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Cia Toscana Centro lancia una Rete per l’agricoltura sociale Firenze, My Stamp, Pistoia, Prato

il presidente di Cia Toscana Centro Sandro Orlandini e il coordinatore del progetto per l'agricoltura sociale Enrico Vacirca

Creare un coordinamento permanente: una Rete di aziende agricole, cooperative sociali, servizi pubblici e associazioni che costituiscano il punto di riferimento per la promozione, lo sviluppo e la realizzazione di progetti di agricoltura sociale nelle province di Firenze, Pistoia e Prato. Una Rete da cui possano nascere anche “microfiliere di cibo etico” e più in generale linee di prodotti agricoli etico-sociali.

E’ l’obiettivo finale a cui sta lavorando Cia Toscana Centro Fi-Po-Pt sotto la regia di Enrico Vacirca. Il secondo incontro di questo percorso, introdotto da un saluto del presidente Sandro Orlandini, si è svolto il 28 febbraio nella sede di Cia Pistoia. Erano presenti rappresentanti di aziende agricole, cooperative sociali e società della salute già impegnati negli anni scorsi in progetti di agricoltura sociale.

Nell’occasione è stata presentata una prima versione di una carta d’intenti che sarà firmata da chi aderirà alla Rete per l’agricoltura sociale e sarà fatta girare in modo che aderiscano altri soggetti accomunati dagli stessi intenti. La carta d’intenti contiene innanzi tutto la specificazione dei valori fondamentali a cui si ispirano i firmatari: l’impegno per la “costruzione di una società inclusiva” e per la “cooperazione mutualistica”. Seguono alcuni obiettivi condivisi quali: creare un’unione e rete di scambio fra i soggetti aderenti alla Rete; valorizzare e promuovere progetti di agricoltura sociale che mettano al centro la persona escludendo ogni forma di speculazione; creare opportunità di inclusione sociale e lavorativa di persone svantaggiate.

Durante l’incontro sono state proposte alcune integrazioni al testo che saranno messe nero su bianco per il prossimo appuntamento e si è stabilito di creare un nucleo operativo ristretto che scriva il regolamento della Rete, che avrà fra gli scopi anche definire i requisiti minimi delle aziende agricole che possono aderire, sia pure in uno spirito di grande apertura a nuovi ingressi e ad agricoltori privi di esperienza ma interessati.

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