Firenze “smart city”: la tecnologia c’è, ora serve una strategia | StampToscana
energee3
logo stamptoscana
thedotcompany
blog words
Il blog di Francesco Colonna
America

Firenze “smart city”: la tecnologia c’è, ora serve una strategia Economia

smartcity

Firenze - Due incontri a poche decine di metri di distanza l’uno dall’altro, nell’Oratorio dei Filippini e nel Salone dei Duecento di Palazzo Vecchio, erano stamane le facce della stessa medaglia di una città che ha deciso di mettersi al pari delle realtà urbane più avanzate. In San Firenze si parlava dell’alto grado di eccellenza tecnologica raggiunto dalle aziende utility in questi ultimi anni, così da rappresentare un’infrastruttura moderna, flessibile ed efficiente che è la condizione di una Smart City degna di questo nome.  Alla Signoria si discuteva su come costruire il cervello gestionale, una strategia in grado di mettere insieme i vari pezzi del mosaico High Tech rappresentato con orgoglio dalle aziende dei servizi pubblici locali.

Lo studio “Smart Cities & Utilities nel Comune di Firenze” commissionato da Confservizi  Cispel Toscana e realizzato dalla studiosa  Fabrizia Paloscia offre un censimento dell’alto livello raggiunto dalle 11 utilities o aziende partecipate del Comune di Firenze che gestiscono servizi.  Il risultato è sorprendente, perché mai prima d’ora era stato fotografato un quadro di insieme.

Se si incrociano i dati, si vede per esempio che Firenze nella raccolta dei rifiuti è il capoluogo che ha il più alto tasso di raccolta differenziata (50% che in tre anni arriverà al 75%), che ha realizzato un sistema di 250 cassonetti intelligenti e di tariffa puntuale. Se poi verrà realizzato l’impianto di termovalorizzazione di  Case Passerini, la città del Giglio sarà anche il primo capoluogo che dirà addio alle discariche.  Sono 15 anni che se ne parla, ma questo non è l’ennesimo annuncio senza fondamento: il 17 novembre c’è stata la riunione della Conferenza dei servizi  e il 15 dicembre prossimo dovrebbe essere dato il via libera all’apertura dei cantieri.

Per quanto riguarda la mobilità, l’Ataf dispone della più moderna flotta di bus d’Italia con 80 mezzi euro 6 (97% di emissioni in meno), 16 bus elettrici e 120 a gas.  Il sistema delle paline intelligenti (58) e delle pensiline elettroniche (103) è il migliore d’Italia. Ci sono poi 118 punti di ricarica per le auto elettriche (diventeranno 200) e sistemi di car- byke- e presto anche di scooter-sharing.  I parcheggi sono dotati di telepass e le 200 telecamere per la gestione della viabilità sono controllate centralmente da Silfi. L’illuminazione pubblica gestisce 45mila punti luce e ha installato il led in tutti i semafori, perfettamente sincronizzati sui viali. Publiacqua ha realizzato 20 fontanelli e, analogamente a Toscana Energia, ha adottato un sistema di “workforce” management” per gli interventi urgenti, che aumenta l’efficienza e riduce i costi.

La lista è lunga, ma meritano ancora un accenno i 228 chilometri di fibra ottica che permettono ai cittadini un facile e rapido accesso ai servizi, per esempio a quelli delle 21 farmacie comunali: Insomma tutto questo rende Firenze assai più smart di ogni altra città, anche se finora ciò non è entrato nella percezione dei cittadini – commenta Andrea Sbandati, direttore di Confservizi Cispel Toscana – e il risultato è una infrastruttura avanzata che è anche la condizione per la creazione di lavoro: i giovani dovrebbero approfittarne per mettere a punto idee e progetti imprenditoriali, sfruttandone le enormi potenzialità.

Leonardo Bassilichi, presidente della Camera di Commercio di Firenze, che ha finanziato lo studio, ha detto che grazie a questi sforzi “Firenze è una smart city all’80%: manca quel 20% per chiudere il cerchio e far percepire a cittadini e imprese di vivere in una realtà veramente innovativa”.

Ed è proprio questo il punto che era implicito nella parole di Alfredo de Girolamo, presidente di Confservizi Cispel Toscana, e di Lorenzo Perra, l’assessore del Comune di Firenze con delega alle partecipate, e che ci riporta all’altro convegno in Palazzo Vecchio: “Capacity building e città metropolitane: le nuove sfide da affrontare con l’uso efficace dei fondi strutturali”, organizzato dal Comune con la Commissione europea.

Le 137mila imprese del territorio fiorentino, ivi comprese le 17 multinazionali, non sono in grado da sole di trasformare le eccellenze tecnologiche in un efficiente sistema “smart city”, se non c’è una pianificazione strategica davvero “smart”, una cabina di regia competente e con le idee chiare che trasferisce queste eccellenze all’intera area metropolitana. Occorre “integrare le politiche”, ha raccomandato Giovanni Vetritto, coordinatore del  Dipartimento per gli Affari  regionali della Presidenza del Consiglio, ed elaborare una pianificazione strategica che poggi su personale capace di gestire i processi complessi, sfruttando le opportunità offerte dalla legge Delrio sul riassetto delle istituzioni locali”. La condizione per il rilancio è “la capacità di fare sintesi nei luoghi del governo amministrativo”.

Print Friendly


Translate »