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In viola: le gesta del Corvo e il bersaglio sbagliato Opinion leader

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Firenze – I tifosi, invece di contestare i DV per gli investimenti mancati e per la liquidazione della squadra che, ormai si è capito, aspetta soltanto di essere venduta, avrebbero dovuto fare qualcosa di molto più concreto e giusto: rifiutarsi di andare allo stadio se era Corvino a rifare la squadra! Noi tutti che amiamo davvero la Fiorentina, delusi e immalinconiti ma ormai rassegnati a quello che sta accadendo, non chiedevamo altro: ripartiamo pure da zero, succede che si debba; ma con la garanzia di farlo all’insegna della competenza e di una vera professionalità.  E invece la Fiorentina ha affidato a Corvino la rifondazione.

Per argomentare coi dati quello che qui denuncio, riassumo le gesta del Corvo in questi due anni; due anni in cui mi pare che il nostro ha ormai dilapidato anche la nomea di bravo affarista sul mercato. Corvo ha il problema, annoso, dei terzini: in due anni prende Diks, Olivera, Gaspar, Milic, Laurini, Biraghi, Scalera: costo complessivo una ventina di milioni, con Biraghi da riscattare. Nel ruolo vende Tomovic per 0,3; Tomovic che in queste settimane e’ diventato l’”uomo che ha annullato Mertens” ed è già rimpianto.

Poi Corvo ha anche il problema del centrale di difesa, dovuto al mancato rinnovo di Gonzalo: compra Milenkovic, Vitor Hugo, Hristov, dopo aver negato il riscatto di Salcedo e di De Maio, e poi prende in prestito all’ultimo minuto di mercato Pezzella (che però sarà da riscattare). Costo delle operazioni in entrata 14,6 (più i 10 del riscatto di Pezzella). Nel frattempo Il Corvo regala misteriosamente Mancini al Perugia (forse soltanto perché era un pupillo di Montella?), giocatore che subito viene ricomprato per più di un milione dall’Atalanta e che ora gioca nella Nazionale Under 21 di Di Biagio. Qualcuno che lo vede giocare mi dice che vale due Vitor Hugo, ma senz’altro quel qualcuno è un “rosicone”; perché come può sbagliare un Corvino che al tempo di Prandelli ci disse che Tagliani e Brivio li avremmo visti entro un anno in Nazionale e che il centrocampo della Viola era a posto perché c’era Di Tacchio?.

E, a proposito di centrocampo, parliamone, perché lì la Viola ha dovuto sostituire due campioni come Borja e Vecino, venduti all’Inter per 36 milioni. E in questo caso Corvo sembra aver indovinato un bravo francese, Veretout,  preso per 7 milioni, e ha investito su Benassi, preso a 10, dopo aver riscattato Sanchez e Cristoforo per circa 7 (che forse è una valutazione eccessiva). Nei costi del centrocampo di Corvino andrebbero aggiunti anche quelli di Eysseric (4) e di Schetino (circa 3, se non ricordo male), praticamente per far quasi pari tra entrate e uscite.

Ne valeva la pena? Sì, mi si dice, nell’ottica del contenimento del monte ingaggi; ma complessivamente, non mi pare che l’”affarista” Corvino questa volta si sia distinto per grande sagacia né per preveggenza, visto che il povero Pioli ha dovuto cambiare gioco per sistemare in campo il più costoso di tutti, Benassi. Poi ci sono i trequartisti, quelli su cui si punta di più quando si decide di giocare un 4-2-3-1 come aveva deciso in precampionato Pioli. Vanno via Ilicic (5,5) e Bernardeschi (40), va via Rebic (ovviamente, senza aver quasi mai giocato e a meno di quanto era stato pagato a suo tempo), e se Dio vuole va via anche Tello (da notare che nella cantera del Barcellona c’erano tre più o meno coetanei in esubero nello stesso ruolo: Keita, Deulofeu e Tello, che tra l’altro in partenza era il più caro di tutti. Indovinate su quale dei tre ha puntato Corvino consigliato da Sousa?!).

Nel ruolo arrivano Dias in prestito, Zekhnini (1,5), Thereau (2), Castrovilli (1,4, poi prestato). All’attacco va via Kalinic per 24 milioni e arrivano Simeone per 18, Vlahovic per 1,5, Graciar per 1 e Lo Faso per 0,3. Soprattutto, resta Babacar! Facendo i conti per bene il saldo attivo della Fiorentina risulta di 38,65 milioni. Ma poteva essere ben maggiore se ad acquistare e a vendere fosse stato un Tare; che non è facile trovare (torna anche di rima), ma che è indispensabile cercare quando si fanno operazioni radicali come quella della Fiorentina in questi anni.

Oppure un Pradè! Lo conoscete? Vi ricordate che, insieme a Montella, ha fatto grande la Fiorentina prima di lasciarla circa due anni fa? Ora è alla Samp, dove ha portato diversi giocatori che aveva già prenotato per la Viola (Linetty e Praet, per esempio). E anche Pradè ha avuto in questi due anni il problema della difesa. Solo che lui alla Samp ha comprato Skriniar a 600.000 euro (e ora l’Inter, se lo vuole riscattare, deve sborsare 28 milioni) e Bereszynski a 1 milione e mezzo (già appetito da mezza Europa). Mi piacerebbe sapere perché Pradè è stato “licenziato” dai DV, mentre al bravo Corvino è stato rinnovato il contratto fino al 2020! Ma se lo chiedo, i DV chiamano gli avvocati! E allora, come non detto.

Un vecchio DS viola, con cui mi è capitato di parlare a un pranzo, mi ha insegnato una cosa che ritengo sacrosanta: un vero DS compra tre-quattro giocatori e li indovina tutti (un Sabatini ha sempre fatto così). Diffidare di chi ne compra venti per valorizzarne due; come quelli che fanno aggiotaggio di cartelle del bingo per sperare almeno di vincere un ambo! Ricordo anche un altro DS serio e onesto, Baldini, che alla fine di un grande campionato della Roma dette le dimissioni soltanto perché aveva “pensato male”: aveva infatti pensato di vendere Panucci e Montella che invece alla fine furono gli eroi eponimi di quella Roma!

Altri tempi, o soltanto altre “persone” e altri professionisti? Io penso che una società seria dovrebbe licenziare un DS (Corvino) soltanto perché vende a 800.000 euro Capezzi al Crotone che a sua volta istantaneamente lo rivende a 1 milione alla Samp (io gli avrei almeno detratto quelle 200.000 euro dallo stipendio). Ma lo licenzierei anche per aver ceduto per miseri 5,5 Ilicic all’Atalanta (Saponara è costato 9), quando è sotto gli occhi di tutti che il giocatore ne vale 15 a regalarlo, e che soprattutto, tenendolo, sarebbe stato l’ideale per allevare la nidiata di giovani che in questo momento, dalla trequarti in su, stanno balbettando e soffrendo.

E qui va detto che la cessione di Ilicic è un po’ colpa dei tifosi, che gli hanno dato sempre addosso dai tempi di Montella. È questo che voglio raccomandare: tifosi, troppo spesso sparate sul bersaglio sbagliato! Ora, se volete davvero il bene della Fiorentina, premete perché Corvino se ne vada. Prima di gennaio!.

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