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Progetto Savemybike: ladri senza biciclette Economia, Innovazione

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Pisa – Obiettivo uno: convincere il cittadino che andare in bicicletta conviene. Obiettivo due: impedire ai ladri di rubargliela. E’ questa l’originalità del progetto toscano Savemybike, finalista del premio RegioStars 2018, che viene assegnato assegnato alle migliori iniziative realizzate dalle regioni europee attraverso l’utilizzo di fondi comunitari. I finalisti sono 21, e a partire da martedì 3 luglio si può votare on line il progetto che piace di più.

I vincitori saranno premiati a ottobre durante la “Settimana delle regioni e delle città”. Finanziato con 815mila euro di fondi pubblici, Savemybike è stato ideato da Tages, e promosso da Regione Toscana in collaborazione con l’università di Pisa e vari altri soggetti pubblici e privati. Il principio è abbastanza semplice: si nasconde un sensore nella bici e, in caso di furto, un dispositivo in mano alle autorità competenti consentirà di ritrovarla. Dove si mette il sensore? Questo ovviamente è top secret. Ci parla del progetto Paolo Nepa, docente del dipartimento di Ingegneria dell’Informazione dell’università di Pisa.

Professore, ci spieghi il funzionamento di Savemybike

L’obiettivo principale del progetto è convincere il cittadino a privilegiare le due ruote e la mobilità sostenibile. Per fare questo un’App (GOOD_GO, sviluppata da Geo solutions ndr) da scaricare sul telefonino rivelerà la percentuale di riduzione del rischio vascolare, l’abbattimento di Pm10, di traffico veicolare, e perfino il risparmio in termini di costi ogni volta che usiamo la bici. Anzi, dato che il sistema è multimodale, questi stessi dati appariranno ogni volta che usiamo il tram, il treno o andiamo a piedi.

E la parte tecnologica?

Funziona con dei “TAG”, o sensori RFID (Radio Frequency Identification), che lavorano più o meno come il Telepass. Concretamente si tratta di un adesivo di dieci centimetri, con un chip molto piccolo. Non ha batteria, e si nasconde dentro la bici. L’idea è stata quella di selezionare dispositivi già disponibili in commercio per ridurre al massimo i costi di installazione. La polizia municipale del luogo poi, viene dotata di un lettore portatile di Tag che, durante l’ordinaria attività sul territorio, interrogherà automaticamente i Tag nelle vicinanze. Il numero identificativo di ciascuno viene trasmesso al data base e qui avviene la selezione. Se il veicolo è stato rubato il proprietario lo avrà già segnalato, e sarà andato a finire nella black list. In questo caso scatta l’allarme sia per il vigile che per il proprietario. La bici viene sequestrata e restituita immediatamente. Il nostro obiettivo è quello di creare una community con una foto che identifica la bici, per sollecitare i partecipanti a collaborare per la sicurezza di tutti. Un passo ulteriore sarà quello di individuare aree sicure, con un lettore fisso che registri ogni volta chi entra e chi esce per un maggior controllo a tutte le ore del giorno.

Effettivamente è un sistema pensato per rendere vita difficile ai ladri. Immagino non si possa dire dove vengono messi i Tag

Certamente no. I Tag in una bici possono essere anche più di uno, e messi in posti molto “scomodi”. Sarà terribilmente complicato toglierli: non a caso uno dei partner di progetto, Parkpre, è un costruttore di veicoli a due ruote e ne conosce i segreti. Il progetto pilota di Savemybike parte a Livorno, con alcuni negozi convenzionati: per i primi mille proprietari di bici che aderiranno l’installazione del sensore sarà gratuita. In seguito verrà creata una rete di negozi di riferimento.

L’estensione del progetto sarà su base comunale?

Sì, il modello sarà analogo a quello di Livorno, e saranno i singoli comuni a gestirlo.

 

Questo è il link per votare Savemybike

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