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A Prato il Pd promuove la sanità toscana: “Raggiunti obiettivi importanti” Politica, Società

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Prato - Ha preso il via da gennaio una serie di incontri promossi dal Partito Democratico nei circoli Arci della città  dal titolo “Sanità e Sociale: risultati e progetti per Prato”. Agli incontri partecipano il segretario provinciale del Pd Gabriele Bosi, il presidente della Quinta Commissione consiliare Gabriele Alberti, il segretario del circolo tematico del Pd sulla Sanità Pasquale Palumbo, il presidente della Società della Salute Michele Mezzacappa ,l’assessore alla salute Luigi Biancalani e il consigliere regionale Nicola Ciolini.

Un modo per avvicinare i cittadini ( li incontri sono pubblici) a una realtà variegata e complessa come la sanità pratese, ma che sulla base dei dati e nonostante qualche zona d’ombra, dimostra di aver raggiunto obiettivi importanti e sensibili per chi ricorre alle strutture sociali e cure sanitarie.

“Nel 2016 – afferma il consigliere  regionale Nicola Ciolini  - è stata attuata la riforma sanitaria che abbiamo approvato nel dicembre 2015, dopo che tutte le forze di opposizione sostenevano che quella riforma avrebbe distrutto il sistema sanitario toscano, ma oggi il ministero ci dice che il nostro sistema ospedaliero, secondo il rapporto SDO riferito all’anno 2016, è risultato il più efficiente e il più efficace d’Italia. Ancora una volta la Toscana è la migliore per i livelli essenziali di assistenza. Certamente possiamo e dobbiamo fare ancora meglio ma questo dimostra che il nostro sistema sanitario funziona bene.”
L’elenco delle cose fatte è lungo e si va dalla demolizione del vecchio ospedale, prevista per l’anno in corso, all’ampliamento del nuovo, il Santo Stefano, con la realizzazione di una palazzina il cui terzo piano verrà totalmente equipaggiato e riservato ai malati oncologi,per un costo totale di 10 milioni di euro finanziato dal governo, a cui si aggiungeranno 2 milioni della Regione Toscana. Potenziati i posti letto per le cure intermedie che passano da 12 a 54 con 10 posti letto in più per i malati di Alzheimer, previsto anche il ricovero notturno; aperti in tutta la provincia pratese i nuovi distretti sanitari;per evitare lunghe file al Giovannini sono stati aumentati i centri prelievo sul territorio, ma soprattutto si realizza il nuovo centro Sanitario di San Paolo,una struttura che andrà a coprire più di 1500mq di superficie,ovvero più del triplo della precedente struttura.

“Gli  oltre 21 milioni  di euro investiti dal Comune a favore di anziani, minori, inclusione sociale e interventi socio sanitari -così  Gabriele Alberti presidente della Quinta Commissione, -sono  una cifra nella quale troviamo anche fondi europei, governativi e regionali, che dà a Prato il primato toscano per spesa socio-sanitaria. Ci  piacerebbe non averne bisogno  ma la realtà è un’altra. La nostra idea di comunità non lascia nessuno indietro. La coesione di un territorio non è possibile se ci sono disparità eccessive e quindi l’attenzione che viene rivolta al settore del sociale è priorità  di questa Amministrazione.”

Un vero e proprio impegno del Comune di Prato nella sanità ma anche nel sociale con attenzione ai portatori di handicap, per i quali è prevista l’assistenza in centri diurni, informative sulla legge del dopo di noi e contrasto alla povertà attraverso anche il pagamento delle bollette Publiacqua, nonché distribuzione dei farmaci forniti dalla Croce Rossa. Importanti  le politiche fatte per la casa con lo “scanso sfratti” che, grazie ai finanziamenti nazionali, prevede per evitare lo sfratto di morosità la richiesta di una proroga per il secondo anno consecutivo dei contributi.
A Prato poi si avvia il primo esperimento di un housing sociale d’iniziativa pubblica cedendo gratuitamente un’area di proprietà tra via del Purgatorio e via di Gello per la costruzione di 80 alloggi i cui criteri d’assegnazione terranno conto della soglia di reddito familiare lordo fino a 36mila euro: saranno privilegiati i nuclei familiari con reddito più basso, giovani coppie e anziani.Infine,ma non per importanza, gli ultimi dati dimostrano l’azzeramento delle liste d’attesa per l’assistenza domiciliare,una risposta di qualità alle persone anziane e alle loro famiglie, ovvero l’impegno di assicurare contributi per il sostegno al lavoro di cura delle assistenti familiari e per l’emersione di una grossa fetta del lavoro di cura sommerso,in attuazione  della fase pilota del progetto “Assistenza continua alla persona non autosufficiente.”

 

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