Cantiere Fiorentina: è presto per i bilanci, superlavoro per Pioli | StampToscana
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Cantiere Fiorentina: è presto per i bilanci, superlavoro per Pioli Opinion leader

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Firenze – Non si devono trarre conclusioni affrettate dopo due partite. Ma qualcuno le aveva tratte anche prima che queste partite fossero giocate, giacché aveva premiato Corvino con un rinnovo del contratto fino al 2020 senza aspettare di verificare se aveva fatto bene il suo lavoro. Un vero e proprio lapsus! Perché faceva intendere apertamente che il lavoro di Corvino consisteva nel portare a casa denaro contante, cosa che si giudicava ben fatta, e non nel ricostruire la squadra.

E del resto chi potrebbe far ricostruire una squadra “da Europa” (come aveva rassicurato Antognoni) a uno che nella sua carriera ha fatto benino a Casarano e a Lecce, che ha avuto tre anni fortunati, ancorché controversi, a Firenze ma in tempi di vacche più grasse, quando ci si poteva anche  permettere di comprare venti giocatori per cavarne fuori un paio o tre buoni, e che poi era stato “provato” da una società professionistica seria, il Bologna, per essere praticamente licenziato dopo pochi mesi? Il Bologna, due anni fa, aveva le stesse esigenze di ricostruzione che la Fiorentina ha quest’anno, ma in poco tempo aveva giudicato Corvino non idoneo all’uopo.

Al contrario dei Della Valle, che valorizzano invece soprattutto le persone che costano poco e che sono sufficientemente incompetenti da garantire un contegno servile. Quello che mi meraviglia è Antognoni, che si intende di più di calcio e che non può aver detto convinto che la Fiorentina sarebbe stata alla fine competitiva per gli stessi obiettivi di questi ultimi anni; proprio mentre  vedeva sostituito un attacco da 40-50 reti, qual era quello con Ilicic-Bernardeschi-Kalinic, con uno da 15-20, come appare anche al profano quello con Chiesa-Eysseric-Simeone. Forse 5 in più con Thereau!

Ma ripeto: non traiamo conclusioni affrettate sui nuovi. Sperando che non le stia traendo affrettate neanche Corvino. Perché non siamo noi a sfiduciare Vitor Hugo o Gaspar o Tomovic. Era di giugno l’arrivo in pompa magna dello stopper brasiliano al prezzo speciale di otto milioni, mentre è dell’ultim’ora il ripensamento in quel ruolo da parte del Corvo con l’acquisto di Pezzella; ed era stato precoce anche l’acquisto di Gaspar, giovane presentato almeno come migliore di Diks (che, nel frattempo, sta facendo faville nel Feyenoord!), al quale però, sul finire del mercato, si preferisce il modestissimo ex-terzino dell’Empoli Laurini.

E qui un consuntivo si può comunque fare: dall’anno scorso, per ovviare ai problemi vistosi della nostra difesa, sono stati acquistati Diks (2,5 mil.), Gaspar (4), Salcedo (prestito), De Maio (prestito), Milenkovic (5), Maxi Olivera (4), Biraghi (2), Milic (3,5), Vitor Hugo (8), Hristov (1), Pezzella (riscatto a 10 mil.) e ora arriva con obbligo di riscatto a 2 mil. Laurini. Affari da più di 40 milioni (senza contare gli stipendi pagati a gente che si e no ha giocato due partite) ma in campo vanno soltanto i 2 milioni di Biraghi e i futuri 10 di Pezzella.

Ora di sicuro non più Tomovic.  Se la Viola avesse tenuto Venuti (costo zero), non avesse regalato Mancini al Perugia (Mancini è stato subito ricomprato dall’Atalanta per più di un milione e ieri sera è stato il migliore in campo nella Nazionale Under 21!), magari avesse riscattato Piccini esercitando il diritto di ricompra, avesse dato fiducia a Diks, forse avrebbe risparmiato un’altra ventina di milioni e li avrebbe potuti investire in un giocatore vero e provato. E immagino che in quel caso, con altri 10 milioni e più economizzati, Corvino si sarebbe meritato un rinnovo a vita!

Ho già detto cosa penso anche della cessione, improvvida, di Ilicic a 5,5. Domenica lo sloveno ha giganteggiato a Napoli, di gran lunga il migliore nell’Atalanta che ha preso in mano dall’alto della sua classe e della sua tecnica. Esattamente quello che ci sarebbe voluto a Firenze per guidare un attacco di giovani. Ma Ilicic è stato svenduto e noi ci teniamo, al costo di 9 milioni, il fantasma di Saponara. Bravo Corvino, ma soprattutto bravi i DV, che hanno voluto scientificamente tutto questo.

Non ci resta che Pioli! Mi fido di lui, anche se per ora ha assecondato troppo l’idea, forse impraticabile, di una Fiorentina  d’attacco, affidata a trequartisti e “ali” di belle speranze. Certo, sono quelli i giocatori più richiesti sul mercato. Già quest’anno Berna è stato venduto a 40 milioni e Chiesa ne costava altrettanti. E se la Fiorentina vuole continuare a essere un supermercato, fa bene a vedere di trarre plusvalenza eccezionali da Hagi o Zekhnini.

Ma questa squadra non può scherzare col fuoco, visto che la sua partenza è da ultima in classifica. Pioli dovrà diventare quel “realista” che il suo predecessore è stato solo a parole, e la chiave per diventarlo è proprio fare esattamente il contrario di quello che ha fatto Sousa: rispettare le caratteristiche e le prerogative dei singoli, ritagliare loro addosso un modulo confacente (il che vuol dire, per esempio, non mettere più in campo Benassi esterno o nella trequarti a pressare i difensori avversari), e cercare di cavare il meglio da questa rosa .

Per esempio, sfruttare il fatto che si hanno in Badelj e Veretout due “registi” vecchio stampo e niente male, merce rara di questi tempi, che saprebbero aiutare la difesa e anche far partire un gioco ragionato, senza frenesia e senza eccessiva velocità (che porta a sbagliare e ad avvilire i giovani che sbagliano).

Vorrei una Fiorentina più Chievo , Sampdoria o Spal che non  Juventus. E non solo perché è con quelle squadre che realisticamente dovremo misurarci, ma anche perché sarebbe con un centrocampo più votato alla manovra e a far densità che si potrebbe sperare di battere una Juve col centrocampo a due. Prima che ci ripensi!

 

Foto: Andrea Della Valle

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