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Il blog di Francesco Colonna
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Ict, saggistica e alta formazione: chiacchierata (al bar) con Armando Sternieri Cultura, Economia, Innovazione, Internet, Opinion leader

arma de stern

Reggio Emilia – Sembrava un lunedì mattina normale, e tutto sommato lo era. Di quelli in cui ci si trascina a stento dal letto all’ufficio. Ti alzi, ti ghiacci la faccia sotto il rubinetto, fai colazione o forse no, ti vesti, prendi l’auto, ti metti in strada, fai la coda, parcheggi dove riesci, paghi l’obolo… e il resto te lo fai a piedi fino in centro storico finché, ormai stremato, non arrivi davanti al portone della sede.

The Castle, la chiamiamo a Reggio Emilia. Che non è a piano terra, e così, dopo aver suonato e grugnito al citofono, devi farti quattro rampe di scale finché, sul pianerottolo del secondo piano, c’è la porta agognata: bussate e vi sarà aperto, insomma: entrate pure e buona giornata. Armando Sternieri è già in ufficio. Sta sfogliando il suo ultimo acquisto via Amazon, ovvero la ristampa anastatica di “Ricordi di gioventù. Cose vedute o sapute, 1847-1860 di Giovanni Visconti Venosta, bellissimo testo di più di 600 pagine sull’epopea del Risorgimento, pubblicato nel 1906.

E’ lunedì, dicevamo. Si parla poco il primo giorno della settimana, si sa, e se ci si mette anche l’atmosfera uggiosa, con tanto di cielo plumbeo e reciproche cervicali, l’avvio della settimana lavorativa è davvero una prova di resistenza alla levataccia. Ci salutiamo. Il discorso, frasi brevi e trascinate, si fa subito alto e finisce in punta di citazioni sulla nota diatriba intellettuale tra il new realism (i fatti) e il postmoderno (le interpretazioni), manco ci fossimo fatti la barba col rasoio di Occam.

La passione argomentativa si fa sentire, e diventa disputa dialettica vera e propria. Interessante, certo, ma decisamente troppo per un lunedì mattina reggiano. E fu così che… Ecco, appunto: poco dopo, di colpo, esplodiamo in una risata all’unisono, come a dire: torniamo a noi, rientriamo sulla terra. Insomma: le teste fumano, il contesto di via Guido da Castello non è proprio da Grecia antica.

Eureka! Qui ci vuole una pausa. Di più: un caffè doppio al bar più vicino, “il Gioiello”. E va bene, ci sto, andiamo. Offri tu, lo so: ma lascia almeno che ti chieda due cosine, a mo’ di chiacchierata informata, sul tuo ultimo libro, “Oltre il paradosso della produttività” (ed. thedotcompany, la sorella di stampeditore), appena pubblicato. “Per me è un’occasione, sennò non ti becco mai, e lo sai che l’occasione fa l’uomo glabro”, gli dico, in barba a tutti i rasoi di Occam… 

Sternieri nel suo ufficio in centro storico a Reggio Emilia

Sternieri nel suo ufficio di Reggio E.

Allora: come mai questo libro? guarda
Beh, direi innanzitutto per noia. Non sapevo cosa fare, allora ho sentito Rita (Mura – ndr) e le ho proposto di mettere insieme il materiale che già avevamo per fare un libro. Poi mi sono accorto che il libro mi ha annoiato ancor di più, così la prossima volta che mi capita di annoiarmi telefono a Tiziano o a Sandro, evitando di scrivere. (Risate – ndr)

Dài, sul serio?
Ma no. Mi sono accorto che soprattutto giornalisti e politici utilizzano a sproposito termini come produttività, crescita, sviluppo, facendo spesso strafalcioni e dicendo cose assurde. Allora mi son detto: mettiamo un po’ di ordine. Ho usato del materiale che già avevo per una pubblicazione scientifica e l’ho messo in ordine per una trattazione divulgativa.

Parli anche della decrescita?
Sì, spieghiamo la decrescita e riportiamo Latouche.

La copertina del saggio di Sternieri ("Oltre il paradosso della produttività. Le tecnologie digitali al servizio della crescita" (ed. Thedotcompany, collana Ottanta Pagine)

La copertina del saggio di Sternieri e Mura (“Oltre il paradosso della produttività. Le tecnologie digitali al servizio della crescita” (ed. Thedotcompany). Imprenditore del settore ICT (Information & Communications Technology) e docente universitario a Parma, Sternieri, 50 anni, è amministratore delegato delle società Energee3 (che quest’anno compie 15 anni) e thedotcompany (che tra l’altro è la principale azionista della casa editrice Diabasis), nonché grande lettore di libri di storia e di filosofia della scienza, con una passione per l’arte contemporanea e il cinema

Ma tu cosa ne pensi?
Nel libro non facciamo considerazioni. Quello che penso io è che la decrescita sia difficilmente compatibile con lo sviluppo. Non è impossibile, ma certo poco probabile, del resto basta guardare alla storia e si vede che lo sviluppo è generalmente associato alla crescita economica. Il passato è indispensabile per dare le giuste valutazioni sul presente.

