Fiorentina, come buttare via le partite e vivere felici | StampToscana
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Il blog di Francesco Colonna
Voltagabbana

Fiorentina, come buttare via le partite e vivere felici Opinion leader

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Firenze – Se un giorno mi dicessero che la partita contro l’Empoli è stata venduta sarei più contento. Come sarei contento di svegliarmi e realizzare che frasi pronunciate da Sousa come “io all’Europa ci credo ancora”, o “i giocatori non meritevoli stanno fuori”, o (per l’ennesima volta) “io metto in campo una squadra per vincere”, svanissero insieme all’incubo che le ha generate.

Prendiamo quest’ultima sentenza. O Sousa continua a prendere la gente per i fondelli con dichiarazioni gratuite, tanto per dire qualcosa passatempo, oppure rivela a tutto tondo la sua inettitudine. Perché soltanto un bambino malcresciuto può credere davvero che mettendo in campo tanti giocatori d’attacco, a dispetto degli equilibri, si vincano le partite e comunque si salvi l’onore.

Il fatto grave è che il Mister aggiunge di sapere bene di “correre dei rischi” a giocare così. Ma allora? Non se le ricorda le partite, tutte uguali, giocate “all’attacco” contro Crotone, Bologna, Cagliari, Pescara, risolte in extremis con un golluccio (e in qualche caso grazie agli arbitri! Vedi Crotone in casa!) contro squadre che perdevano di goleada da sei-sette partite, o che la domenica dopo ne prendevano cinque in casa? Non se le ricorda le tre partite giocate contro il Carpi lo scorso anno, tutte giocate testardamente in fotocopia, con il rischio di perderle tutte e tre (salvo poi lamentarsi che “sfortunatamente” aveva perso proprio quella che eliminava la Viola dalla Coppa Italia al primo turno!)? E io mi chiedo: si può continuare a pagare uno stipendio ad un tecnico che sta distruggendo, nel fisico, nell’autostima e nell’immagine, la “nostra” squadra?

Eppure ieri, a fine partita, ho sentito parlare soltanto di arbitraggio inadeguato, di “tradimento” di Pasqual, e di un focolino di speranze per l’Europa ancora acceso. Di gioco non parla mai nessuno. Nessuno che dica che Sanchez in difesa si è confermato un insulto alla logica e alla fisica; che Borja Valero è al terzo rigore provocato, perché inadatto ad aiutare la difesa da ultimo di centrocampo; che Tello per regalarci uno spunto efficace (e, badiamo bene, solo con l’uomo a distanza) mette a bilancio una partita disastrosa nei recuperi e negli appoggi ai compagni; che i due di centrocampo sono massacrati da un lavoro che non sanno sostenere; che non è possibile vedere Ilicic (o non era fuori come “giocatore non meritevole”? Strano sia stato poi il migliore – si fa per dire – della Viola!) rincorrere affannosamente i centrocampisti avversari nelle ripartenze; che tenere Badelj in panchina per vedere in campo gente come Tello, come questo Chiesa spompato, o come il Bernardeschi “distratto” di questi tempi è roba da perizia psichiatrica per chi lo decide…

All’ora di pranzo, invece, abbiamo visto tutti che tecnico la Fiorentina ha licenziato pretestuosamente due anni fa. Un tecnico che ha con umiltà preso una squadra di raccattati e di superstiti, senza fare campagna acquisti (l’unico giocatore che ha voluto è stato Deulofeu; e qui risparmiamoci ironie che sarebbero facili se si volesse fare un confronto con Tello…), e che fa giocare la squadra alla grande, con tutti i giocatori valorizzati al massimo se non addirittura resuscitati (verrebbe da chiedersi anche come mai Mati Farnandez, che la Fiorentina ha prestato per risparmiare un ingaggio, debba essere a Milano a vincere le partite di una nostra concorrente per l’Europa mentre Cristoforo, pagato per sostituirlo, sta in panchina tra “i non meritevoli”).

E quel tecnico gioca e vince con Bacca unica punta (tra l’altro ieri il peggiore in campo), creando almeno il triplo delle occasioni da gol che crea la Fiorentina con quattro attaccanti, facendo segnare i difensori (come accadeva a Firenze), e…il tutto in barba alla maledizione dei titolari assenti che sembra inseguirlo a tutte le latitudini! Ma confrontare Montella con Sousa è semplicemente immorale. Il confronto è tra un lavoratore onesto, paziente, ossequiente, aziendalista, educato (e preparato) con un piacione smargiasso, velleitario, egocentrico, quanto incomprensibile in tutte le sue manifestazioni (non solo quelle parlate) e palesemente incapace a gestire una squadra che tra l’altro continua a dire “non sua”.

Sabato sera la Fiorentina giocherà contro l’Inter. Speriamo che qualche dirigente che conta un po’ di più di Farias sia allo stadio. Perché se Pioli vede lo stato di abbandono e di rassegnazione che c’è qui a Firenze, col cavolo che viene l’anno prossimo a rovinarsi una reputazione!

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