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A Quercia (Aulla) una kermesse di due giorni per dire no alla guerra Politica

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Pistoia – Da Quercia per dire no alla guerra. Anche quest’anno si è ripetuta la kermesse di di due giorni dedicata alle festività legate alla befana, ma con un impegno ben preciso, che va oltre il puro divertimento. Quercia è una piccola frazione del Comune di Aulla, e non è la prima volta che si parla di questa località davvero molto particolare, già in passato è stata palcoscenico di manifestazioni molto sentite, partecipate e molto emozionanti.

A fine estate ha fatto da teatro a “Scarpette rosse”, un evento di due giorni contro la violenza di genere messo in piedi dal Comitato Pro loco Valentina Cosci, il Comune di Aulla con Marina Pratici e varie personalità sia del mondo associativo che letterale tra cui Gaia Greco di Culturalmente Toscana e dintorni.

In occasione della Epifania, il borgo è tornata alla ribalta per dire “No” alla guerra ed alla violenza delle armi. L’evento, organizzato dal parroco Don Roberto Turini, storico promotore de “La quercia d’Oro”, con il supporto della delegata alla cultura del Comune di Aulla Marina Pratici, prevedeva la Santa messa, la discesa della calza della Befana lungo il campanile di 25 mt, che quest’anno a causa del maltempo è stata solo una presenza simbolica, e poi, successivamente, la distruzione delle armi giocattolo da parte dei bambini.

Proprio davanti al sagrato della Chiesa, infatti,  i bambini sono stati gli attori principali dell’evento, hanno fatto da scenario alla ventinovesima kermesse. Molto spesso vittime prime delle guerre e dei soprusi, essi hanno portato le loro armi giocattolo per distruggerle a simbolo della non violenza. Un momento emozionante e significativo per dire No a tutte le guerre.

I bambini, bersagli innocenti ed inconsapevoli o peggio, strumenti essi stessi, usati brutalmente per azioni di violenza, hanno reso possibile, di fatto, questo bellissimo appuntamento per un tema importante e degno di venir messo alla ribalta. Ed allora, di fronte a tutto questo, che si può fare? “ Mettere in piedi, intanto, da anni una manifestazione simbolo, come questa, che ponga attenzione al tema difficile e doloroso, è quanto meno indispensabile. E sarebbe meraviglioso diventasse una catena a ripetere in tutta Italia ” dice Marina Paratici, scrittrice pluri premiata per le sue opere, anima molto sensibile a tutte queste tematiche, e aggiunge “ Sono trecentocinquanta mila i bambini e le bambine soldato nel mondo, mandati a morire sulle mine ed abusate sessualmente come accede in Etiopia.”

La scrittrice, delegata alla cultura, è impegnata da tempo nel campo della solidarietà, per i diritti e le tutele dei più fragili. Lei stessa, durante la manifestazione ha parlato del suo contatto con Emergency e Gino Strada, grazie al quale ha adottato a distanza Naftal, un ex bambino soldato mutilato dalle mine antiuomo. Due nuovi appuntamenti già annunciati,  che vedranno ancora il borgo di Quercia alla ribalta, e saranno il prossimo 12 Febbraio, con una giornata dedicata nuovamente ai bambini vittime di guerra e violenza, ed a  Giugno, con  “ vestitini bianchi” , giornata incentrata proprio sui diritti dei bambini. Quei bambini, che alla fine della due giorni a Quercia hanno sparato con i fucili giocattolo colori su di tele bianche creando vere opere d’arte, sono l’immagine bella e pulita, del mondo che vorremmo tutti.

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