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Firenze, nessun dibattito sul rimpasto di giunta, tutte le opposizioni fuori dall’aula Breaking news, Politica

opposizioni palazzo vecchio

Firenze – Il sindaco (assente) non può evidentemente relazionare in consiglio comunale sul rimpasto di giunta conseguente alle dimissioni dell’assessore alle relazioni internazionali e cooperazione Nicoletta Mantovani, nonostante le richieste dei capigruppo di tutte le opposizioni a Palazzo Vecchio di un dibattito in aula, “previsto da Statuto”, e loro non ci stanno: i consiglieri dell’opposizione escono tutti dall’aula. Trentuno minuti dopo, il consiglio comunale viene interrotto.  

Il risultato di quella che potrebbe anche apparire, dall’esterno, come una prova di forza fra la maggioranza e tutto l’arco delle opposizioni, è questo. A tirare le fila della giornata, sono due comunicati, l’uno, congiunto, di tutte le opposizioni, l’altro, in risposta e commento della vicenda, del capogruppo del Pd in consiglio comunale Angelo Bassi.

Dunque, le opposizioni all’unisono (Forza Italia, Firenze riparte a sinistra, M5S, Alternativa Libera, Fratelli d’Italia, La Firenze Viva) ritengono  “Mortificato il ruolo del consiglio. Non ci stiamo a chinare il capo”, mentre da parte sua il capogruppo Pd grida allo “scarso senso delle istituzioni” dei gruppi di opposizione.

“Abbiamo deciso di abbandonare la seduta del consiglio comunale di oggi dopo avere invano richiesto che il sindaco Nardella relazionasse l’aula sul rimpasto in giunta annunciato sui mezzi di informazione sabato scorso – scrivono con dichiarazione congiunta Jacopo Cellai, Mario Tenerani, Luca Tani e Mario Razzanelli (Forza Italia), Tommaso Grassi, Giacomo Trombi e Donella Verdi (Firenze riparte a sinistra), Silvia Noferi e Arianna Xekalos (M5S), Miriam Amato (Alternativa Libera), Francesco Torselli (Fratelli d’Italia) e Cristina Scaletti (La Firenze Viva) – inutile svolgere un consiglio senza nessuna delibera per parlare di tutt’altro, quando invece siamo consapevoli che ci sono state le dimissioni dell’assessore Nicoletta Mantovani ed è stata annunciata la nomina di due nuovi assessori con relativa redistribuzione delle deleghe”. 

Il punto, dicono le opposizioni, è: perché non è stato aperto il dibattito in aula, nonostante la richiesta delle opposizioni e l’art. 31 dello Statuto? “Le opposizioni non ci stanno a chinare il capo davanti a questa mancanza di rispetto non tanto per noi, quanto per i cittadini che ci hanno eletto – rincarano i consiglieri protagonisti del clamoroso gesto – il sindaco Nardella aveva il dovere di parlare all’assemblea della città e la presidente Biti quello di difendere il ruolo e la dignità del Consiglio comunale. Anche la maggioranza avrebbe dovuto sostenere le nostre ragioni, ma prendiamo atto che evidentemente il PD fiorentino ha in questo momento altre priorità e preoccupazioni.  Non convince affatto neppure la risposta data dalla segreteria generale; bastano infatti le sole dimissioni dell’assessore Mantovani perché il sindaco debba recarsi in aula a riferire, in base all’articolo 31 dello Statuto.  Per queste ragioni oggi le opposizioni ad una sola voce hanno voluto dire no all’arroganza della maggioranza che amministra Firenze”. 

Per il capogruppo del Pd Angelo Bassi, l’atteggiamento dei consiglieri di minoranza “è incomprensibile”.  
“Dopo aver richiesto un parere alla segreteria generale sulla legittimità del Consiglio comunale che si è riunito regolarmente per trattare gli argomenti all’ordine del giorno, ( i consiglieri delle opposizioni, ndr) non accettando la risposta hanno abbandonato il Salone dei Duecento” riepiloga Bassi, parlando di una decisione che non ha precedenti.

“E’ come se una squadra durante una partita di calcio decida di andarsene, portandosi via il pallone, perché sta perdendo –  commenta Bassi, ricorrendo a una metafora  cara a Renzi - oltre a dimostrare di non avere il senso delle istituzioni, i consiglieri della minoranza contestando il parere della segreteria generale si ergono ad esperti di regolamenti senza avere le competenze per farlo. Non è stato un atteggiamento serio quello portato avanti dai consiglieri dell’opposizione. La scelta di bloccare i lavori del Consiglio dimostra, ancora una volta, la scarsa attenzione verso le tematiche che interessano la città”. Per il capogruppo piddino, l’accampare la non comunicazione del sindaco sulle dimissioni dell’assessore Mantovani e sul rimpasto della giunta con le due nuove assessore (ricordiamo Cecilia Del Re allo sviluppo economico e Anna Paola Concia alle deleghe che furono della Mantovani), sarebbe solo “una scusa”, dal momento che sarebbero state date “tutte le rassicurazioni del caso su una presenza del sindaco nella prossima seduta per parlare del riassetto della giunta”. Dunque a che pro la “sortita”? Per Bassi, i consiglieri delle opposizioni  “cercano ancora una volta di trovare spazio sugli organi d’informazione negandosi al dibattito ed al confronto su atti importanti per Firenze in Consiglio comunale”.

Foto: da Fb, i consiglieri di opposizione usciti dall’aula del consiglio comunale

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