Università di Firenze, laurea honoris causa a Charles Malamoud | StampToscana
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Firenze – L’Università di Firenze ha conferito oggi la laurea magistrale honoris causa in Lingue e Civiltà dell’Oriente antico e moderno a Charles Malamoud, illustre studioso di indologia e massimo esperto della civiltà indiana, nel corso di una cerimonia in Aula magna.

Il rettore Luigi Dei ha consegnato il titolo accademico allo studioso e Fabrizia Baldissera, docente di Indologia e tibetologia, ha tenuto la laudatio, dopo l’intervento di Nicholas Brownlees, direttore del dipartimento di Lingue, letterature e studi interculturali.

La laurea è stata conferita, come recita la motivazione, “quale riconoscimento alla sua prestigiosa carriera negli studi indologici, in Francia e nel mondo, e per aver innovato l’Indologia allargandola a studi comparati di Filologia, Filosofia, Antropologia e Psicanalisi e all’ambito più generale delle Scienze umane, in un fecondo confronto con altre civiltà dell’Europa e dell’Asia. Quale tributo per aver ispirato col suo magistero generazioni di studenti”.

La cerimonia si è conclusa con la lezione magistrale di Malamoud, dal titolo “Vivant pilier. Osservazioni sul palo del sacrificio nel rituale vedico”.

Domani mercoledì 16 maggio Charles Malamoud sarà ancora all’Università di Firenze per tenere una lezione su “Un mercante russo nell’India del XV secolo. Il «Viaggio al di là dei tre mari» di Afanasij Nikitin”. L’iniziativa si svolge in collaborazione con la Fondazione Il Fiore e la Biblioteca Umanistica (ore 17 – Sala Comparetti, Piazza Brunelleschi 4, Firenze). Intervengono Fabrizia Baldissera e Silvia D’Intino. Coordina Maria Giuseppina Caramella, presidente della Fondazione Il Fiore.

Charles Malamoud (1929), Directeur d’Études Honoraire presso l’École Pratique des Hautes Études di Parigi, con la sua opera ha profondamente innovato la conoscenza della civiltà indiana. Da oltre quarant’anni i suoi lavori hanno aperto in un campo di studi rari come l’indologia nuovi percorsi, metodologici e concettuali. La sua sensibilità linguistica e la passione per il sanscrito gli hanno permesso di esplorare le fonti più antiche dell’India, i Veda, sia nelle composizioni in versi che nelle prose più ardite dell’esegesi rituale. Nel suo libro più noto Cuire le monde (Paris, La Découverte 1989) [Cuocere il mondo. Rito e pensiero nell’India antica (Milano, Adelphi Edizioni 1994)], Malamoud ha saputo mettere in luce gli aspetti più misteriosi della religione vedica e la storia delle idee che l’accompagnano.

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