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“Sopracchiamato Gnicche”. Al Circolo Artistico di Arezzo la presentazione del nuovo libro di Enzo Gradassi Arezzo, My Stamp

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A metà marzo 1871, durante il tragitto da Tegoleto alla caserma di Badia al Pino, la pallottola di un carabiniere freddò il fuorilegge Federigo Bobini, meglio conosciuto come Gnicche, durante il suo ennesimo tentativo di fuga.

Fu l’epilogo drammatico del più famoso brigante aretino dell’Ottocento, o meglio, fu la fine della sua vita ma l’inizio della leggenda. Da allora, infatti, la fama del bandito crebbe a dismisura e ancora oggi la memoria popolare ci parla di un uomo che amava vestire elegante, garbato con le donne e spavaldo con i potenti. Le carte e il ballo erano le grandi passioni, la capacità di trovare rifugi improbabili e di beffare le forze dell’ordine le sue peculiarità, i gesti di carità verso i meno fortunati una maniera per accattivarsi la simpatia della popolazione più povera.

Era davvero tutto questo Federigo Bobini? Un sorta di Robin Hood de noialtri?

gniccheProva a rispondere al quesito Enzo Gradassi nel suo nuovo libro intitolato “Sopracchiamato Gnicche(Fuori|onda Libri), che si candida a diventare una delle uscite più interessanti e ricercate di questo Natale.

Per ricostruire le vicende del brigante, lo scrittore aretino mette da parte i racconti romanzati e si affida agli atti giudiziari, ai verbali delle forze dell’ordine, alle testimonianze rese ai magistrati del tempo. E per la prima volta conosciamo le parole con le quali Gnicche stesso, nel corso di molti interrogatori, si difese dalle accuse che gli venivano mosse.

Tra la città e la campagna aretina del tempo Gradassi fa muovere il fuorilegge e i suoi misfatti, i complici e gli avversari, gli amori e i vizi.

Poco spazio dunque alle leggende, che lasciano finalmente posto a documenti inediti e a tutti quei motivi reali che hanno contribuito a creare il mito di “Gnicche” nella tradizione popolare.

Giovedì 7 dicembre, alle ore 17, Enzo Gradassi presenterà il suo nuovo e imperdibile libro al Circolo Artistico di  Arezzo, in Corso Italia 108. Con l’autore interverranno Massimo Baioni dell’Università di Siena e Guido Albucci, direttore di Radio Italia 5.

 

gradassiEnzo Gradassi, Arezzo 1950, ha la presunzione di raccontare solo vicende documentate di personaggi reali che, in tempi diversi, hanno lasciato un segno del proprio passaggio ad Arezzo e nel suo circondario. Ha pubblicato per Protagon Editori toscani, Le belle storie aretine di Giovanni Fantoni (1995). Per Il Mio Amico L’ingiustizia assoluta. Memoria di un progetto di vita e della sua distruzione. Gebbia di Civitella in Valdichiana (1998). Per Le Balze, Innocenti. Un eccidio aretino nel 1944 (2006). Per Zona, Sesto senso. Una famiglia ebrea in Casentino (2010). Per fuori|onda, Il cerchio chiuso. Arnaldo Pieraccini, fare un Manicomio da disfare (2012); Sagresto. Sventurato citto(2013); Il Capitano Magro. L’avventura di un giovane aretino da Fiume alle Fosse Ardeatine (2014); Vento (2015); Dispersione (2016). Per Effigi Ci giurammo eterno amore (2017).

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