inseriscano in modo efficace e sinergico nella rete economica e sociale del rione San Lorenzo. Ospitato dal Corriere Fiorentino (2.6.2017) il contributo si articola in sei le linee guida: cooperazione, porosità, partecipazione, integrazione, risarcimento e memorie. Il testo completo è rinvenibile in questa pagina: https://mailchi.mp/f22fa262e2dd/rassegna-stampa-obiettivo-santorsola

«In proposito sarebbe opportuno – nota Goffredo Serrini – che Nardella finalmente chiarisca quale ipotesi di recupero ha in mente, dopo il naufragio della ‘cordata Bocelli’, in che modo intenda investire gli annunciati 20 milioni di Euro, ovvero da quale programma ripartire, da quali idee e funzioni, con quali interlocutori, da quali proposte e percorsi condivisi con la comunità, e se intenda arrivare alla costruzione di un bando per un concorso di progettazione, prevedendo allo stesso tempo la possibilità di utilizzare realmente gli spazi del piano terra del complesso per usi temporanei e transitori di carattere culturale, recentemente e incredibilmente negati a fronte delle proposte del Santorsolaproject per un evento dell’Estate Fiorentina  in collaborazione con il Centro Studi Dallapiccola e il Conservatorio di musica».

Santorsolaproject  @StOrsolaProject I santorsolaproject@gmail.com

Ci sono luoghi scomparsi dalle mappe della città,
dalla memoria degli abitanti e dalla loro vita quotidiana.
Spazi che hanno dimenticato il rumore dei corpi,
dei gesti e delle voci.
Luoghi chiusi, inaccessibili, divenuti nel tempo volumi e superfici inospitali,
figure invisibili.
Hanno spezzato la storia e la bellezza, l’immaginazione e il paesaggio,
ma noi non ci rassegniamo.
Il cambiamento partirà dalla rigenerazione di questi luoghi,
e dalla capacità collettiva di recuperare gli spazi instabili della città,
divenuti per molti orizzonti ambigui o violenti.
Il cambiamento avverrà quando i flussi e le diverse identità della città
torneranno ad abitare questi luoghi.
Il cambiamento trasformerà questi spazi in luoghi di scambio e di condivisione,
aperti alla rigenerazione degli usi e dei significati, a nuovi linguaggi e relazioni.
Facciamo entrare il futuro della città dentro Sant’Orsola,
nel quartiere di San Lorenzo dove viviamo.

 

 Il testo di questo manifesto – stampato nel 2014 in un pannello collocato all’ingresso dell’antico convento di Sant’Orsola, dove miracolosamente resiste – racconta meglio di qualsiasi ‘scheda’ il percorso di ricerca e gli obiettivi di Santorsolaproject, gruppo di lavoro che svolge attività di coordinamento e promozione di iniziative finalizzate alla riqualificazione sociale e urbanistica del ‘rione San Lorenzo’.

Santorsolaproject nasce nel 2013 come rete di associazioni che promuove la petizione popolare per «Bellezza e legalità al Mercato Centrale e a San Lorenzo», il quartiere nel quale si trova Sant’Orsola, complesso architettonico di origine trecentesca, posto a pochi passi dal Duomo, nel centro storico di Firenze e dell’area tutelata e dichiarata patrimonio mondiale dall’UNESCO, chiuso e abbandonato da oltre 40 anni, il cui recupero è diventato obiettivo principale del lavoro e delle azioni del gruppo, coordinato da Emanuele Salerno, Marion d’Amburgo, Goffredo Serrini.

Le proposte e le attività di questo gruppo di cittadini stanchi di aspettare, sono dirette a promuovere ‘dal basso’ un confronto che coinvolga abitanti e amministratori,attraverso incontri di concertazione e processi di partecipazione attiva, organizzazione di eventi e campagne di informazione.

In proposito, si ricordano la ideazione e la realizzazione di alcune importanti iniziative:

- nel 2013, il forum su «Riqualificazione urbanistica partecipata, recupero di edifici storici e spazi urbani complessi: Firenze obiettivo Sant’Orsola»;

 - nel 2014, il forum «Oltre l’Integrazione, migliori pratiche per l’interazione tra noi e gli altri»; il forum «Aspetti urbanistici e strutturali nella trasformazione funzionale di un edificio monumentale. Il caso Sant’Orsola» (con l’Ordine degli Ingegneri della provincia di Firenze); il progetto «St’O aperta / La città dentro San Lorenzo» (con la Fondazione Studio Marangoni), evento artistico-culturale inserito nel programma dell’Estate Fiorentina, cha ha accolto (per la prima volta dopo decenni) migliaia di persone negli spazi dell’ex convento di Sant’Orsola;

 - nel 2015, la campagna di comunicazione «Sì a 1% budget G7 2017 per riaprire Sant’Orsola»; il forum «#IoStoConObiettivoSantOrsola» presso la redazione del quotidiano «La Nazione»; la collaborazione a «Ecco Sant’Orsola», mostra-progetto dell’Accademia di Belle Arti di Firenze, organizzata nell’ambito della manifestazione Startpoint (sostenuta dalla Regione Toscana e dal Centro Pecci per l’Arte Contemporanea);

- nel 2016/2017, i numerosi incontri di aggiornamento e le campagne di informazione sulle vicende e i progetti per la rigenerazione del Sant’Orsola (rassegna stampa, interviste e contributi su radio, blog e stampa).

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