ECONOMIA

Mercoledì 3 Luglio, 2013 - 17:33 da Alf

Eco-Innovation: la sfida del “profitto ambientale”

Dal 2014 l'ecoinnovazione dovrà entrare tra gli asset della politica economica. Ultima corsa per l'innovazione green delle imprese che vogliono investire, con un co-finanziamento Ce, in processi, prodotti o servizi da immettere sul mercato, che riducono l'impatto ambientale in tutto il ciclo di vita dell'innovazione prodotta. Il 5 settembre chiude l'ultimo bando del programma europeo per la competitività e l'innovazione (Cip) sezione Eco-innovation.


Eco-Innovation: la sfida del “profitto ambientale” Firenze - Promuovere la diffusione sul mercato di tecnologie e/o processi eco-innovativi tramite progetti pilota e di prima applicazione commerciale nel settore del riciclo dei materiali, dell'edilizia sostenibile (green building), dell'alimentare, dell'acqua e del green business. Sostenendo progetti, della durata massima di tre anni, di soggetti pubblici e privati (micro, piccole, medie e grandi imprese) con elevata performance ambientale a scala di ciclo di vita (Life Cycle Assessment LCA) del prodotto/processo o servizio, con miglior uso delle risorse naturali, con riproducibilità su scala europea (valore aggiunto europeo), e con elevata performance economica. Queste le finalità della sesta ed ultima chiamata progettuale dell'azione comunitaria Eco-Innovation 2008-2013, del sottoprogramma per l'imprenditorialità e l'innovazione (EIP) del programma Competitività e Innovazione (CIP) 2008-2013, nata per "combinare la sostenibilità ambientale con la crescita economica". Un'opportunità di lancio in previsione del fatto l'ecoinnovazione verrà inclusa tra le raccomandazioni agli Stati membri in materia di politica economica a partire dal 2014. E che le imprese di Italia e Spagna, soprattutto quelle piccole, hanno sfruttato ottimamente nelle precedenti edizioni del bando Ecoinnovation. Il bando 2013, uscito a metà maggio e che scadrà il 5 settembre, è stato presentato oggi a Firenze dal Ministero dell'Ambiente Tutela del territorio e del mare (Mattm) e dall'Agenzia esecutiva per la competitività e l'innovazione (Eaci) di Bruxelles (l'agenzia competente per la realizzazione dell'azione Cip Ecoinnovazione) nella sede della presidenza della Regione Toscana (piazza Duomo 10) che ha organizzato l'infoday. Sono stati inoltre presentati i progetti finanziati in Toscana, alcuni conclusi, altri in dirittura di arrivo, dai precedenti bandi Eco-Innovation: SUPERTEX, AGRIPORT, IMAGINE, BISCOL, FERDOP.

Molto incoraggianti, guardando agli esiti dei precedendi bandi, sono le prospettive di successo del bando 2013 per le imprese italiane, soprattutto di piccole dimensioni. Nel periodo 2008-2010 l'azione Eco-Innovation, ha spiegato Benedetta Dell'Anno della Divisione Innovazione e Ambiente del Ministreo dell'Ambiente Tutela territorio e mare, ha co-finanziato 40 progetti italiani su 137 progetti presentati, nel 2011 Italia si è posizionata al terzo posto e nel 2012 al secondo posto. Italia e Spagna si confermano in testa alla classifica dei paesi concorrenti sia per numero di proposte presentate, sia per il numero di partecipanti ai progetti, sia per la quota di beneficiari nei progetti selezionati (pari circa al 19% per l’Italia e al 21% per la Spagna). Le piccole imprese italiane si piazzano al secondo posto dei beneficiari nella classifica dei paesi concorrenti. Sono state soprattutto le piccole Pmi a concorrere per l'ecoinnovazione, e ad acogliere la sfida del "profitto ambientale", così lo ha definito oggi, Fabio Leone della Agenzia Eaci in videoconferenza da Bruxelles. Un profitto che si affianca dunque al profitto economico-finanziario dell'impresa, per una nuova economia che ingloba benefici ambientali, interni ed esterni all'azienda, e uso sostenibile delle risorse naturali.

I progetti già co-finanziati dall'azione  Eco-Innovation in Toscana
Supertex: progetto di riciclo di materiali plastici di scarto dell'industria tessile in fibre di alta qualità e a bassa infiammbilità (ritardanti di fiamma) per il mercato dei tessuti per rivestimenti di automobili e arredi.
Agriport: progetto di trattamento, tramite fitoremediation, e di riutilizzo dei sedimenti a bassa contaminazione di metalli pesanti accumulati nei porti marini, come substrati per il ripristino di aree estrattive e la copertura in aree di discarica, ed eventualmente come suoli agrari.
Imagine: progetto di certificazione Emas delle imprese afferenti a distretti industriali (Emas di distretto industriale)
Biscol: progetto di riduzione dei consumi idrici ed energetici nel processo di colorazione dei tessuti, in particolare attraverso l'impiego di bio-colori
Ferdop: progetto di riuso della pollina (deiezioni degli avicoli, concime naturale non commercializzabile) tramite compostaggio insieme al Pav (brevetto Principi additivi vegetali), con produzione e immissione nel mercato di un nuovo concime innovativo, pollina-Pav.

Il budget del bando è di 31.5 milioni, con co-finanziamenti dei progetti ammessi pari al 50% dei costi eleggibili. Il contributo, considerando la dimensione economica media  dei progetti Ecoinnovation finanziati fino ad oggi sarà di 700mila- 800mila euro a progetto. Considerato l'amplia platea a cu si rivolge si rivolge la chiamata progettuale (28 Paesi membri dell’Unione Europea, Norvegia, Liechtenstein, Islanda, Albania, Ex Repubblica Iugoslava di Macedonia, Israele, Montenegro, Serbia, Turchia), ocme ha fatto notare Alessandro Negrin della Divisione Innovazione e Ambiente del Ministreo dell'Ambiente Tutela territorio e mare, si tratta di un budget limitato. La valutazionie dei progetti è schedulata dalla CE entro fine 2013, e la partenza dei progetti a maggio 2014.

Immagine: www.dowcorning.com
 

© STAMPTOSCANA - RIPRODUZIONE RISERVATA

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