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Cambiamento o continuità nella politica USA dopo l’11 settembre Opinion leader

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Reggio Emilia – Le politiche e gli interventi dell’amministrazione Usa dopo l’11 settembre.

1 – ESPORTAZIONE DELLA “DEMOCRAZIA”

1912: elezione di Woodrow Wilson, convinto che gli SU avessero l’obbligo morale di estendere i propri principi e la democrazia in tutto il mondo. Gli SU erano stati “creati da Dio … per mostrare alla nazioni del mondo in che modo dovranno percorrere le vie della libertà”.

Questa aspirazione è ancora alla base delle giustificazioni degli interventi USA, in particolare in Iraq (2003). 

2 – SOSTEGNO A DITTATURE E REGIMI AUTOCRATICI

* Gli investimenti degli SU in Germania salirono, dopo che Hitler salì al potere, del 48% tra il 1929 e il 1940 (diminuendo quelli nel resto dell’Europa continentale).

* Dal 1930 al 1961 Rafael Trujillo fu dittatore sanguinario nella Repubblica Dominicana. 1937 – il segretario di stato Cordell Hull: “Considero da molto tempo il presidente Trujillo come uno dei più grandi uomini del Centro America”. 1960, Kennedy: “Non ci piace Trujillo, è un gangster assassino. Ma a meno di non poterci assicurare che non ci sarà un altro Castro, dobbiamo sostenerlo”.

* Spagna: nel dopoguerra gli SU sostennero il dittatore Franco fino alla sua morte (1975).

* Sostegno al regime autocratico dello scià di Persia, fino alla rivoluzione di Khomeini.

* 1954-1989, Paraguay: dittatura di Alfredo Stroessner, fiore all’occhiello della  politica estera degli SU, baluardo contro la penetrazione del comunismo in America Latina: 10 000 persone scomparse, 30 000 detenuti politici, 2 milioni di esuli.

* 1954, Venezuela: Foster Dulles atttesta ufficialmente l’appoggio    al governo dittatoriale di Marcos Pérez Jimenez; Eisenhover gli conferirà la più alta onorificienza USA.

* Tra il 1961 e il 1993 gli SU hanno sostenuto o insediato vari dittatori militari nella Corea del Sud.

* Nel Vietnam del Sud gli SU sostennero governi militari brutalmente repressivi.

* Gli SU appoggiarono sempre le monarchie feudali in Arabia Saudita, Kuwait, Barhein, Qatar, Oman, Emirati Arabi Uniti.

* Fino alla sua caduta (1986) gli SU, interessati alle loro grosse basi militari,  appoggiano il corrotto dittatore filippino  Ferdinand Marcos. Le basi furono smobilitate nel 1992.

* 1979: in Iraq prende il potere Saddam Hussein. 1980-88: guerra Iran-Iraq, scatenata da Saddam. L’Iraq è armato e sostenuto dagli USA , ostili al regime di Khomeini, con operazioni segrete.

Nel 1983 e 1984 Rumsfeld incontra Saddam e dichiara: “La sconfitta dell’Iraq  sarebbe un danno per gli interessi americani”. Gli USA mantengono relazioni cordiali con l’Iraq  fino a quando Saddam attacca il Kuwait (2 agosto 1990).

* Durante l’amministrazione Reagan furono venduta illegalmente armi all’Iran per finanziare i Contra in Nicaragua (dopo che il Congresso aveva tagliato i finanziamenti alla guerra condotta dalla CIA in centro-America) e i mujahidin in Aghanistan (1979-1989).

Nel periodo della Guerra fredda questa politica è in parte  comprensibile come contenimento dell’URSS, Impero del Male, che aveva una politica simmetrica di espansione della sua influenza e di sovranità limitata per gli stati nella sua orbita, dove certo non sosteneva la democrazia.  Ma non prima e non dopo. Quindi è evidente la continuità nella politica estera degli SU. 

3 – SOSTEGNO A COLPI DI STATO MILITARI

* 1903: Theodore Roosevelt fomenta la rivoluzione per staccare Panama dalla Colombia per rendere possibile la costruzione del canale.

* 1953, Iran: rovesciamento del governo iraniano di Mossadeq (che voleva nazionalizzare la Anglo-Iranian Oil Company), organizzato dalla CIA e dagli inglesi.

