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Ricerca e sviluppo: solidi cervelli e nuove idee, la Toscana migliora Economia

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Firenze - Sta nel mondo di mezzo per l’attività di ricerca e sviluppo, scarsa nella produzione di brevetti. Prima solo nell’occupazione culturale a tutela del proprio immenso patrimonio artistico.

E’ questo il giudizio sulla Toscana del Rapporto sulla conoscenza 2018 elaborato dall’Istat, che affronta il tema dell’innovazione a tutto campo, in tutte le sue derivazioni. Compreso il modo in cui la conoscenza si crea e si trasmette nella società. Un argomento cruciale oggi, dal momento che queste caratteristiche decidono il potenziale competitivo di un paese sui mercati mondiali.

Il confronto dell’Italia con il resto d’Europa conferma alcuni storici ritardi, mai superati. Ma c’è un netto trend di miglioramento e “alcuni importanti punti di forza” sottolinea il Rapporto. Ad esempio, se nella ricerca e sviluppo l’Italia continua ad avere un peso inferiore a quello economico, al contrario “dopo la Germania è il Paese più attivo nel disegno industriale con quasi 10mila registrazioni”. Una quota sul totale Ue salita dal 12,5% del 2007 fino al 16% del 2016. Un’altra buona notizia è il fatto che i nostri autori scientifici “hanno un ruolo importante e crescente nella produzione di pubblicazioni di qualità in Europa”. Solidi cervelli, insomma, che danno un importante contributo alla ricerca internazionale.

In questo quadro, purtroppo, sono poche le eccellenze della Toscana nella classifica delle regioni italiane. A cominciare dall’attività di ricerca e sviluppo delle imprese, che rappresenta il volano dell’innovazione nel sistema produttivo, dovuta in genere alla presenza delle multinazionali sui territori. Nel 2015 in Italia la spesa delle imprese ha raggiunto 12,9 miliardi, pari allo 0,8% del pil, un livello drasticamente inferiore alla media europea (1,3%) perfino rispetto a paesi di recente ingresso in Europa come Slovenia, Repubblica Ceca e Ungheria. Nel 2015 la Lombardia contribuisce da sola a oltre un quarto della spesa in R&S, e insieme a Piemonte e Emilia Romagna raggiunge il 57% del totale. La Toscana in questo settore cruciale è in compagnia di Veneto e Lazio con una percentuale inferiore al 10%.

brevetti italiani, continua il Rapporto, sono relativamente più rappresentati rispetto alla media Ue “per le invenzioni relative ai settori industriali di forte specializzazione produttiva nazionale”. Ovvero tessile abbigliamento, pelletteria e anche (in crescita) agroalimentare. Ma è molto indietro in settori leader più significativi per l’innovazione come quello dei macchinari e industria elettronica. Le regioni italiane più avanzate sono ancora quelle del nord, con il Friuli Venezia Giulia al primo posto. La Toscana, nel Centro insieme alle Marche mostra un’intensità brevettuale “appena apprezzabile”.

Il disegno industriale, è invece un settore in cui l’Italia eccelle. E’ indicativo “dell’innovazione non tecnologica delle imprese”, riguarda l’aspetto dei prodotti realizzati e quindi il potenziale creativo. E’ importante anche per la piccola impresa perché “non richiede capitali, né un elevato livello di conoscenze formali”. L’Italia in questo è leader in Europa (subito dopo la Germania) con quasi 10mila disegni registrati, il 30% superiore alla media Ue. Anche qui, in pole position sono le regioni del nord (Friuli, Emilia Romagna, Lombardia). Mentre è “relativamente modesta” l’attività in Toscana, Piemonte, Lazio.

C’è tuttavia un indicatore in cui la Toscana eccelle: l’occupazione culturale. Un indicatore che dà un’idea, “sia pur grossolana del ruolo economico” delle attività legate al mondo della cultura. La media Ue è del 2,9%, quella Italiana leggermente inferiore (2,7%) e nel 2016 è pari a 612mila addetti. Le professionalità più rappresentate sono quelle di architetti, progettisti, geometri, designer. E fra le regioni italiane l’incidenza più elevata è proprio in Toscana, “grazie a un forte contributo dell’artigianato e alle attività legate al patrimonio culturale”. Ma in questo caso è la grandezza del nostro passato che ha orientato inevitabili scelte.

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