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Non è un paese per giovani Economia

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Con l’aggravarsi della crisi la questione dell’occupazione giovanile si è imposta come uno dei temi centrali del dibattito politico economico. “Risorse non valorizzate”, giovani “inerti”, “bamboccioni”: le definizioni del fenomeno si moltiplicano e si contrappongono. Noi presentiamo le cifre più recenti (2010, dati Irpet) della condizione giovanile sul mercato del lavoro toscano dove, lo ricordiamo, la disoccupazione generale nel 2010 si colloca al 6,1%.
Circa il 10% dei giovani con meno di 35 anni è disoccupato, contro il 3% degli ultracinquantenni.
I contratti di lavoro a termine riguardano il 12% dei giovani occupati, contro il 4% dei lavoratori più anziani.
I giovani sono i più precari. Si calcola che il 54% dei lavoratori che non hanno diritto ad alcuna tutela ha meno di 35 anni.
Il 39% dei giovani toscani ha un contratto di lavoro di livello inferiore alla propria qualifica. La percentuale sale addirittura al 45% tra i laureati, mentre tra gli ultra-cinquantenni questo fenomeno riguarda il 18% dei lavoratori totali.
Il 16% dei giovani fra i 15 e i 29, quasi 80mila persone, costituisce “l’esercito degli scoraggiati”: non studiano, non lavorano, non seguono alcun corso di formazione. In un solo anno, fra il 2009 e il 2010, sono aumentati di ben 12 mila unità (+18%).

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