* 1954, Guatemala: il governo legittimo di Arbenz  è spodestato da un colpo di stato appoggiato dagli SU. Si instaura il governo dittatoriale di Armas, i cui uomini erano stati addestrati ed equipaggiati dagli SU. Armas immediatamente cancella la riforma agraria.

Già nel 1952 Truman aveva autorizzato operazioni per spodestare Arbenz e la CIA aveva fornito una lista di 58 persone da neutralizzare. L’anno seguente Eisenhower autorizzò un piano analogo e più tardi dirà: “Siamo stati costretti a disfarci di un governo comunista che aveva assunto il potere”. Tra il 1954 e il 1990 la repressione militare causò almeno 100 000 morti tra i civili e i guerriglieri. Nel 1996 Clinton riconoscerà le responsabilità della CIA.

* 1965: i militari indonesiani prendono il potere con il sostegno degli SU e massacrano almeno mezzo milione di persone; l’ambasciata degli SU fornisce elenchi di persone da eliminare.

* 1967-1974, Grecia: colpo di stato militare, appoggiato dagli SU. Il capo della giunta, colonnello Papadopulos, fascista dichiarato, era da 15 anni sul libro paga della CIA. Il regime dei colonnelli fu trmendamente repressivo.

* 1970, Cambogia: colpo di stato militare appoggiato dagli SU.  In seguito (1979) gli SU appoggiarono, contro i Nord-vietnamiti, Pol Pot e i Khmer Rossi, nonostante le stragi da loro organizzate di un milione di cambogiani.

* 1960-75: aiuti e appoggio aereo all’esercito anticomunista nel Laos.

* 1973, Cile: colpo di stato, organizzato dalla CIA. Dittatura di Pinochet

* 1975, Indonesia: Kissinger diede via libera al generale Suharto per l’invasione di Timor Est, dicendogli: “E’ importante che, qualunque cosa voi dobbiate fare, la facciate alla svelta”. L’esercito indonesiano uccise 200 000 est-timoresi.

* 1976, Argentina: colpo di stato militare. La giunta militare godrà l’appoggio degli SU.

* Ottobre 1979, El Salvador: gli SU sponsorizzano un colpo di stato; i giovani ufficiali sono stati addestrati negli  SU. Questo porta a una brutale guerra contro civili da parte degli esquadrones de la muerte e al massacro di 38 000 persone.

* 1984, Nicaragua: Reagan dà il via alle operazioni clandestine per abbattere il governo sandinista che aveva cacciato il corrotto dittatore Anastasio Somoza (1934- 1979), a lungo sostenuto dagli SU.

* Gli SU hanno addestrato al terrorismo di stato 60 000  militari e agenti di polizia latino-americani presso la School of the Americas, in Georgia, gestita dall’esercito. La CIA ha anche elaborato un manuale con le istruzioni per gli assassini politici.

* Diversi procuratori in Cile, Argentina, Spagna e Francia vorrebbero sottoporre a processo Kissinger per l’aiuto concesso negli anni Settanta alle dittature militari che in Brasile, Cile, Uruguai, Paraguai, Bolivia, Argentina ed Equador torturavano e uccidevano connazionali e cittadini di altri paesi.

4 – INTERVENTI MILIITARI DIRETTI

* 1823: dottrina Monroe  che legittima l’intervento degli SU in tutte le Americhe. Fra il 1898 e il 1934 giustificò molti interventi militari a Cuba, Honduras, Repubblica Dominicana, Haiti, Guatemala, Colombia, Nicaragua.

* 1898: colpo di stato e annessione delle Hawaii agli SU.

* 1901: base di Guantanamo e limitazione della sovranità di Cuba, dove ora sono detenuti (in contrasto con le leggi internazionali) i nemici catturati nella guerra in Afghanistan (2001-2002) e in Iraq (2003).

* 1961, Cuba: tentativo di sbarco nella Baia dei Porci.

* 1965: intervento nella Repubblica Dominicana.

* Ottobre 1983: invasione di Grenada.

* Dicembre 1989: Bush invia a Panama 26 000 soldati per deporre l’ex alleato e uomo della CIA Manuel Noriega, che non obbediva più agli ordini (operazione “Giusta causa”).

