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Consorzi di bonifica, Grassi: “Chi pagava paga doppio e per gli altri nuova tassa” Breaking news, Dibattito politico

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Riceviamo e pubblichiamo da Tommaso Grassi, capogruppo in consiglio comunale di Firenze riparte a Sinistra, con i consiglieri Giacomo Trombi e Donella Verdi:

“Consorzio di bonifica, Grassi: “Chi già pagava ora paga quasi il doppio, e al resto dei fiorentini per la prima volta una nuova tassa. Smentite le promesse e rassicurazioni del Comune. Comprendiamo la cittadinanza che si è vista recapitare la nuova tassa senza alcuna informazione da parte del Comune”

“Quando le competenze erano in capo a Comune e a Provincia non venivano fatti gli interventi sui corsi d’acqua, e adesso la Regione ha obbligato a pagare tutti con la promessa che avrebbero pagato tutti un pò meno, e che sarebbero stati fatti i lavori. In questi giorni i fiorentini che già pagavano si sono visti recapitare bollette di quasi il doppio e chi non pagava prima si è ritrovato nella cassetta della posta la nuova tassa. Lo scorso anno quando la riforma in discussione in Regione divenne ufficiale fu garantito che ci sarebbero state diminuzioni del 5/7% per chi pagava già e un costo non superiore ai 15 euro per chi avrebbe pagato per la prima volta: da quello che abbiamo appreso dalla cittadinanza il rincaro per chi pagava già il Consorzio è del 79,2% e oltre i 20 euro la media per i nuovi contribuenti.”

“Se c’è una tassa che in tanti stentano a comprendere è quella del Consorzio di bonifica: non tantissimi soldi da pagare, qualche decina di euro all’anno per ogni immobile o terreno: ricevere per la prima volta o vedersi raddoppiare il costo senza alcun avviso o informazione da parte del Comune non è certo piacevole. Da anni avevamo proposto che gli oneri economici per i lavori del consorzio fossero coperti dalla fiscalità generale e assunti in capo alla Regione e che l’ente fosse assorbito nell’ente regionale così da risparmiare i costi delle strutture, senza perdere professionalità e conoscenza del territorio. Invece dallo scorso anno si è assistito, nel silenzio più assoluto, anche di quelle amministrazioni che a parole si dichiararono contrarie o perplesse sulla riorganizzazione, ad una riforma che porterà tutti i fiorentini a pagare questa tassa per molti totalmente nuova e a far incassare per l’area fiorentina circa 8,5 milioni di euro rispetto agli attuali 1,5 milioni.”

“Certo su un punto concordiamo: che le opere idrauliche e la messa in sicurezza delle aree bonificate non portassero un beneficio solo a chi risiedeva e possedeva proprietà nelle immediate vicinanze. Differente però è il risultato per cui pagheranno tutti di più e nessuno pagherà meno rispetto al passato. E’ inutile che Nardella, e prima di lui Renzi, si facciano grandi in televisione e sui media che le tasse a Firenze sono diminuite se poi ne aggiungono di nuove. Così è troppo facile.”

“Invitiamo i fiorentini ad inviarci le loro bollette che porteremo direttamente al Comune e al Consorzio di Bonifica. Certo se tutti pagano di più deve esserci stato un corto circuito: forse qualcuno pagherà meno tra le aziende e le attività commerciali? oppure ci sono state aree che sono state tartassate maggiormente rispetto all’area fiorentina? Il Comune di Firenze che ha consentito tutto ciò e il Consorzio che ha fatto i conti e dato rassicurazioni che nessuno avrebbe pagato di più devono dare delle risposte alla cittadinanza che in queste ore sta contattandoci e prendendo d’assalto il call center del Consorzio. Ribadiamo nuovamente che i costi per le opere aggiuntive rispetto al passato, derivanti dalla riforma delle Provincie e dalla cessione di aree da parte della Regione Toscana, dovrebbero essere coperte da fondi pubblici prelevati dalla fiscalità generale e non prelevati con nuove tasse? Non sarebbe successo un caos come questo se il pagamento della tassa fosse stato esteso a tutti, con un principio di equità e con una campagna comunicativa si fosse informato dei nuovi investimenti sui corsi d’acqua: pagare tutti e pagare meno va bene, ma se pagano tanti in più e tutti pagano molto di più allora vuol dire che c’è qualcosa che non torna”.

 

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