C’è un particolare periodo storico che risulta più significativo per capire la storia dell’economia, per capire cos’è la crescita associata allo sviluppo?
Beh, ce ne sono diversi. In generale dal 1100 in poi è tutto interessante, prima ci sono anche pochi dati a disposizione. I dati poi aumentano considerevolmente dalla metà del ’500 circa in poi, quando l’uomo comincia a misurare tutto, qualunque cosa, anche priva di senso.

Se si potesse viaggiare nel passato ti faresti trasportare nel ’600? E dove?
Ma no, non lo so dai. A parte che non è sicuro che si possa viaggiare nel tempo a piacimento. Nel futuro si riesce sicuramente, come si vede dalla relatività generale poi verificata con esperimenti sul campo. Viaggiare nel passato è più dubbio. Occorrerebbe andare più veloce della velocità della luce oppure dovremmo entrare in una curva chiusa spazio-tempo. Una volta arrivati nel passato si creerebbero situazioni paradossali tipo quella del nonno.

Ah ah ah… ma cos’è?
Se tu andassi nel passato e uccidessi tuo nonno? Non saresti più nato… quindi vedi che qualche problema c’è. Ci sono poi teorie tipo quella del multiverso che superano anche questi paradossi.

La precedente pubblicazione di Sternieri, uscita a metà 2016

La precedente pubblicazione di Sternieri, uscita lo scorso anno

Ma la fisica c’entra con il libro?
Ma no! Me lo hai chiesto tu! Nel libro c’entra l’informatica. Nella seconda parte prendiamo in rassegna tutti gli studi fatti negli ultimi anni dove si cerca di capire che relazione ci sia tra gli investimenti in ICT e la crescita economica. (Sternieri l’anno scorso ha curato anche la pubblicazione del Libro bianco dell’ICT in Emilia-Romagna – guarda)

E ci sono queste relazioni?
In generale sembra di sì. In alcuni paesi, tipo l’Italia, sembra invece di no.

Perché?
Ehhh… è lunga da dire… Leggi il libro!

L'autore (a destra) a colazione in centro storico con un suo collaboratore e una signora molto interessata al dibattito

L’autore (a destra) a colazione in centro storico con un collaboratore e, a sinistra, una signora molto interessata alla disputa filosofica da Cartesio in poi (“Cogito, ergo sum”… “Uhm… sarebbe meglio dire Sum, ergo cogito”)

Quindi il libro è un testo di economia, principalmente, ma anche dell’impatto dell’informatica sull’economia. Trattate anche dei problemi etici nati dall’uso e dalla diffusione delle nuove tecnologie, e dell’intelligenza artificiale – temi che vanno molto di moda?
No, no, sono interessanti ma non li trattiamo. Adesso sto riscrivendo con Fieschi (Roberto, fisico – ndr) la cronologia delle armi nucleari e forse aggiungiamo anche una parte sull’I.A. (intelligenza artificiale – ndr); però vediamo, non so se ho il tempo e la voglia per farlo. Però i temi filosofici legati all’uso delle nuove tecnologie e al tema dei dilemmi morali in generale li utilizziamo nei corsi di alta formazione dell’Academy (guarda) di thedotcompany.

Spiega meglio…
Proviamo a fare un nuovo tipo di formazione al top management delle grandi imprese, utilizzando principalmente la cassetta degli attrezzi della filosofia pratica. In azienda i dilemmi morali sono all’ordine del giorno e saperli riconoscere, cioè concettualizzare correttamente la situazione, è importante per poi prendere delle decisioni migliori o giuste, se mi consenti il termine.

Con un buon caffè la settimana parte meglio: aiuta a dare un corpo e un'anima alle idee, a renderle cioè chiare, distinte e meno distanti...

Con un buon caffè la settimana parte meglio: aiuta a dare corpo e anima alle idee, a renderle chiare, distinte e meno distanti…

Molto interessante, qui si apre un mondo… parliamone.

Volentieri… ma un’altra volta, non adesso.

Sicuro?

Sicuro. Niente di personale, è che ho un appuntamento tra un quarto d’ora.

Il tempo è tirannide…

Ma il naufragar m’è dolce in questo mare d’impegni… tu non ne hai?

Touché.

Figurati.

Posso pubblicare questa chiacchierata?

Decidi tu.

Vuoi almeno rileggerla?

No, tanto posso sempre smentirla… (risate – ndr).

Maurizio Mercuzio

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