5 – FALSI INCIDENTI

* 15 febbraio 1898: esplosione della nave americana Maine nel porto dell’Avana, attribuita falsamente agli spagnoli; 25 aprile: dichiarazione di guerra alla Spagna.

* 1965-75: guerra in Vietnam. L’intervento degli SU è giustificato da un  attacco a una nave americana nel Golfo del Tonchino, che in seguito si rivelò falso (Pentagon Papers).

* Settembre 2002: Bush all’ONU  dichiara che se le Nazioni Unite non avessero agito contro l’Iraq, gli SU l’avrebbero fatto da soli. Già nel 1999 il Pentagono si preparava a una nuova guerra in Iraq.

La guerra è giustificata dalle false accuse sulle armi di distruzioni di massa, in partiolare dalla dichiarazione che l’Iraq era prossimo a dotarsi di armi nucleari (smentita dagli ispettori dell’IAEA.), e dai supposti legami con il terrorismo. Nel febbraio 2003   nel suo discorso all’ONU Powell indicava “il sinistro nesso tra l’Iraq e Al Queda”.

6 – PETROLIO

* 1980: Carter, prima di lasciare la presidenza, dichiara: “Qualsiasi tentativo di forze esterne per assicurarsi il controllo della regione del Golfo verrà considerato alla stregua di un attacco e sarà respinto con ogni mezzo necessario, forza militare inclusa.”

* 1997: Il PNAC (Project for the New American Century), un istituto neoconservatore, chiede “l’imposizione diretta di basi avanzate USA in Asia centrale e in Medio Oriente”.

In una lettera a Clinton (1998) , firmata da 18 persone vicine al PNAC, si legge: “Dovremmo stabilire e mantenere una forte presenza militere americana nella regione e prepararci all’uso della forza per difendere i nostri interessi vitali nel Golfo … nonché, se necessario, per rimuovere Saddam dal potere”. 10 dei 18 firmatari entrarono poi nell’amministrazione Bush.

* Nel settembre 2000, pochi mesi prima dell’arrivo di Bush alla Casa Bianca, il PNAC  pubblicava il suo piano per il dominio globale. La maggior parte dei neocons ha trascorsi di sinistra; molti sono usciti dal movimento trotzkista negli anni 30 e 40.

* 2001: Bush jr. Presidente. Quasi subito il gruppo Cheney, Perle ecc.decide di dover fare guerra all’Iraq  a qualunque costo.

* 11 settembre 2001: attacco terroristico alle torri gemelle.              Il sentimento popolare fu mobilitato a favore di iniziative militari.

Rumsfeld invoca un attacco immediato all’Iraq, “principale obiettivo del primo round della guerra al terrorismo”.

La guerra al terrorismo è la pietra angolare della dottrina della sicurezza nazionale di Bush. Discorso del giugno 2002: gli americani devono essere “pronti, se necessario, all’azione preventiva per difendere la nostra libertà e la nostra vita … E questa nazione agirà”.

Allarmi di alto rischio (febbr 2003 e dic 2003); probabilmente si basarono su informazioni falsificate.

7 – BASI MILITARI

* Negli ultimi due decenni gli SU hanno instaurato una presenza militare non soltanto in Iraq e in Afghanistan, ma anche in diverse ex repubbliche sovietiche.

* Complessivamente esistono 725 basi all’estero in 38 ( o 33) paesi nel 2001; nuove in Qatar (aerea), nel Golfo di Oman (aeronavale), in Kosovo, Kirgizistan, Uzbekistan (stati autocratici); sono dispiegati all’estero 250 000 militari  e 250 000 civili . Solo Spagna, Grecia, Francia e Filippine on tempi diversi chiesero la fine della presenza militare degli SU.

Anche dopo l’11 settembre prevale la continuità nella politica estera segli Stati Uniti.

Una parziale discontinuità è invece evidente dopo il dissolvimento dell’URSS: gli SU si sentono più liberi di agire anche al di fuori delle convenzioni intermazionali, delle autorizzazioni dell’ONU e del giudizio degli alleati, e lo proclamano apertamente. La politica di espansione della presenza militare e dell’influenza politica si rafforza.

PS: queste note critiche no possono farci dimenticare i fondamentali e generosi interventi degli SU nella prima e nella seconda Guerra mondiale, questi sì in difesa (anche) della democrazia.

 

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