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4 marzo, ipotesi e scenari del day after Breaking news, Politica

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Firenze - Soltanto poche ore e poi sapremo chi riceverà il mandato per prendersi cura “dei beni” del paese e mai come stavolta il quadro resta confuso.

Tra le ipotesi in campo quella di una vittoria del centro-destra resta la più accreditata dai sondaggi e tra gli esperti. Sul fatto poi che quest’ultima coalizione riesca effettivamente a governare i pareri si fanno più sfumati. Riuscirà Berlusconi a convivere con Salvini ? Salvini accetterà di stare in un governo a guida forzista (Tajani) ? I voti ottenuti saranno sufficienti a garantire allo stesso centro-destra maggioranze certe per Camera e Senato ?

Per il centro-sinistra, l’approdo al governo appare ancor più difficile e salvo repentine inversioni di tendenza, la conquista di una maggioranza a tutto tondo resta un’ipotesi lontana. Potrebbero però aprirsi strade inedite: un’alleanza con i 5 Stelle e LEU, senza Renzi; un Gentiloni bis, con o senza Renzi, ma con l’appoggio di FI nel caso Berlusconi ritenesse conveniente differenziarsi dalla destra identitaria di Salvini e Meloni.

I 5 Stelle, da parte loro, certi di poter contare su di un risultato che li spinga al primo posto tra le forze politiche hanno già presentato al Quirinale la propria squadra di ministri, ma anche per loro il percorso verso il governo del paese e irto di “se”. Se la destra non riuscirà a formare un governo; se Fi ed il Pd non avranno consensi e seggi sufficienti per un governo di larghe intese; se Renzi starà in posizione defilata. Allora, forse, potrebbe prendere corpo l’ipotesi avanzata da Di Maio di un “governo di programma” orientato a sinistra e blindato da un “contratto” da far sottoscrivere a tutti i possibili compagni d’avventura, Pd, Leu, Più Europa. Oppure, seconda ipotesi ed extrema ratio, “se” un accordo con il centro-sinistra non sarà praticabile, “andrà bene pure Salvini”.

Insomma, gli scenari possibili sono molteplici, ma un dato tra tanta incertezza è più evidente degli altri: il fallimento anzi tempo della nuova legge elettorale. Fatta la legge, trovato l’inganno e l’inganno sta proprio nelle tante incertezze che la nuova normativa sembra alimentare. Anzitutto perché tra i tanti scenari che possono aprirsi la costante resta quella di governi che “se” riusciranno a insediarsi saranno il prodotto della liquefazione delle coalizioni elettorali e del riaggravarsi delle forze politiche in maggioranza governative “senza mandato”, ma forti di un consenso “estorto” ai cittadini. Ultima possibilità potrebbe essere quella di un governo che non governerà, ma nascerà con uno scopo preciso: una nuova legge elettorale con cui tornare “presto” alle urne. Anche in tal caso, però, viste le tante preclusioni e veti che contraddistinguono le relazioni tra i partiti, “presto” assume un significato indefinito. Presto tra pochi mesi, un anno, due anni e se con quel presto finissimo per arrivare a fine o quasi della prossima legislatura ?

Mi sembra che mai come stavolta il cittadino-elettore si trovi in mezzo ad un guado, votare per qualcuno ed essere governati anche da qualcun altro ? votare per un programma e vederlo disatteso in ragione di un qualsiasi governo di scopo ?

Coerentemente con una situazione contrassegnata da tanta incertezza, la differenza potrebbero farla i tanti indecisi, il timore di vedere Salvini a capo del governo, il ritrovarsi con Berlusconi nella veste di padre nobile e garante della prossima legislatura, la possibilità di un inciucio M5S-Lega, potrebbero motivare parte di quell’elettorato incerto se e per chi votare, ma comunque orientato verso il centro-sinistra e la sinistra, a destra si voterà comunque, a gettarsi nella mischia. Questa forse sarebbe l’unica novità in grado di alterare gli scenari delineati, personalmente me lo auguro, ma il quadro di fondo resterebbe lo stesso: un paese in preda all’incertezza dove qualcuno governa e tutti tirano a campare in attesa del prossimo giro di giostra.

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