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Il blog di Francesco Colonna
Voltagabbana

Direzione Pd: è l’ora che ciascuno faccia le sue scelte Opinion leader

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Pistoia – Pistoia, anno 2012. La data delle Primarie a Segretario del Pd. Una data che ha segnato la mia vita politica, indubbiamente. Da anni impegnata nel Pd, sin dalla sua costituente nel 2007, mi sono schierata a sostegno di Matteo Renzi a Segretario. Lo seguivo sin dalla prima Leopolda, e non è un segreto, non ho mai smesso di supportare le sue idee di rinnovamento, anche se ciò mi ha comportato emarginazioni.

Non importa, mai pentirsi delle proprie idee, la storia insegna. C’è stato chi ha sacrificato la sua stessa vita per i propri ideali, in tempi in cui o non era permesso averli e neppure pensarli. Ed il 2012  è una data che molti non dimenticano, quei molti che sin dalla prima Leopolda erano intenzionati a cambiare le cose che non andavano, desideravano ” rottamare” quel vecchio e stantio sistema politico che già in apnea, stava perdendo pezzi per strada.

E’ stato un anno che a Pistoia ha dato i suoi frutti. Lo si può ben leggere dai dati dell’epoca, un ottimo risultato per Renzi, dato sicuramente dalle sue capacità ma anche dal lavoro di tanti di noi che hanno messo in campo tempo e tanto lavoro nel territorio. Un lavoro che oggi potrebbe essere a forte rischio di perdita di consistenza e valore, questo già lo stiamo annusando nell’aria, e sarebbe un enorme delitto.

Perché quando si perdono pezzi per strada, in politica, non è mai cosa buona. Passo al 2016, ed al referendum. Anche qui, arrivare al 41% non è stata poca cosa e non l’ho mai ( Mai!) ritenuta una batosta. Credo, anzi, che nonostante il Governo avesse contro l’opposizione, quella vera, politica, oltre a quella interna, fatta di persone che si sono da subito sfilate dalla sfida che quelle, anche peggio, che pur dichiarando in filo di rasoio, il sostegno al Si, non si sono mai viste una volta ai vari appuntamenti divulgativi e di confronto con i cittadini, al fianco dei nostri esponenti parlamentari e regionali, sia andata anche troppo bene. E dovrebbe far riflettere.

Quindi, cara minoranza, la vostra arroganza e le tirate di orecchie fatele a voi stessi, più che battere le mani e brindare dopo l’esito del voto, e gioire nel sentire  “fischiare” i renziani dalla sala di un Circolo! Perchè questi “renziani “, cari “compagni”, sono esattamente di sinistra come voi, lottano esattamente come voi, per fare cose buone ed il Governo Renzi, che è di fatto nostra espressione, lo ha dimostrato con le ottime cose portate a casa.

Certo, poteva fare di più, poteva fare meglio, ma voi, che avete fatto in tutti questi anni? Dove eravate prima di Matteo Renzi? Attendo con trepidazione la proposta che il nostro Segretario oggi farà alla direzione Pd. Sono certa, e me lo auspico, conoscendolo, che sarà frutto di riflessione e di un’approfondita analisi e valutazione. Dopo un periodo di silenzio ed isolamento, servito anche a capire su chi davvero poter contare, sicuramente, dopo oggi, avremo il quadro completo del futuro del nostro partito. O, per meglio dire, del nostro futuro. A noi starà la scelta, dopo la riflessione che ognuno dentro sé dovrà fare, senza fideismi ciechi assoluti e senza atteggiamenti da cheerleader che fanno solo danni, prima di tutto al segretario stesso.

E la decisione sarà dipendente da ciò che uscirà oggi, inevitabile. Saremo costretti a decidere da che parte stare. Dimissioni, congresso o elezioni subito, tutto da vedere, ma certamente così non è più possibile continuare. Perché anche io, come tanti, sono dell’idea che Renzi non debba più sottostare ai ( neppur tanto franchi) tiratori che si permettono pubblicamente di dileggiarlo in toni che neppure ai tempi di Berlusconi accadeva.

Ed era l’opposizione, si badi bene. Mi chiedo, certa di non sbagliare, quando mai dal palco della Leopolda sia stato preso un simile atteggiamento. Alla Leopolda si parlava di idee, di programmi, di investimenti per il futuro, chiamando tutti a raccolta, invitando i dirigenti nazionali, non di demolire un Partito, ma di rinnovarlo mettendosi tutti attorno ad un tavolo. Rottamando, è vero, ma il vecchio metodo, non certo le persone. Sono fermamente convinta che vi siano soggetti che possono dare ancora molto ad un partito, ma non con le guerre a cui si uniscono.

Aggiungo in ultimo, ma come si dice, in ultimo ma non ultimo, che per quanto mi riguarda Matteo Renzi rappresenta un’idea, una politica nuova e diversa, un riformismo che davvero poteva, e può ancora, cambiare l’Italia, in meglio. Non è lui come persona che a me interessa. A me come ai tanti, interessano le azioni concrete, i contenuti, le proposte e la forza delle sue idee. Potrebbe chiamarsi “pinco pallo”, va bene lo stesso.

Questo per sgombrare il campo da chi ci critica di eccessivo leaderismo. Non lo è, è solo desiderio forte di vedere una politica finalmente e davvero diversa. Una politica che faccia rinnamorare e non scappare a gambe levate gli iscritti e gli elettori. Perché così accadrà. Si alzi in piedi chi ritiene che non debba e possa essere un nostro diritto volerlo, e lo dica, e ci dia anche però diritto di replica. Non con riunioni strette ai dirigenti con i monologhi sempre più sterili e autoreferenziali, ma si diriga l’attenzione alla platea di persone comuni, militanti , sempre pronti a dare il proprio tempo per la causa. Lo facciano, lor signori, perchè i cittadini votano. Ricordatevelo. Ed è finito il tempo delle truppe cammellate e delle telefonate con i diktat soviet, che ben conosciamo, di andare a votare per tizio o caio.

Oggi la gente è cambiata. E le rendite di posizione sono finite. E se i giovani, come dice Fontanelli, deputato pisano, votano altro perché vedono il Pd come partito di establishment e potere, dovreste chiedervi il perché. Voi, della vecchia politica, non i “renziani”. Un Partito partigiano, dice il governatore Rossi, che sia “dalla parte dei lavoratori, dei più deboli e di chi non conta nulla. Ma non con i petrolieri e con i golfisti”.

Peccato che l’economia se non gira, non gira a causa della mancanza di attrattività di un Paese, degli investimenti che vengono fatti, delle possibilità di lavoro che così vengono a crearsi. Non certo si possono aiutare i più deboli con i sussidi ricavati dalle briciole dei disavanzi dei bilanci, oggi sempre meno. Ed allora abbassiamo davvero i toni e ripensiamolo questo partito, ma con rispetto e come ha detto nel suo intervento il segretario regionale Parrini, ” Con l’amore per le proprie posizioni ma anche la passione per l’unità”. Molte città andranno alle amministrative, vorrei non dire, l’indomani :  ” io l’avevo detto”. Auguri Pd.

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