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Soffia il vento dell’incertezza, frena l’economia toscana Economia

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Firenze - L’economia toscana frena e, secondo le nuove stime di Prometeia, a fine 2018 il Pil toscano dovrebbe mettere a segno un modestissimo incremento percentuale dell’1%, perdendo per strada le più ottimistiche stime precedenti (+1,3%). “La Toscana, regione fortemente vocata all’export e da questo economicamente trainata, sta infatti iniziando a risentire degli elementi di incertezza del quadro economico internazionale” afferma l’Ires nella terza nota congiunturale dell’anno. E se la guerra neoprotezionistica di Trump dovesse subire un’escalation nei prossimi mesi potrebbero arrivare ulteriori revisioni al ribasso del Pil regionale.

Intanto però i singoli territori hanno reazioni molto diverse. L’area centrale, pilotata da Firenze, tiene. Le zone costiere soffrono, anche se ci sono grandi potenzialità da sviluppare, prosegue la nota dell’Istituto di ricerca economica sindacale: “a partire dal tema dei porti e anche da quello della nautica, in cui il lavoro è molto terziarizzato e ci sarebbe bisogno di concentrare politiche industriali per un lavoro di qualità”.

E’ l’incertezza la grande responsabile di questo affievolirsi dei ritmi di crescita della regione. Perché nei vari paesi – mercati di sbocco della Toscana si è creato un quadro espansivo meno omogeneo. “Aumento delle tensioni e dei conflitti commerciali e preoccupazioni rispetto alla situazione geo-politica possono produrre effetti depressivi sui comportamenti di chi deve investire”. In sostanza l’export netto per il biennio 2018/2019 è previsto in rallentamento, con effetti negativi anche sulla dinamica dei consumi interni. In questo senso la propensione al consumo delle famiglie toscane resta cauta con un’ulteriore crescita dei depositi bancari che nel 2018 potrebbero toccare la somma dei 65 miliardi di euro rispetto ai 45 miliardi del 2011.

L’elemento più preoccupante, in prospettiva, torna ad essere il mercato del lavoro, dove il rischio è quello di annullare la positiva espansione registrata nei primi mesi dell’anno. “Una tendenza importante che trova conferma, sia per l’ISTAT che per l’INPS, in un forte aumento di occupati nel primo trimestre del 2018 rispetto allo stesso periodo del 2017”. Si conferma la preponderanza dell’occupazione dipendente (anche se soprattutto a termine) rispetto a quella autonoma, ma, fatto nuovo, con una significativa ripresa del lavoro a tempo indeterminato. I disoccupati si riducono in maniera consistente (-9%), anche se in forma disomogenea sul territorio, con un tasso di disoccupazione globale che passa dal 9,1% all’ 8,3%.

Si riduce in modo consistente anche la Cassa Intergrazione nei primi sei mesi dell’anno, con un decremento pari al 37% rispetto allo stesso periodo del 2017. Scendono a 7,7 milioni le ore di Cig rispetto ai 25 milioni di ore annue nel periodo fra il 2012 ed il 2014. E calano in particolare nel settore metalmeccanico, nel sistema moda e nel legno e mobilio. Aumentano, viceversa, nel commercio, nel cartario-editoriale e nell’edilizia.

“E’ un quadro complesso dell’economia toscana fatto di luci in confronto con il 2017 ed ombre se riferito alle aspettative per il 2019” conclude la nota. Una situazione fortemente problematica, in cui i gli elementi esogeni, sia nazionali che internazionali, finiranno con il condizionare pesantemente il ciclo economico regionale.

 

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