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Accordo trovato, Aferpi passa a Jindal, ma la firma slitta Economia

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 Roma - Non si è ancora conclusa l’attesa per la firma di Jindal, per  il passaggio di Aferpi da Cevital al gruppo indiano, in lizza anche per la cordata dell’Ilva di Taranto, accordo che doveva essere sottoscritto questa mattina alle nove. Cinque ore di attesa,  e un laconico  “aspettiamo arrivi la firma”  del ministro dello Sviluppo Economico, Carlo Calenda ai cronisti. Mentre il tempo scorre, qualcuno azzarda la domanda: “Ci sono rischi per l’operazione?”.  Calenda ha risposto: “Ci vuole prudenza , finché non vedo la firma ci sono sempre rischi”. Calenda ha poi lasciato il ministero diretto a Piombino.

Intanto, il presidente della Regione Enrico Rossi, che ha seguito lo svolgersi degli eventi per l’intera mattinata al Ministero per lo sviluppo economico, lasciando il palazzo di via Veneto, si dice ancora fiducioso circa l’esito positivo della trattativa. A suo giudizio le istituzioni, Comune, Regione e Governo, hanno fatto tutto ciò che dovevano e potevano fare per giungere ad una soluzione condivisa e soddisfacente e adesso il presidente si aspetta che ciascuna delle parti tenga un comportamento conseguente rispetto all’accordo raggiunto ieri sera.

Gli indiani hanno chiesto tempo per effettuare alcuni approfondimenti circa i termini dell’intesa e quindi in Italia si resta in attesa di vedere una firma che al momento non è ancora stata apposta sul preaccordo che ieri sera, a tarda ora italiana, era stato chiuso. Ma a quell’ora in Corea era notte fonda e Sajjan Jindal difficile da contattare.

Il testo inviato in India ieri sera era quello concordato tra i referenti italiani delle due società, un risultato che il presidente della Regione Toscana continua a ritenere estremamente positivo, ed importante per il futuro di tanti lavoratori.

Di fatto, la  soluzione del caso Aferpi, la società che gestisce le acciaierie ex Lucchini di Piombino, è stata trovata nella serata di ieri, quando è stato raggiunto un accordo tra Cevital e Jindal al Mise, dove il ministro Carlo Calenda aveva convocato i sindacati, da ieri mattina, giovedì 22 febbraio.

All’incontro erano presenti anche Said Benikene, ad di Aferpi e braccio operativo di Issad Rebrab e Virendar Bubbal, che rappresenta la Jsw di Sajjan Jindal e che in questi mesi ha tenuto i contatti con le istituzioni italiane e con Cevital. L’accordo riguarda  la cessione dell’intero sito produttivo da Cevital al gruppo siderurgico indiano  Jindal. L’accordo commerciale dovrà seguire il normale iter, per cui dovrà essere ratificato dai rispettivi Cda e occorrerà una conseguente due diligence di tre settimane.

L’accordo “sarà firmato domani mattina, venerdì 23 febbraio, per ragioni di fuso orario e il closing è previsto entro fine marzo”. Lo ha annunciato Calenda: “Sono soddisfatto, anche se in questi casi dobbiamo essere prudenti”, aveva aggiunto.

Il presidente della Regione Toscana Enrico Rossi aveva espresso tutta la sua soddisfazione per l’intesa che dovrebbe portare Cevital a cedere a Jindal l’intera società per la gestione del sito produttivo di Piombino. Il presidente ha detto di essere molto soddisfatto perché in questo modo “si riapre la prospettiva di tornare a produrre acciaio a Piombino, che è ciò che interessa principalmente alla Regione, perché significa poter occupare nuovamente tutti gli addetti”. Rossi ha annunciato che la Regione Toscana lavorerà per questo e darà i suoi supporti a chi subentra, a Jindal, per arrivare a raggiungere questo obiettivo.

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