Flash mob dei volontari di Greenpeace contro lo smog | StampToscana
energee3
logo stamptoscana
thedotcompany

Flash mob dei volontari di Greenpeace contro lo smog Foto del giorno

greenpeace

Firenze - I volontari di Greenpeace hanno organizzato oggi flash mob in 23 città italiane, per denunciare l’impatto ambientale e sanitario dei veicoli diesel sulle nostre strade. Ai semafori delle vie più trafficate o congestionate i volontari hanno ironicamente fatto pubblicità a un nuovo prodotto, un detersivo di nome “Diesel”, testato sui nostri polmoni, che lava più grigio di ogni altro sapone. Hanno poi distribuito volantini e piccoli ritagli di stoffa, brandelli di tessuti stesi all’aperto per settimane e ingrigiti dallo smog, per evidenziare quanto l’aria che respiriamo nelle nostre città possa scurire anche i capi più bianchi.

A Firenze i volontari dell’organizzazione ambientalista hanno svolto attività di sensibilizzazione presso il ponte SAN NICCOLO’, soprattutto tra gli automobilisti, categoria tra le più esposte alle emissioni del traffico veicolare, protagonisti ma anche vittime di un sistema di mobilità costoso, malsano, inefficiente. Greenpeace sta in particolare puntando la sua attenzione su un inquinante specifico della mobilità a gasolio, il biossido di azoto, che secondo l’Agenzia Europea per l’Ambiente è responsabile nel nostro Paese di oltre 17 mila casi di morte prematura l’anno.

«I danni che le auto diesel arrecano all’ambiente e a tutti noi, nonché il disastro del Dieselgate, non sono certo da imputare a chi ha comprato un’auto a gasolio, ma alle aziende che hanno ingannato i consumatori e ai governi che glielo hanno consentito», dichiara Andrea Boraschi, responsabile della campagna Energia e Clima di Greenpeace Italia. «Se quei veicoli avessero avuto problemi all’impianto frenante, all’airbag o cose simili sarebbero stati immediatamente richiamati dalle aziende per verifiche, controlli o sostituzioni. Invece hanno solo il “piccolo difetto” di emettere fino a 14 volte i valori dichiarati di un gas cancerogeno. E sono ancora sulle nostre strade, senza che nessuno prenda provvedimenti», conclude Boraschi.

 

Print Friendly


Translate »