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Il blog di Francesco Colonna
Cultura

MPS rassicura: nuove iniziative per cedere le sofferenze Economia

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Siena –  I vertici di MPS  hanno cercato oggi di tranquillizzare i mercati sulla solidità della banca,  da tempo penalizzata da speculazioni che l’hanno resa la maglia nera del comparto bancario. Nel corso di una conference call con gli analisti per illustrare il primo bilancio in attivo dell’istituto senese dopo cinque anni di perdite, l’AD Fabrizio Viola ha voluto essere rassicurante, forte anche del recupero in borsa delle azioni per il secondo giorno consecutivo. Dopo il +4,4%  di ieri, oggi i titoli sono balzati del 3,51% a 0,59 euro in una Piazza Affari in calo del 2,31 %

MPS ha confermato oggi dunque i risultati  2015 già comunicati nei giorni scorsi per cercare di calmare le acque e arrestare attacchi che hanno ridotto il valore della terza banca del paese a 1,7 miliardi nonostante nelle sue casse fossero entrati , nel giro di un anno circa,  oltre 8 miliardi di euro. La banca , che ha chiuso l’anno scorso con un utile di 390 milioni  e un patrimonio di 10 miliardi,  deve ora soprattutto rassicurare sul punto che preoccupa maggiormente, e cioè l’entità dei suoi crediti  deteriorati  che ammontano a 46,9 miliardi.

Oggi è un giorno importante perché il cda ha approvato ulteriori iniziative per accelerare e incrementare la cessione delle sofferenze. Quando questa iniziativa sarà operativa daremo ulteriori dettagli,  spero sia fatta il più presto possibile” ha detto Viola precisando però che per implementare questa piattaforma di cessione dei Npl (non performing loans) ci vorranno “diversi mesi” .

La ricerca di un partner specializzato per migliorare la gestione delle   sofferenze e dei Npl non avrà ripercussioni sul capitale della banca, ha voluto rassicurare l’AD non escludendo adesioni alla “bad bank” assieme ad altre banche. Secondo le slide di presentazione dei conti,  le sofferenze “unsecured” sono pari al 15,4% dei Npl mentre il resto è garantito da garanzie immobiliari (66,2%) o personali.

Viola ha anche indicato  che i clienti usciti dal retail sono una percentuale limitata e si sta stabilizzando dopo la diffusione dei risultati 2015.

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