Firenze, eccezionale esperimento spaziale per salvare gli occhi degli astronauti | StampToscana
energee3
logo stamptoscana
thedotcompany

Firenze, eccezionale esperimento spaziale per salvare gli occhi degli astronauti Innovazione, STAMP - Università

corm progetto

Firenze – L’intento è quello di impedire il “suicidio” delle cellule dell’occhio che avviene in alcune patologie, utilizzando il Coenzima Q10 quale strumento terapeutico.

I responsabili di questo progetto sperimentale fanno parte dell’Università di Firenze e collaborano con ricercatori dell’Università di Roma La Sapienza e del laboratorio congiunto ASAcampus. L’eccezionalità dell’esperimento è data dal fatto che avviene nello spazio, a bordo della Stazione Spaziale Internazionale (ISS), affidato alle mani dell’astronauta Paolo Nespoli.

E’ partito il 14 agosto alle 18,31 da Cape Canaveral l’esperimento CORM, a bordo della navetta Dragon. Non viaggiava da solo, naturalmente, ma in compagnia degli altri esperimenti della missione Vita dell’Agenzia Spaziale Italiana (ASI): undici in tutto. L’ASI, ente finanziatore del progetto CORM, ha coordinato lo sviluppo e le operazioni degli esperimenti, gestito il contratto e garantito l’accesso alla ISS tramite uno specifico accordo stipulato con la NASA.

Il compito di Dragon è stato quello di traghettare gli esperimenti a bordo della ISS, la stazione gestita da varie agenzie spaziali fra cui l’europea ESA, nata con l’obiettivo di sviluppare tecnologie per l’esplorazione spaziale. Sono arrivati il 16 agosto e il rientro di CORM è previsto il 17 settembre. La NASA stessa, nei cui laboratori di Cape Canaveral è stato allestito l’esperimento, provvederà ad inviare le cellule all’Università di Firenze dove saranno distribuite a vari collaboratori per le analisi sperimentali.

Se una cellula subisce un danno di una certa entità si suicida, spiegano i responsabili del progetto Matteo Lulli e Sergio Capaccioli, entrambi del Dipartimento di Scienze Biomediche Sperimentali e Cliniche “Mario Serio” dell’Università di Firenze. E’ largamente riconosciuto che gli equipaggi spaziali esposti a microgravità e alle radiazioni solari e cosmiche subiscono danni oculari importanti, che provocano la morte di cellule della retina. “A tale riguardo, una decina di anni fa avevamo dimostrato che il Coenzima Q10 inibiva la morte di cellule della cornea sottoposte a vari agenti lesivi” raccontano i ricercatori.

La scoperta è stata anche frutto di un nostro brevetto che ha dato esito a un collirio. Successivamente, abbiamo dimostrato l’efficacia del prodotto anche in cellule di retina”. Sulla base di questi risultati, il progetto CORM si propone di verificare se il Coenzima Q10 possa diventare un nuovo candidato farmaco per salvaguardare la salute degli occhi degli astronauti.Ma se i risultati dell’esperimento curato da Nespoli dovessero essere positivi, si avrebbero anche importanti ricadute a terra, nella lotta contro le più gravi retinopatie che colpiscono l’uomo: dal glaucoma, alla degenerazione maculare senile.

 

Foto: Il gruppo di ricerca CORM (Matteo Lulli, Sergio Capaccioli, Francesca Cialdai, Leonardo Vignali, Monica Monici) presso i laboratori NASA del Kennedy Space Center, insieme a Giovanni Valentini (Agenzia Spaziale Italiana) e il gruppo della Kayser Italia.

 

http://www.asi.it/it/news/asitv-pillole-di-vita-4

 

Print Friendly, PDF & Email

Lascia un commento


Translate »